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VASTO 4° incontro
nazionale dell'Italia Dei
Valori
Il Responsabile Regionale
dei Dipartimenti Tematici
Massimo Melpignano, il
Responsabile Osservatorio
Regionale Tutela dei
Consumatori Enzo Anelli, la
Responsabile Giustizia e
Legalità Anna Spinelli ed il
Responsabile Enti Locali
Giancarlo Pennetti
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Dipartimenti Tematici
Intervento del 22 Giugno 2010
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Nuove Nomine |
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La Dott.ssa Rendina Rosanna in data 21 giugno 2010 è stata nominata
Componente del Dipartimento Tematico "Sanità". |
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Intervento del 08 Giugno 2010
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Massimo Ciancimino racconta il padre, Don Vito da Corleone
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L'Auditorium "Giovanni Paolo II" di Putignano ha ospitato ieri venerdì 4 giugno alle ore 18,00 la presentazione di un libro molto discusso, "Don Vito", di Massimo Ciancimino, figlio del Sindaco di Palermo colluso con la mafia e implicato nella famosa "trattativa"tra Stato e Cosa Nostra e del giornalista inviato de "La Stampa" Francesco La Licata.
L'incontro,svoltosi alla presenza di un numeroso e attento pubblico è stato promosso dell'Associazione culturale "Gens Nova" che, come ha spiegato il suo Presidente Avv. Antonio La Scala, è una realtà consolidata da circa sei anni nel panorama culturale della città di Bari e della Puglia, con all'attivo l'organizzazione di numerosi eventi di grande spessore culturale legati a tematiche importanti e di interesse generale quali la legalità, la lotta alla mafia, l'impegno civile e sociale e la diffusione di tali argomenti nel nostro territorio in maniera semplice e costante.
L'incontro di ieri si può senza dubbio ritenere coraggioso non solo per l'assoluta mancanza di ostacoli posta alla sua realizzazione da tutte le componenti, dalla struttura ospitante, agli sponsor o i soci di "Gens Nova", ma coraggioso per l'argomento che affronta e che poteva essere sicuro oggetto di critica data la delicatezza dei temi e soprattutto per la presenza di uno dei suoi autori ospite dell'evento, Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito Ciancimino,potente Assessore ai Lavori Pubblici per diversi anni a Palermo e Sindaco della città per un breve periodo ma che lo consegnerà alla storia come Don Vito da Corleone, amico personale di Bernardo Provenzano e protagonista per decenni degli intrecci tra Stato, mafia, affari e servizi segreti.
Massimo Ciancimino non è un pentito,come molti sono erroneamente portati a pensare, è una "persona informata sui fatti"un testimone oculare di una realtà vissuta sulla propria pelle e come tale in diritto di parola, in diritto di spiegare e raccontare ciò che sa a proposito di un periodo storico fondamentale per la storia del nostro Paese e per la ricostruzione di eventi delittuosi legati alla forte presenza della mafia in Sicilia.
Affiancato nella presentazione da due validissimi giornalisti quali Sandro Ruotolo di "Annozero" e Stefano Bianchi, Massimo Ciancimino si è docilmente sottoposto alle domande dei moderatori e del pubblico presente, con molta calma e serenità, frutto di un sicuro lavoro su se stesso vista la delicatezza degli argomenti trattati e le vicende giudiziarie ad essi legati, oltre al diretto coinvolgimento di Massimo imputato per alcuni anni per il reato di riciclaggio.
Il libro, come ha sottolineato Stefano Bianchi, ricostruisce al di là della cronaca giudiziaria, alcune tra le pagine più oscure della storia di questo Paese, legate a quella importantissima e tutta ancora da verificare della "trattativa" tra Istituzioni e malaffare, realtà che Ciancimino sottolinea puntualmente nel suo racconto, supportato dagli strumenti di verifica utilizzati dal bravo ed esperto giornalista La Licata che dà quindi un grande contributo di assoluta affidabilità alla storia.
Tutto ciò che Massimo Ciancimino racconta lo ha visto e vissuto, sebbene possa apparire talvolta ai lettori come il copione di una dimensione quasi cinematografica. Ma è tutto vero,come il flash di Massimo ragazzino che si aggira di notte per Palermo con il suo motorino con nel sellino le mappe fornite a suo padre da Provenzano, destinate a elementi dello Stato o l'immagine di Don Vito che accoglie Totò Riina a casa sua seduto in vestaglia sul suo letto per parlare di mafia e mafiosi: la forza di questo libro è proprio in queste immagini e nel diritto alla parola del suo autore e protagonista nel raccontarle.
Ruotolo ha poi sottolineato un passaggio fondamentale per capire l'importanza del libro: con Ciancimino si è di fronte ad un racconto dall'altra parte perchè Ciancimino sta parlando a sei Procure italiane di una storia che riguarda noi e si capisce dall'impatto che hanno avuto e hanno tutt'oggi sulla storia italiana le stragi del '92/'93, quando tutti siamo stati profondamente e indelebilmente toccati nelle nostre coscienze. I racconti di Massimo sono credibili perchè lui conosceva coloro che si relazionavano con il padre, li aveva visti, Povenzano, il "Sig. Loverde" da Massimo poi riconosciuto come il boss di Cosa Nostra a posteriori in una foto o il "Sig.Franco" o elementi deviati dei Servizi,racconta di incontri con tutta la mafia che contava negli anni 70/80 come Bontade, tutti tasselli di un puzzle che i magistrati di Palermo e Caltanissetta stanno ricostruendo e verificando grazie a queste testimonianze per dare risposte a misteri ancora insoluti.
Quando la parola passa al protagonista della serata il pubblico si fa ancora più attento,Massimo Ciancimino parla di un qualcosa su cui ancora non può esporsi perchè oggetto di indagine, l'apertura di un fascicolo presso la procura di Roma circa la sua difficoltà a credere alla causa di morte naturale per il padre deceduto nel 2002. Ancora un mistero.
