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IDV - Provincia di Lecce

Contro l’alcolismo e le stragi del “sabato sera” la proposta del
componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”
di IDV, Giovanni D’AGATA, che chiede l’introduzione di etichette
personalizzate sui contenitori di alcolici (birra, alcoolici
come liquori, bevande con basi alcooliche) come
"filo-prevenzione” con slogan chiari al fine di promuovere la
tutela della vita.
Italia dei Valori – CIRCOLO DI
CUTROFIANO
VENERDI’ 29 GENNAIO ORE 18.30
Incontro pubblico
presso la SALA CONSILIARE in V.
Bovio - CUTROFIANO (LE)
QUALE GESTIONE DEI
RIFIUTI?
Introduce:
PROF. FAUSTO MELISSANO
Presidente Circolo Italia dei Valori Cutrofiano
Intervengono:
DOTT. VINCENZO ANELLI
Coordinatore Libro Bianco Rifiuti IDV Puglia
DOTT. COSIMO FORINA
Giornalista corrispondente della “Gazzetta del Mezzogiorno”
DOTT. PASQUALE FIORE
Consulente ambientale
Comunicato del
29-09-2009
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STOP ALL'ATTIVAZIONE DEL FILOBUS A LECCE |
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Il COMUNE DI LECCE ha annunciato che a partire dal primo ottobre cesserà la tolleranza verso le auto parcheggiate sulle corsie preferenziali. Gli automobilisti leccesi ricorderanno la drammatica situazione che si venne a creare quando, alcuni anni fa, le corsie preferenziali furono realizzate e si tentò di renderle operative: multe a raffica, traffico in tilt, benefici zero.
Oggi la riproposizione delle corsie preferenziali significa solo una cosa: che dopo tanta attesa si avvierà il filobus, le cui opere sono state ultimate da tempo ma restavano inerti perché, probabilmente, nessuno aveva il coraggio di avviare l’esperimento, temendo cosa potesse succedere.
SUGLI AUTOMOBILISTI LECCESI, PERTANTO, INCOMBE IL RISCHIO DELL’ATTIVAZIONE IN TEMPI BREVI DEL FILOBUS, CHE DARA’ IL COLPO DI GRAZIA AL GIA’ CONGESTIONATO TRAFFICO CITTADINO.
Il Sindaco Perrone ha dimostrato grande coraggio, rendendo pubblica la vicenda relativa al leasing dei Palazzi di Via Brenta e bloccando il pagamento dei canoni relativi.
LO INVITIAMO A DARE UNA NUOVA PROVA DI CORAGGIO, BLOCCANDO L’AVVIO DEL FILOBUS, ED EVITANDO COSI’ CHE IL TRAFFICO CITTADINO DIVENTI UNA BOLGIA INFERNALE.
Il Filobus è stato frutto di una scelta sconsiderata, che ha sprecato risorse importanti del COMUNE DI LECCE senza una reale programmazione che potesse rendere effettivamente utile al traffico ed alla salute dei cittadini tale scelta.