Ma perchè Massimo si è deciso a parlare solo due anni fa, perchè non ha trovato prima dentro di sè la forza per raccontare, collaborare? Forse perchè, lui risponde, nessuno glielo aveva mai chiesto prima e ci si interroga su questo.
Ciancimino spiega che ci è voluta una notevole forza d'animo per arrivare a questo punto,soprattutto perchè ha una famigli, una moglie e un figlio di cinque anni a cui rendere conto e al cui giudizio un domani tiene più di qualunque cosa al mondo, l'unico giudizio a cui vorrà sottoporsi. per questo ha pensato al libro, per spiegare a suo figlio chi è Massimo Ciancimino. Secondo Antonio Ingroia Massimo è più credibile di suo padre ma perchè ha accertato la realtà dei suoi capi di imputazione e la sua estraneità ai fatti, iniziando così un rapporto di lavoro e collaborazione fondamentale che porterà prima o poi a far luce su vicende assai complicate e molto delicate.
Oggi l'anomalia è chi parla,ancora. Certo lui non è un eroe, non è Peppino Impastato, non ha avuto il coraggio di denunciare questo padre ingombrante, è riuscito a parlare solo ora. Non bisogna dimenticare che Don Vito è stato l'autore del "contro-papello", quel rifacimento del "papello" di Totò Riina che Don Vito e Provenzano capiscono che lo Stato non avrebbe mai accettato così come era stato congegnato, lo rimodella. Papello sopravvissuto, non si sa come e perchè, alle numerose perquisizioni effettuate a casa Ciancimino.
Massimo Ciancimino non ha paura,sta solo contribuendo con le sue testimonianze a far luce su alcune vicende di mafia ma ci si chiede, comunque, anche alla fine dell'incontro, ancora la stessa domanda: come mai parla solo oggi? E la sua risposta non lascia soddisfatti, sa di amaro.
A prescindere dalla forza e dai contenuti di questo libro.
Manuela Bellantuoni
Responsabile Regionale Dipartimento
"Formazione Politica"
IDV Puglia
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Intervento del 20 Maggio 2010
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Nuove Nomine |
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La Dott.ssa Semeraro Mariagrazia
in data 18 maggio 2010 è stata nominata Componente del Dipartimento Tematico "Cittadinanza Attiva" con delega per l'energia nucleare;
La Sig.ra Bux Margherita in data 18 maggio 2010 è stata nominata Componente del Dipartimento Tematico "Sanità".
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Intervento del 10 Maggio 2010
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Nuove Nomine |
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La Dott.ssa Ida Manuela Bellantuoni
in data 04 maggio 2010 è stata nominata Responsabile Regionale del Dipartimento Tematico
"Formazione Politica";
Il Dott. Adolfo Manfredi in data 6 maggio 2010 è stato nominato Componente del Dipartimento Tematico
Cultura e Spettacolo con delega per la promozione sportiva.
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Coordinamento Dipartimenti Tematici
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Verbale sintetico DIPARTIMENTI TEMATICI IDV PUGLIA del 16 Aprile
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Oggi Venerdì 16 Aprile presso la sede regionale dell'Italia dei Valori, in Bari alle via Calefati n. 96, alle h. 18,00 si sono riuniti i dipartimenti tematici dell'IdV Puglia.
Dopo ampia discussione, alla unanimità dei presenti, viene deliberato quanto segue:
1. Verranno organizzati incontri provinciali per la presentazione dei dipartimenti tematici IdV Puglia e per la presentazione dei libri bianchi.
2. Verranno costituiti gruppi di lavoro per la realizzazione di altri libri bianchi, in primis sul Nucleare e Giustizia.
3. Verrà organizzata una scuola di formazione politica estiva.
4. Verrà istituita una banca dati con le professionalità presenti nei dipartimenti tematici e nel partito.
5. Verranno realizzate convenzioni con società ed enti.
6. Verranno organizzati eventi informativi in occasione della raccolta delle firme per i referendum.
La registrazione integrale dell'incontro, da valersi come verbale, è a disposizione sul blog massimomelpignano.it e sul profilo facebook di Massimo Melpignano.
Alle h. 20,30 la seduta è tolta.