GIOVANNI D’AGATA Componente del Dipartimento nazionale Tutela del Consumatore dell’ITALIA DEI VALORI, , propone pertanto AL SINDACO DI LECCE UNA MORATORIA, NEL CORSO DELLA QUALE VALUTARE SERENAMENTE CON I CITTADINI, I COMMERCIANTI, LE CATEGORIE, LE SCELTE PIU’ UTILI PER EVITARE DI SPRECARE TALI RISORSE E PER EVITARE GRANDI DISAGI AGLI UTENTI DELLA STRADA.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento
Tematico Nazionale
“Tutela dei Consumatori”
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Comunicato del
17-08-2009
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Troppi parcheggi a pagamento e troppo cari. Alla trasformazione delle nostre città in megaparcheggi non è seguito un altrettanto visibile miglioramento della viabilità o dell’aumento dei posti auto. Secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico “Tutela dei consumatori”di Italia dei Valori, in attesa di un adeguamento della normativa attuale per obbligare i comuni a reinvestire in dette attività i proventi derivanti dai parcheggi a pagamento, gli stessi dovrebbero essere temporaneamente aboliti |
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Ormai gli automobilisti non
ne possono più. L’anno
scorso, infatti, dopo la
pubblicazione della
graduatoria nazionale
relativa all’uso di aree di
sosta a pagamento da parte
dei Comuni ed in particolare
del terzo posto di Lecce tra
le città italiane con più
parcheggi a pagamento in
base al numero degli
abitanti, avevamo proposto
una serie di misure per
ridurre il carico quotidiano
che gravava su alcune
categorie di cittadini,
pendolari e commesse,
obbligati all’uso
dell’automobile ed al
parcheggio nelle zone a
pagamento. Tali richieste
sono rimaste tutte inevase,
almeno a Lecce, nonostante
l’aggravarsi della crisi
economica e del perdurare
del “caro benzina”. A tutto
ciò, al contempo, nonostante
il costante aumento dei
proventi derivanti dal
pagamento della sosta e
dalle sanzioni pecuniarie,
non è assolutamente seguito
un miglioramento della
sicurezza stradale nei
centri urbani così come un
ampliamento dei posti auto
in città con la costruzione
di nuovi parcheggi, mentre
le municipalizzate create
per la gestione delle aree
di sosta a pagamento alla
fine si sono rivelate,
secondo l’opinione di molti,
solo dei carrozzoni
elettorali che non hanno
saputo utilizzare
compiutamente le richiamate
risorse. Per non dimenticare
poi che le uniche aree
libere sono preda dei
parcheggiatori abusivi ed il
massiccio utilizzo di
parcheggi a pagamento non ha
fatto desistere i cittadini
ad utilizzare l’auto in
centro e quindi a far
diminuire l’inquinamento
urbano. Una situazione
generale tutta italiana,
forse perché la stessa
normativa stabilita dal
codice della strada non è
chiara nella parte in cui
dovrebbe obbligare i comuni
a reinvestire le risorse
derivanti dai proventi dei
parcheggi e dalle sanzioni
esclusivamente in dette
attività o perché manca una
seria rete di controlli
sull’utilizzo di queste
risorse. Per queste ragioni,
Giovanni D’AGATA, componente
del Dipartimento Tematico
“Tutela dei Consumatori”di
Italia dei Valori, propone
l’abolizione temporanea
delle aree di sosta a
pagamento in attesa di un
adeguamento della normativa
attuale per obbligare i
comuni a reinvestire in
sicurezza, educazione
stradale e costruzione di
nuovi parcheggi, i proventi
derivanti da quelli a
pagamento.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento
Tematico Nazionale
“Tutela dei Consumatori”
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Comunicato del
25-07-2009
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Solidarietà al coordinatore regionale on. Pierfelice ZAZZERA e a Michele CAGNAZZO per le minacce ricevute |
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Esprimo a nome d’Italia dei Valori della provincia di Lecce la più sentita solidarietà e vicinanza al nostro coordinatore regionale on. Pierfelice ZAZZERA e al dott. Michele CAGNAZZO, da anni impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, per le minacce ricevute ieri via sms.
Non possiamo, inoltre, che manifestare la nostra preoccupazione per segnali che dimostrano come tanti esponenti di IDV impegnati sul territorio per il contrasto dell’illegalità diffusa siano purtroppo nel mirino di chi invece contrasta l’esigenza di legalità di questa Terra.
Nell’invitare, dunque, le Autorità di Pubblica Sicurezza a non sottovalutare tali episodi, ribadiamo la convinzione che questi fatti non fermeranno le battaglie dei due importanti esponenti ed anzi alimenteranno il desiderio di lotta per la Legalità di migliaia di militanti di IDV pugliesi da Leuca sino a Poggio Imperiale.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D'AGATA
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Comunicato del
18-07-2009
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Bancomat e carte di credito clonate: servono più garanzie e tutele per i clienti ed un vademecum contro le truffe |
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Le tecnologie in materia di sicurezza per le transazioni bancarie elettroniche a mezzo bancomat o carta di credito migliorarono progressivamente ma ancora assistiamo, quasi quotidianamente, alle denunce di cittadini che si trovano il conto corrente svuotato senza sapere da chi, con operazioni effettuate in luoghi lontani centinaia di chilometri dal nostro.