Il coordinatore Regionale
dei Diapartimenti Tematici IdV Puglia
Avv. Massimo Melpignano
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Intervento del 19 Aprile 2010
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Nomina Dipartimento Tematico |
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Il Sig. Vito Santorsola
in data 19 aprile 2010 è
stato nominato Componente
del Dipartimento Tematico
Energia;
La Sig.ra Maria
Antonietta Scarnera in
data 19 aprile 2010 è stata
nominata Componente del
Dipartimento Tematico Sanità;
La Dott.ssa Enza Manzari
in data 19 aprile 2010 è
stata nominata Componente
del Dipartimento Tematico
Ambiente-Ecologia;
La Dott.ssa Anna Maria
Catino in data 19 aprile
2010 è stata nominata
Componente del Dipartimento
Tematico Sanità;
Il Sig. Marco Villasmunta in data 19 aprile 2010 è stato nominato
Componente del Dipartimento Tematico Cittadinanza Attiva |
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Intervento del 14 Aprile 2010
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MELPIGNANO (IDV): Consumatori contro American Express: pronti i moduli di risarcimento |
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Il colosso American Express applicava sul debito, degli interessi superiori al tasso soglia definito dalla Banca d'Italia: tassi di interesse che in alcuni casi arrivavano al 251%, ossia il 21% mensili, che hanno causato gravissimi danni ai consumatori. Sul nostro sito www.adusbef.bari.it sono disponibili i moduli da compilare per ottenere i risarcimenti dall'American Express, ricalcolando il differenziale dei tassi soglia nel tempo previsti dalla legge antiusura ed i tassi da “strozzo” praticati. American Express, che non può più emettere nessuna nuova carta di credito fino a quando non avrà ottemperato alle gravissime carenze riscontrate da Bankitalia, continua a comportarsi in modo ambiguo e non rispettoso nei confronti dei centinaia di migliaia di clienti danneggiati. Con pagine intere di pubblicità sui giornali, si rivolge a tutti i “titolari di Carta ed Esercizi Convenzionati”, confermando che “l'uso e l'accettazione di tutte le Carte American Express continua regolarmente con il consueto massimo impegno della nostra Società al fine di garantirvi gli elevati standard di servizio che avete sempre apprezzato. Tutti i nostri titolari - continua il testo - possono continuare sia ad utilizzare normalmente la Carta per qualsiasi spesa, grazie anche a tutti gli Esercizi Convenzionati che ne assicurano l'accettazione, sia ad usufruire di tutti i benefici e i servizi che rendono uniche le Carte American Express in Italia e nel mondo”. Nessun accenno dunque sui risarcimenti. In attesa del riscontro alla richiesta avanzata all’Antitrust affinché emani un provvedimento cautelare nei confronti di tutte le società che emettono carte revolving, con la sollecitazione di nullità dei contratti per tutte quelle carte revolving spedite per posta senza che vi sia stata alcuna preventiva richiesta, sembra che American Express stia inviando ad ognuno di essi una proposta unilaterale di rimborso per somme illegittimamente percepite e alquanto indeterminate. Adusbef oltre a rendere disponibili sul sito web il modello di richiesta, mette a disposizione degli iscritti e dei titolari danneggiati i propri tecnici per valutare la bontà di qualsiasi proposta risarcitoria a garanzia di indipendenza da quei potentati economici. Con le dichiarazioni sul blocco delle carte di credito Amex poi, Fabrizio Saccomanni, Direttore generale della Banca d'Italia, ha ammesso la mancata vigilanza di Bankitalia sulla cui gravità dovrà risponderne in Tribunale. Ma quello che c'è da domandarsi è: cosa faceva Bankitalia prima dell’intervento della Procura di Trani per impedire che migliaia di consumatori ed utenti delle revolving Amex (e non solo) fossero puntualmente derubati da tassi e condizioni capestro con tassi “usurai” fino a 10 volte i tassi soglia stabiliti dalla legge 108/96 per tipologie di prestiti al reato di usura? Come mai Bankitalia ha dovuto attendere le indagini della magistratura, quando il suo compito è proprio quello di prevenire, con oltre 7.500 dipendenti, abusi, soprusi e fenomeni di truffa a danno dei consumatori? Sul sito di Fiditalia inoltre, società operante nel settore dei prestiti rateali e delle carte revolving, si è poi scoperto che Bankitalia ha sospeso la distribuzione di alcuni misteriosi prodotti. Si legge testualmente: “Vogliamo informarvi che Fiditalia ha sospeso temporaneamente la distribuzione di alcuni prodotti a partire dal 23.10.2009, uniformandosi ai provvedimenti del 13 e 29 ottobre della Banca d’Italia. Nel periodo di sospensione Fiditalia adotterà tutte le misure necessarie ad adeguarsi, entro il previsto termine del 1° gennaio 2010, alle disposizioni della Legge sulla trasparenza dei servizi bancari e finanziari”. Non si riesce a sapere dunque, da una Banca d’Italia che persiste in un atteggiamento di colpevole silenzio, quali siano quei prodotti che siano stati sospesi a Fiditalia. Dopo una ricerca approfondita tuttavia, Adusbef ha scoperto che in data 14 settembre 2009, il Garante della Concorrenza e del Mercato ha sospeso la commercializzazione della carta di credito co-branded Coin e Fiditalia, denominata Coincard. Si tratta di una carta revolving con una linea di credito da 1.000 a 3.000 euro, modalità di pagamento a saldo o a rate, con tan annuo a 16,50% e taeg 18,07%. Ad indurre il provvedimento dell’Autorità sarebbero state alcune pratiche ritenute non conformi alle norme sulla trasparenza della comunicazione legata al prodotto: Coincard è stata infatti distribuita senza fornire ai risparmiatori informative adeguate sulla natura della carta, sulle caratteristiche e sulle condizioni e modalità di utilizzo e sui costi. L’Authority è intervenuta anche sulla modalità di sottoscrizione della carta: la proposta di contratto avveniva direttamente presso il punto vendita Coin, ritenuto inadeguato all’attivazione di servizi finanziari. Per questo oltre alla sospensione, alle due società è stata inflitta una multa per complessivi 220.000 euro, a Coin di 90.000 euro e a Fiditalia di 130.000 euro. Con questa decisione l’Autorità intende proteggere quei consumatori che sottoscrivono una carta presso i punti vendita, da campagne promozionali ingannevoli, e spesso dannose per i costi effettivi omessi. Questa ulteriore scoperta sui provvedimenti di Bankitalia, che non vengono divulgati per non avere un impatto negativo sugli interessi di banche e finanziarie, conferma la richiesta effettuata dall’Adusbef al Governatore Draghi, di licenziare in tronco le alte cariche dell’ufficio di vigilanza di Bankitalia, che dovrebbero operare sempre con correttezza e trasparenza a garanzia dei diritti dei consumatori. Bankitalia deve finirla con questi atteggiamenti omertosi che vanno a beneficio esclusivo di banchieri e non dei consumatori. Cosa ha fatto l’ufficio di Vigilanza della Banca d’Italia per impedire che fossero praticati i tassi di interesse delle carte revolving distribuite dall’America Express da almeno un decennio, periziate fino al tasso di interesse del 251,7% su base annua? Niente. Inoltre Adusbef, dopo aver chiesto, ai sensi e per gli effetti del codice del consumo all’Antitrust di emettere un provvedimento cautelare a tutela degli utenti delle carte revolving con analoghe caratteristiche di quelle emesse dall’American Express, sta avviando una poderosa class action per tutelare gli utenti (circa 7 milioni) delle revolving attive. A seguito di questo provvedimento storico ma troppo tardivo della Banca d’Italia, Adusbef si costituirà parte civile al processo ed ha inviato ai sensi del codice del consumo una richiesta urgente all’Antitrust chiedendo di intervenire su altre società esercenti le carte di credito operanti in Italia che abbiano emesso carte revolving equivalenti, per grave pericolo agli interessi economici dei consumatori. In particolare, per le carte revolving è emerso, tra l'altro, che nella documentazione contrattuale e nella pubblicità il TAEG è indicato pari al TAN, anziché essere calcolato su ipotesi più cautelative (utilizzo integrale dal primo giorno con rimborso in rate di importo pari al minimo contrattuale); l'estratto conto manca dell’indicazione della data valuta delle spese effettuate e del prospetto “scalare”. Per le carte charge, non è indicato il limite di affidamento, variabile in funzione delle spese sostenute il contenuto informativo dell'estratto conto è carente (mancano i prelievi in contante tramite ATM). Per entrambe le carte, gli estratti conto non indicano i tassi di cambio, né eventuali commissioni per la conversione della valuta. In caso di revoca, non sono inoltrati gli estratti conto, non consentendo al cliente la conoscenza dell'evoluzione del debito. Per quanto esposto e per quant’altro codesta Autorità vorrà evidenziare, si chiede l’apertura di un’istruttoria volta alla comminazione delle sanzioni previste per le fattispecie di cui agli art. 20 e seg. D.lgs. 206/2005 – Codice del Consumo, provvedendo in via cautelare con effetto immediato all’inibizione all’emissione di nuove carte di credito considerando che ASEL consente ancora tramite il proprio sito internet – https://home.americanexpress.com/home/it/home_p.shtml?page=PR la stipula di nuovi contratti come da visura compiuta in data odierna ed allegata. Poiché infine la prassi commerciale afferente in particolare alle c.d. carte revolving è universale, i rilievi compiuti da Banca d’Italia nei confronti della AESEL si devono considerare estensibili anche agli altri erogatori dei medesimi strumenti di debito, si chiede che in via cautelare si proceda all’inibizione dell’emissione di nuove carte anche nei confronti degli altri istituti. Tassi usurari del 251%, non possono più essere consentiti. Una situazione così grave non può passare inosservata, con centinaia di migliaia di consumatori che invece di essere tutelati, sono stati rapinati.
Avv. Massimo Melpignano V. Presidente Adusbef Puglia
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Intervento del 13 Aprile 2010
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Dipartimenti Tematici: nuove nomine |
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Il Sig. Arturo Paride
Simon è stato nominato
Responsabile Provinciale del
Dipartimento Tematico del
Lavoro con delega per la
comunicazione e
l'informazione;
La Sig.ra Doralba Luiso è stata nominata Componente del Dipartimento tematico cittadinanza attiva;
La Dott.ssa Maria Maddalena D'Urso è stata nominata Responsabile della Provincia di Taranto Dipartimento Tematico cittadinanza attiva.
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Intervento del 30 Marzo 2010
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Dipartimenti Tematici: nuove nomine
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Il Sig. Bruno Castria in data 27 gennaio 2010 è stato nominato
Responsabile Provinciale del Dipartimento tematico Lavoro
Il Sig. Antonio Stea in data 19 gennaio 2010 è stato nominato Responsabile Regionale del Dipartimento tematico Agricoltura
L'Avv. Raffaele Sansonetti in data 23 marzo 2010 è stata nominata Componente del Dipartimento tematico Giustizia
La Dott.ssa Roberta Villasmunta in data 23 marzo 2010 è stata nominata Componente del Dipartimento Tematico del Lavoro
La Prof.ssa Maria Conserva in data 9 marzo 2010 è stata nominata Componente del Dipartimento Tematico Cultura e Spettacolo con delega per arte e relazione d'aiuto
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Intervento del 15 Marzo 2010
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Pignoramenti immobiliari - A BARI UN COSTANTE TREND NEGATIVO: NEL 2009 PIGNORATI OLTRE MILLE IMMOBILI
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Sono 1050 gli immobili pignorati a Bari. Il mercato immobiliare barese ha subito, come tutti i settori, gli effetti negativi della crisi economica e lo rivelano diversi fattori tra cui anche i dati dei pignoramenti immobiliari.
Basta analizzarli per comprendere una costante negativa nell’andamento degli appartamenti pignorati, effetto anche delle difficoltà economiche delle famiglie italiane, e baresi in questo caso, che non accenna a diminuire nonostante i segnali positivi che si iniziano a scorgere sui mercati internazionali. In particolare, se si confrontano i dati dei pignoramenti immobiliari a Bari del primo e del secondo trimestre, gennaio-giugno 2009, che sono stati rispettivamente 250 e 274 per un totale di 524, si nota un costante trend negativo del settore.
Nel terzo trimestre 2009 sono stati invece eseguiti 226 pignoramenti immobiliari mentre invece nel periodo ottobre – dicembre 2009 gli immobili pignorati sono stati 300.
L'apparente diminuzione del terzo trimestre è sicuramente da addebitare al periodo feriale (in cui l'attività giudiziaria rallenta); crea invece allarme l'imponente numero di pignoramenti eseguiti nell'ultimo periodo dell'anno:
ben 300 !