Inseguire i nuovi pirati dell’era informatica sembra una lotta impari e senza scampo per l’ignaro consumatore-medio, che più medio non è, in quanto nella gran parte dei casi sono frodati proprio i cittadini più accorti ed oculati, con ciò destando ancora più preoccupazione da parte di chi tenta di porre argine ad un fenomeno che anziché rallentare pare proprio inarrestabile.
Piccoli importi prelevati o acquisti tramite internet per oggetti di poco valore per destare il minor sospetto possibile e per brevi periodi, transazioni effettuate in varie parti del globo, allo scopo di non dare punti di riferimento a chi insegue una minima traccia.
Eppure, basterebbero delle piccole accortezze quotidiane per evitare la frode, per risarcirne i danni o per bloccarla sul nascere, solo se i cittadini fossero più informati e più tutelati…
Proprio per l’ampiezza del fenomeno e per la difficoltà dell’utente a recuperare le somme perse anche per le resistenze di alcuni gruppi bancari o proprietari dei circuiti internazionali, in quanto di non semplice accertamento, sarebbe opportuno in primo luogo aumentare le garanzie per i titolari di carte di credito e bancomat, attraverso un miglioramento delle tecnologie in uso e la stipula di polizze assicurative (da parte di banche e circuiti internazionali) a totale copertura delle somme che risultassero essere oggetto d’illecita appropriazione, ma soprattutto lo scrivente Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, ritiene necessaria un’opera di catechizzazione e d’informazione nei confronti di tutti i consumatori, ritenendo opportuno che sin da subito l’attuale Governo avvii una campagna nazionale di sensibilizzazione che illustri attraverso un vademecum le semplici regole per evitare di essere truffati.
Di seguito l’estratto conto della carta di credito di un cittadino leccese truffato pochi giorni fa.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento
Tematico Nazionale
“Tutela dei Consumatori”
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Comunicato del
30-06-2009
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Querela per diffamazione del Comune di Gallipoli nei confronti del Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA. Atto deprecabile nei confronti di chi difende i consumatori. I militanti ed i dirigenti di Italia dei Valori non si fanno intimidire |
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Apprendiamo con stupore e con sdegno della querela depositata dal Comune di Gallipoli e dal comandante del locale comando di Polizia Municipale per una presunta diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Giovanni D’AGATA a tutti noto per le sue battaglie in difesa dei Consumatori ed utenti nella sua qualità di componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori.
Stupiscono, infatti, sia l’assoluta infondatezza del contenuto del suddetto atto che la tempestività della stesso, depositato immediatamente dopo un comunicato stampa redatto dallo stesso D’AGATA in data 17 giugno scorso che in maniera assolutamente generica segnalava l’attività di alcuni comuni in materia di rilevazioni della velocità a mezzo autovelox non avvistabili, ritenuta sia dalla Corte di Cassazione che da pareri e circolari di ANCI e Ministero dei Trasporti illegittima se non addirittura pericolosa per la sicurezza stradale, invitando gli Enti ad adeguarsi alla legge e ad annullare in via di autotutela i verbali per infrazioni al Codice della Strada, nonché ai Prefetti d’intervenire per sanzionare tali comportamenti ritenuti, non a torto, illegittimi.
Ci viene dunque legittimamente da pensare che lo stesso sia un bieco e maldestro tentativo dalla valenza velatamente intimidatoria per frenare l’attività del signor D’AGATA, da anni impegnato sul territorio salentino, nazionale ed internazionale in difesa della legalità e dei diritti dei cittadini, essendo peraltro, l’ideatore dello “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce.
Nell’esprimere la più completa solidarietà personale e di tutta Italia dei Valori della Provincia di Lecce nei confronti del signor D’AGATA e biasimo verso il comportamento del Comune di Gallipoli, riteniamo, quindi, che proprio per queste ragioni, siamo certi che continuerà con più vigore e rinnovato entusiasmo il suo impegno in difesa dei più deboli anche contro gli atti illegittimi degli Enti locali.