Rispetto al primo trimestre del 2009 i pignoramenti nell'ultimo trimestre
sono aumentati del 20 %. Nel 2009, in definitiva sono state quindi pignorati circa tre immobili al
giorno. Se raffrontiamo questi dati con quelli del 2008, quando erano stati
pignorati 1016 immobili emerge un ulteriore aumento pari al 3,4 %; se raffrontiamo i
dati con quelli degli anni precedenti, i risultati sono assolutamente
preoccupanti.
E' il frutto di una politica dissennata delle banche che dopo aver venduto
mutui a tasso variabile ad oltre 3 milioni di famiglie italiane, con quello
che ne è conseguito per l'aumento impazzito dei relativi tassi, hanno così
mandato al collasso le famiglie a causa già stremate dagli aumenti dell'euro,
dall'incremento della disoccupazione, dalla crisi finanziaria causata dai
titoli tossici e dal crack di banca Lehman Brothers.
avv. MASSIMO MELPIGNANO
melpignano@studiomelpignano.it
Responsabile Nezionale Consumatori e Risparmiatori IdV
Responsabile regionale dipartimento tematici UdV Puglia
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Intervento del 10 Marzo 2010
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I LIBRI BIANCHI PATRIMONIO DEL PARTITO |
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Ho assistito con piacere al grande interesse che i libri bianchi hanno suscitato non tanto nel partito (conosco la sensibilità dei nostri iscritti e militanti)quanto fuori dal partito.
Avevamo avuto un buon suggerimento dalla nostra base, quando nei primi mesi del 2008 fu proposto ai Dipartimenti tematici regionali di focalizzare l'attenzione su questi quattro temi drammatici della nostra regione.
Acqua, sanità, rifiuti, formazione professionale.
Andando indietro con la memoria, ricordiamo tutti che erano ancora lontani i tempi di escort e faccendieri legati al mondo della sanità; che l'emergenza rifiuti sembrava uno dei tanti fantasmi sbandierati, la formazione professionale l'eterno cronico problema della regione Puglia. Per tacere poi dell'acqua: noi di IdV siamo stati i primi ad intravedere il problema di una privatizzazione dell'acqua e di un uso privato delle risorse pubbliche.
Oggi tutti parlano di questi temi, anche dall'altra parte.
Con altrettanto piacere sto assistendo in questi giorni al grande interesse che i candidati dell' Italia dei Valori stanno dimostrando per i temi dei libri bianchi.
Sono già diversi gli incontri organizzati sul territorio e altri sono in fase di organizzazione.
Come è nel DNA di Italia dei Valori, stiamo facendo una campagna elettorale diversa, senza slogan né promesse di buoni benzina, ma portando alla gente i temi importanti della Puglia che vogliamo costruire.
Una sanità che funzioni, senza sprechi e dove il merito prevalga sulle nomine partitocratiche.
Una gestione dei rifiuti corretta, che intraveda l'enorme potenzialità di sviluppo che una corretta gestione può comportare.
Una formazione professionale reale ed efficace, e non solo destinata a distribuire a pioggia i finanziamenti per organizzare corsi che servono soltanto ai docenti.
Ed infine l'acqua, che deve rimanere ricchezza e patrimonio dei cittadini pugliesi.
Non posso che riprendere l'invito che il coordinatore regionale Onorevole Zazzera ha rivolto a tutti i candidati in occasione della loro presentazione pubblica: usate i libri bianchi, organizzate eventi sui territori, in cui si spieghi alla gente che cosa vogliamo realizzare in questi quattro settori focali, portiamo gli esperti a parlare ed a spiegare la vera realtà delle cose.
Il sottoscritto, i responsabili ed i componenti dei dipartimenti, gli autori e gli esperti dei libri bianchi, hanno dato la piena disponibilità in questo caldo periodo elettorale ad intervenire in tutte le sedi.
E così faremo, sempre, ovunque i nostri candidati vogliano offrire un momento pubblico di riflessione sui quattro temi dei libri bianchi, che sono risorsa di tutto il partito e di tutti i candidati.
Avv. Massimo Melpignano
Responsabile Regionale Dipartimenti Tematici IdV Puglia
Coordinatore Libri Bianchi IdV Puglia su Acqua, Sanità, Rifiuti e Formazione Professionale
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Intervento del 16 Febbraio 2010
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I TEMI “6x3” DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
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Lunedì prossimo l'Italia dei Valori Puglia presenterà in conferenza stampa i 4 libri bianchi.
Chi ha partecipato alla vita di partito ben sa che questi quattro libri sono il risultato di un percorso che i Dipartimenti Tematici Regionali hanno iniziato a Giugno 2008 quando, d'intesa con la Segreteria Regionale, fu deciso di istituire quattro gruppi di lavoro che avrebbero dovuto esaminare la realtà pugliese.
Sono stati così individuati quattro temi su cui i nostri esperti hanno lavorato e su cui l'intero partito si è confrontato in occasione della Conferenza programmatica di Novembre 2009.
Acqua, Sanità, Rifiuti e Formazione Professionale: sono questi i temi sposati dall'Italia dei Valori Puglia e che il partito
ha deciso di porre al centro della propria campagna elettorale, del programma della Puglia che vogliamo costruire con gli alleati nei prossimi cinque anni.
I quattro libri bianchi, il team di esperti (giuristi, magistrati, docenti universitari, tecnici) devono diventare una risorsa per il partito.
I temi dei libri bianchi, oltre ad essere materiale per i manifesti “6x3”, devono diventare strumento di informazione sul territorio.
Questi libri bianchi devono essere portati nei circoli, nelle piazze, nei luoghi della politica, per affermare i temi di legalità e di esaltazione del cittadino pugliese nell'utilizzo delle straordinarie risorse della regione.
Chi ha collaborato a scrivere i libri bianchi ha l'obbligo morale e politico di mettersi a disposizione del partito (meglio, dei cittadini pugliesi), andando nei luoghi in cui si discute a spiegare, non con slogan ma con le competenze dell'esperto, come la gente perbene dell'Italia dei Valori intende gestire l'acqua, i rifiuti, la formazione professionale, la sanità.
Allo stesso tempo il popolo dell'Italia dei Valori deve giudicare i candidati anche (direi sopratutto) sulla base dell'impegno serio e formale e tradurre in lotta politica, in impegno normativo, i temi dei quattro libri bianchi.
Che non sono slogan, ma drammatiche emergenze da affrontare per la Puglia migliore che vogliamo costruire.
Avv. Massimo Melpignano
Responsabile Regionale Dipartimenti
Tematici
Italia Dei Valori Puglia
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Intervento del 04 Febbraio 2010
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L'ASSESSORE “PALESE” ED IL COSTO “OCCULTO”
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La notizia del sequestro preventivo della rata in prossima scadenza del bond emesso dalla regione Puglia, nonché dell'addebito differenziale di un correlato derivato, è stata variamente riportata dalla stampa in modo non sempre corretto e comprensibile.
Con tutte le riserve del caso, poiché non ho avuto la possibilità di esaminare direttamente la documentazione agli atti della indagine penale, credo che alcune riflessioni vadano operate su quanto sta accadendo.
La Regione Puglia, al pari di tanti altri enti locali in Italia, ed aggiungo ancora al pari di tante medie piccole e piccolissime imprese, è stata vittima di una forsennata offensiva di banche senza scrupoli che hanno collocato prodotti tossici spacciandoli invece per strumenti idonei a garantire le eccessive possibili oscillazioni del tasso.
Traduco in italiano.
Se ho un contratto a tasso variabile, corro il rischio che nel medio periodo questo tasso possa aumentare in maniera per me insostenibile; quindi, a questo aggiungo un altro prodotto (i derivati appunto) che mi vengono prospettati utili in quanto svolgono una funzione uguale e contraria.
Pertanto all'aumento del tasso dell'obbligazione per la Regione Puglia, o di una rata di leasing o di mutuo per le imprese, dovrebbe corrispondere dall'altro lato un'entrata con i derivati che mi consentirebbe sul piano pratico di trasformare un contratto a tasso variabile in un contratto a tasso fisso, dandomi quindi certezza dell'esposto senza rischi di sorta.
Quanto è accaduto nel caso all'attenzione della procura di Bari ricalca né più e né meno le tristi storie a cui abbiamo assistito di questi anni e che stiamo portando nei tribunali di tutta Italia; storie di imprenditori gabbati che al danno di contratti a tasso variabile decisamente costosi hanno visto aggiungersi la beffa di un pagamento periodico (c.d. "Differenziale") che si aggiungeva al costo del contratto che invece avrebbero dovuto rendere più "economico".
La regione Puglia non è rimasta indenne da questo tsunami finanziario.
Mi ha chiesto questa mattina un giornalista nel corso di un intervento radiofonico; "Chi pagherà il costo di questa operazione"?
La domanda è corretta e sbagliata lo stesso tempo: tutti pagheremo ma è bene presente che tutti abbiamo e stiamo pagando.
Il sequestro preventivo disposto dalla procura di Bari servirà ad evitare l'ulteriore salasso periodico alle casse regionali.
L'indagine penale farà su questa vicenda con molte ombre.
Alcuni punti fermi devono però essere posti.
La Regione Puglia avrà l'obbligo di costituirsi parte civile nel instaurando procedimento penale. I cittadini pugliesi, di qualsivoglia colorazione politica, avranno l'obbligo morale di costituirsi parte civile nel instaurando processo penale, nelle varie forme aggregative possibili (associazione consumatori comitati, ecc...).
Il problema non è politico, ma è un problema di "malformazione" della classe politica.
Rocco Palese, che all'epoca sottoscrisse il contratto, ha dichiarato nel verbale di interrogatorio: non capisco l'operazione finanziaria".
È troppo facile sparare ad alzo zero su Rocco palese, strumentalizzando l'accaduto per fini elettorali.
Non intendo farlo perché la questione è ben più ampia dell'ignoranza in materia del malcapitato Rocco Palese, e svela invece la approssimazione la superficialità e l'ignoranza di una intera classe politica (palese fa riferimento anche al ministro Tremonti) che ha governato la Regione Puglia e che avrebbe l'ambizione di governarla nuovamente.
Non è Palese l'unico responsabile di questo vicenda, anche se non vanno dimenticate le sue personali responsabilità, ma un intero sistema, che vede politici e banche stipulare contratti rischiosissimi e costosissimi per le tasche dei cittadini pugliesi.
Quell'intero sistema che proprio Palese nei verbali di interrogatorio così descrive: "non c'è mai stato uno, dappertutto, neanche a Roma, dove sono andati in un'istituzione al comitato interministeriale dove c'è la firma in tutte due le volte di Tremonti che autorizza tutte le cose e non immagino....... si dice che lui ha creato la finanza creativa, non immagino che non fosse esperto in tutte queste cose".
Avv. Massimo Melpignano
melpignano@studiomelpignano.it
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Da
Il sole 24 0re del 20
Gennaio 2010:
Melpignano contro patti chiari: "Conosceva il rischio"
Il tribunale di Bari chiede
cinque perizie sul crack Lehman

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Coordinamento del 26 Settembre 2009
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I Dipartimenti tematici dell'Italia dei Valori Puglia, nella riunione regionale tenutasi il 26 settembre 2009, hanno deliberato, tra le altre cose, di redigere quattro libri bianchi, con l'obiettivo di esaminare la situazione attuale e di formulare proposte tecniche in settori strategici della vita pugliese:
ACQUA, RIFIUTI, SANITA', FORMAZIONE PROFESSIONALE.
Sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro, uno per ogni argomento, e così composti:
ACQUA:
Giancarlo Pennetti (Coordinatore tecnico - g.pennetti@tin.it)
Roberto Tomasicchio
Patrizia Lusi
FORMAZIONE:
Marco Bellezza (Coordinatore tecnico – marcobellezza@alice.it)
Fabiana Morollo
Lucia Pacillo
Antonio Carbonara
Carla Della Penna
Fabio Cardanobile
RIFIUTI:
Enzo Anelli (Coordinatore tecnico – enzoanelli@libero.it)
Iacopino Mariolina
Carlos D'Abramo
Vito Fanizzi
Alberto Carone
Paolo Lillo
SANITA':
Giuseppe Caprioli (Coordinatore tecnico – giuseppe.capriolimhk3@alice.it)
Vito De Carolis
Giuseppe Cappiello
Tutti coloro che hanno fatto pervenire la loro disponibilità e non sono inseriti nel presente elenco, possono contattare direttamente il coordinatore tecnico del gruppo di interesse.
Il Responsabile Regionale dei Dipartimenti tematici IdV Puglia
Avv. Massimo Melpignano
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Intervento del 01 Dicembre 2009
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MELPIGNANO (IDV): PIGNORAMENTI IMMOBILIARI, A BARI UN COSTANTE TREND NEGATIVO
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Il mercato immobiliare barese ha subito, come tutti i settori, gli effetti negativi della crisi economica e lo rivelano diversi fattori tra cui anche i dati dei pignoramenti immobiliari.
Basta analizzarli per comprendere una costante negativa nell’andamento degli appartamenti pignorati, effetto anche delle difficoltà economiche delle famiglie italiane, e baresi in questo caso, che non accenna a diminuire nonostante i segnali positivi che si iniziano a scorgere sui mercati internazionali.
In particolare, se si confrontano i dati dei pignoramenti immobiliari a Bari del primo e del secondo trimestre, gennaio-giugno 2009, che sono stati rispettivamente 250 nel 274 per un totale di 524, si nota un costante trend negativo del settore.
Nel primo semestre 2009, sono state quindi pignorati circa tre immobili al giorni!
Se raffrontiamo questi dati con quelli semestrali del 2008, quando sono stati pignorati 538 immobili (primo trimestre 2008, con 271 esecuzioni e secondo trimestre 267), emerge una leggerissima flessione ma una sostanziale costanza dell’andamento negativo.
Invece, nel secondo semestre del 2008 (luglio-dicembre) i pignoramenti eseguiti sono stati 478: nel periodo luglio-settembre 2008 (a causa anche delle ferie giudiziarie) si registra il numero più basso: 223 pignoramenti e nel quarto trimestre 255 pignoramenti.
Rispetto al I° trimestre 2009 (250 pignoramenti), il secondo trimestre 2009 (274 pignoramenti) segna un incremento del 9,6 %.
Il dato è in aumento se raffrontiamo i pignoramenti del secondo trimestre 2009 (274 pignoramenti) con il secondo trimestre 2008 (267 pignoramenti): + 2,6 %.
Se il dato del primo semestre 2009 dovesse essere confermato a fine anno, avremmo un incremento rispetto al 2007 (930 pignoramenti) del 12,7 % e rispetto al 2008 (1016 pignoramenti) del 3,15 %.
Se raffrontiamo i dati con quelli degli anni precedenti, i risultati sono assolutamente preoccupanti. E' il frutto di una politica dissennata delle banche che dopo aver venduto mutui a tasso variabile ad oltre 3 milioni di famiglie italiane, con quello che ne è conseguito per l'aumento impazzito dei relativi tassi, hanno così mandato al collasso le famiglie a causa già stremate dagli aumenti dell'euro, dall'incremento della disoccupazione, dalla crisi finanziaria causata dai titoli tossici e dal crack di banca Lehman Brothers.
Avv. Massimo Melpignano
v. Presidente Adusbef Puglia
Responsabile Regionale Dipartimenti tematici IdV Puglia
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Intervento del 12 Marzo 2009
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I GIUDICI: NE' EROI NE' ASSEDIATI
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Chi ha visto la puntata di ieri di “Quinto Potere” andata in onda su Antenna Sud e dedicata alla magistratura, avrà avuto diversi spunti di riflessione.
Abbiamo assistito alla solita carrellata di disfunzioni del sistema giustizia e di cifre espunte dalle consuete indagini ufficiali: carenza dei magistrati, strutture insufficienti, fascicoli processuali accatastati e lasciati incustoditi nei corridoi. Nulla di nuovo sotto il sole: tutto già visto e volta per vola utilizzato contro questo o contro quello: i magistrati fannulloni, il personale di cancelleria inadeguato, gli avvocati che traggono vantaggio dalle lungaggini processuali (“...il processo più pende più rende...”).
La trasmissione ha avuto il merito però di andare oltre, e di evidenziare alcuni aspetti spesso e volentieri sottovaluti, ed uno su tutti: nonostante le deficienze croniche del sistema Giustizia, la macchina in qualche modo funziona. E funziona (male, lentamente, con difficoltà: ma comunque funziona) sopratutto perchè la grandissima parte, la maggioranza sana e laboriosa di magistrati avvocati e personale di cancelleria fa il proprio dovere nonostante tutto.
Un magistrato intervenuto ieri ha detto: non vogliamo essere eroi, ma neanche vogliamo sentirci assediati.
Dovremmo riflettere tutti su questa esigenza di “normalità” che proviene dalla parte sana degli operatori di Giustizia (ed è la gran parte !).
La Magistratura ha immolato molti martiri civili sull'altare della legalità: uomini e donne che hanno pagato con la vita non per il loro senso di protagonismo, ma per il loro senso del dovere.