Avv. Carlo MADARO
Presidente Provinciale di Idv Lecce
Già assessore per la “Tutela della Cittadinanza attiva –
Sportello dei Diritti”
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Comunicato del
27-06-2009
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Insufficienti le misure del governo per gli azionisti Alitalia |
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Il componente nazionale del Dipartimento Tematico Nazionale dell’Italia dei Valori “Tutela del Consumatore” Giovanni D’Agata sottolinea che Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri pomeriggio la manovra d’estate che contiene importanti novità per gli azionisti della vecchia compagnia di bandiera. Gli azionisti potranno cedere i titoli al Tesoro per un controvalore determinato sulla base del valore medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%, pari a 0,2722 del valore nominale” Proprio nel Tribunale di Lecce è stata avviato il primo giudizio civile per il risarcimento del danno da parte di numerosi azionisti, difesi dal prof. Fernando Greco e dall’avv. Francesco D’Agata, al fine di individuare la responsabilità del Presidente del Consiglio per aver interferito nella relazione commerciale in fieri tra Alitalia ed Air France. Ciò ha reso sempre più impervia la prosecuzione delle trattative con Air France fino al punto in cui Air France ha deciso di ritirarsi dalle trattative, in considerazione delle avversioni italiane ed in particolare di colui che si proponeva come possibile futuro capo del Governo.
Nello stesso giudizio, gli azionisti intervenuti hanno formulato la chiamata in causa del Ministero dell’Economia evidenziando che l’ostinata preservazione, nel tempo, dell’attività di Alitalia, malgrado lo Stato irreversibile e conclamato di crisi, abbia di fatto depauperato il patrimonio della società con evidente pregiudizio delle ragioni dei risparmiatori azionisti. Secondo gli azionisti le costanti rassicurazioni istituzionali in ordine alla continuità aziendale di Alitalia ed al rinvenimento di imprenditori disponibili ad acquistare la partecipazione di controllo detenuta dal Ministero dell’Economia in Alitalia, avrebbero orientato i comportamenti economici dei piccoli azionisti che confidavano nel dichiarato impegno dello Stato ad attuare ogni misura idonea ad evitare lo stato di insolvenza della società.
Il Ministero ha, per gli azionisti, una responsabilità anche nei confronti degli azionisti che hanno investito i propri risparmi acquistando o mantenendo la azioni della Compagnia di bandiera; si tratta di un danno da affidamento incolpevole nelle dichiarazioni del Ministero dell’Economia tese a rassicurare il mercato circa il mantenimento della continuità aziendale di Alitalia.
Proprio di recente il Presidente Berlusconi era intervenuto direttamente e personalmente lanciando un segnale di attenzione improntato alla individuazione di soluzioni miranti alla realizzazione degli interessi generali di migliaia di risparmiatori (azionisti ed obbligazionisti) rimasti imbrigliati nella rete di Alitalia.
La scelta del Governo di aprire agli azionisti il risarcimento rappresenta, quindi, una conseguenza dell’azione intrapresa dai piccoli azionisti e del conseguente impegno assunto dal Presidente del Consiglio e dal Ministero dell’Economia.
Come sottolineano l’avv. Fernando Greco e l’avv. Francesco D’Agata “il Governo risponde all’appello che più volte gli azionisti di minoranza hanno lanciato. Abbiamo invitato il Governo a risarcire oltre agli obbligazionisti anche gli azionisti Alitalia. Certo i parametri individuati dal Governo per gli azionisti non sono soddisfacenti tenuto conto che si prende in considerazione il valore delle azioni dell’ultimo mese ed il limite del risarcimento in 50.000 euro. Siamo però fiduciosi che in sede di conversione del decreto ci sarà un ampliamento tenuto conto che la volontà di risarcire gli azionisti rimasti imbrigliati nella rete Alitalia è condivisa da tutte le forze politiche, anche dell’opposizione che spingono per un risarcimento integrale”.
Il componente dell’Italia dei valori Giovanni D’Agata ritiene, allo stato, del tutto insufficienti le misure individuate dal Governo per gli azionisti della vecchia compagnia di bandiera, oggi in amministrazione straordinaria, e sottolinea che l’Italia dei valori si batterà, in sede di conversione del decreto, per ottenere il risarcimento integrale.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
24-06-2009
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Sulle provinciali. IDV opposizione durissima anche in Provincia |
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Con grande amarezza e rammarico, mi trovo a dover commentare la sconfitta di Loredana Capone che noi dell’Italia dei Valori abbiamo sostenuto con grande convinzione per tutta la campagna elettorale.