Non dobbiamo usare i morti ammazzati come termometro per la popolarità della magistratura.
Ma non dobbiamo neanche consentire questo clima da tiro al bersaglio.
Chi trae vantaggio dalla sistematica opera di demolizione della magistratura agli occhi dell'opinione pubblica, non sono né i magistrati, né gli avvocati, né i cittadini.
Siamo scesi in piazza per sostenere la magistratura quando era attaccata dalla politica purulenta nei tempi di mani pulite.
Quello che sta accadendo oggi, con lo stillicidio della delegittimazione costante e quotidiana, del sistematico taglio di risorse, della destrutturazione del sistema, purtroppo non infiamma le piazze.
Siamo noi operatori di giustizia invece che dobbiamo infiammarci: oggi più che mai.
Abbiamo tutti bisogno di una magistratura normale: senza eroi e senza fascicoli abbandonati nei corridoi.
Non dimentichiamolo!
Avv. Massimo Melpignano
Responsabile regionale dipartimenti tematici
IdV Puglia
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Intervento del 02 Gennaio 2009
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CRISTIANO DI PIETRO E LA VERGINE DI NORCIA |
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Male ha fatto Cristiano Di Pietro a dimettersi dall'Italia dei Valori: bene ha fatto Cristiano Di Pietro a mantenere le cariche politiche conquistate con il voto popolare.
Mi sfugge, francamente, il senso di tutta questa querelle politica su Cristiano e sui figli dei leader di partito.
Cerco di fare ordine su quello che è successo, innanzitutto per aiutare me stesso a comprendere.
Pare che Cristiano Di Pietro, politico in sé non di primissimo piano dell'Italia dei Valori, ma con l'enorme fardello di essere figlio del suo leader, sia stato intercettato mentre raccomandava qualcuno. Pare che dall'altra parte ci fosse un funzionario poco gradito al padre, che da Ministro lo allontanò dall'incarico per le troppe chiacchiere sul suo conto.
Se questi sono i fatti, le notizie sono 3:
1. Antonio Di Pietro, da ministro delle infrastrutture, ha allontanato una persona chiacchierata da un posto di rilievo;
2. Questa persona chiacchierata è stata interessata per una raccomandazione.
3. A richiedere questa raccomandazione è stato Cristiano di Pietro.
Chi ha seguito le cronache di questi giorni ha visto come siano passate assolutamente inosservate le notizie 1 e 2. E questo ci aiuta molto a capire dell'Italia che vuole costruire il c.d Popolo delle Libertà.
Quindi, non fa notizia che un ministro della Repubblica (Antonio Di Pietro) allontani chi con disinvoltura interpreta il proprio ruolo di funzionario dello Stato gestendo la cosa pubblica. Si dirà: cos'altro attendersi da Di Pietro ? Si risponde: è un gesto eclatante, iniquamente passato inosservato in un mondo politico ed in un parlamento in cui pregiudicati e condannati con sentenze passate in giudicato si abbarbicano alla propria poltrona.
Non fa notizia, ancora, che un alto funzionario riceva una raccomandazione.
La vera notizia, invece, è che Cristiano Di Pietro faccia una raccomandazione.
Anche qui, francamente, non riesco a comprendere il moto di sdegno che si leva da quel collegio di educande che notoriamente è il centro-destra.
Non voglio fare l'elenco delle non colpe di Cristiano che, non dimentichiamolo mai, non è neanche iscritto nel registro degli indagati. Cristiano ad esempio non ha corrotto giudici per compiere scalate a gruppi editoriali, non ha commesso evasioni fiscali, non si è fatto leggi ad personam né lodi Alfano estensibili ai consiglieri provinciali, non ha un oscuro passato sulla provenienza dei suoi soldi (sarà stato cresciuto grazie al lavoro di papà e mamma, come tutti).
Cristiano, è questa è l'infamante colpa, ha raccomandato.
E cos'altro avrebbe dovuto fare?
Per favore, smettiamola con questa idiota ipocrisia e non facciamoci trascinare nel gioco sporco che il centro destra è tanto bravo a condurre.
Lo sappiamo tutti: ai politici ci si rivolge anche per una raccomandazione, e dai politici ci si aspetta una raccomandazione.
Chi ha una visione limitata della politica direbbe: altrimenti a che servono i politici ?
Chi va oltre e vola alto, lo ritiene un male, necessario ma un male.
Ma non è certo la raccomandazione la vera questione morale: è il primo gradino, frutto di una Italia che non vogliamo, dove si è sviluppato il senso comune della assenza di meritocrazia, della necessità della spintarella, della telefonata, dell'amico dell'amico.
Non voglio certo in questa sede cantare l'elogio della raccomandazione: me ne guarderei bene.
Ma non intendo accettare, l'Italia dei Valori tutta non deve accettare, lezioni di verginità da chi frequenta regolarmente i postriboli più degradati della vita politica.
Il centro destra taccia, e guardi in casa propria. Non facciamoci trascinare nel fango in cui abitualmente sguazza una destra scandalizzata, fintamente virtuosa nel proprio talamo ma pronta al meretricio politico per il bene non di parte (e già sarebbe qualcosa) ma di poche persone.
Cristiano di Pietro ha sbagliato a dimettersi: il suo gesto è nobile ma smisurato.
Le sue dimissioni devono essere respinte e Cristiano deve ritornare a casa sua, nell'Italia dei Valori, arricchito e fortificato da questo linciaggio morale e politico orchestrato dagli immorali del centro destra, che non punisce i colpevoli (così come Cristiano non è colpevole di nulla), ma gli ingenui.
Avv. Massimo Melpignano
Responsabile Regionale Dipartimenti tematici
IdV Puglia
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