Amarezza per il risultato che per poche centinaia di voti ha penalizzato il centrosinistra a favore di Fitto & Co.
Rammarico per l’ambiguità con cui è stata gestita l’alleanza con Adriana Poli Bortone.
Siamo fermamente convinti, infatti, che i cittadini avevano ed hanno bisogno di chiarezza: se si considerava strategica l’alleanza con UDC e IO SUD, allora si doveva procedere all’apparentamento nella massima trasparenza, senza tatticismi.
La politica sta diventando una cosa distante, specialmente per i giovani. Manca il rinnovamento della classe dirigente, mancano posizioni chiare.
Chi non si riconosce nel modello berlusconiano non ha punti di riferimento.
Noi dell’Italia dei Valori stiamo operando questo rinnovamento e ringiovanimento e l’abbiamo dimostrato a partire dalla scelta di una classe dirigente giovanissima e dalla formazione della lista per le Provinciali. Noi vogliamo batterci sui temi della moralità, della difesa dell’ambiente, dell’efficienza dell’amministrazione; temi sui quali il Partito Democratico mostra crepe preoccupanti e ambiguità. E non parlo solo di presunte ed inopportune partecipazioni a festini, giustamente stigmatizzate dal presidente Vendola, ma di ben più preoccupanti salvagenti senatoriali offerti ad ex assessori.
Nell’augurare al Presidente Gabellone buon lavoro e il mio personale rispetto per il ruolo che andrà a ricoprire, voglio chiarire a lui e alla sua maggioranza che Italia dei Valori condurrà un’opposizione dura e senza sconti, fatta di vigilanza sugli atti e le delibere, senza possibilità di inciuci e accordi sottobanco.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
23-06-2009
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Allarme nuove povertà: le “madri sole”. Giovanni D’Agata chiede più tutele per questa fascia debole della cittadinanza. |
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Un grave problema della nostra Provincia come dell’Italia intera è l’emergente fenomeno della femminilizzazione della povertà e delle donne sole con figli, che costituiscono oggi un nuovo gruppo sociale, particolarmente esposto ai processi di impoverimento e al limite della esclusione sociale. Vivere sola per una donna comporta un rischio di povertà doppio rispetto a quello di un uomo, soprattutto nel caso delle “madri sole” in presenza di figli minori. E’ importante ricordare, in questi casi, come povertà di una famiglia monogenitore riguardi il problema emergente della povertà del bambino a carico.
Le famiglie monogenitore a capofamiglia donna costituiscono da qualche anno un fenomeno emergente nella società italiana. Sebbene infatti situazioni di questo tipo già esistessero, l’aumento della speranza di vita e dell’instabilità matrimoniale hanno portato a cambiamenti radicali nella composizione delle famiglie monogenitore. Questa tipologia di nuclei è in crescita senza contare i nuclei che sfuggono alle rilevazioni statistiche perché spesso le giovani mamme riprendono a convivere con i propri genitori.
In Italia la maggior parte delle donne sole con figli lavora a tempo pieno, con poca diffusione del part-time, e ha un titolo di studio prevalentemente medio-basso, solo il 27,8% ha almeno un diploma o la laurea, ed è comunque più basso di quello delle donne in coppia con figli. Il 38,1% delle madri sole è occupato, ma si arriva al 63,7% con figli fino a 26 anni. Specifica criticità va attribuita al 14,2% delle occupate atipiche o a tempo determinato. Le madri sole lavorano in media più delle altre donne e la motivazione dominante addotta è la riduzione del reddito derivante dal part-time non sostenibile per una madre sola. La situazione economica è un aspetto particolarmente critico: l’incidenza di povertà più elevata si registra comunque tra i nuclei di madri sole con figli fino ai 26 anni, e lo svantaggio è spesso acuito da un’abitazione spesso troppo piccola e in affitto. Nella percezione delle madri sole è anche il fattore di massima criticità.
La rete informale degli aiuti ha un ruolo importante se non essenziale: il mantenimento del sostegno che ricevono dalle famiglie d’origine è una strategia fondamentale, ma, innanzitutto, l’aiuto per la madri in coppia è maggiore perché possono contare su una rete di parentela doppia e, in secondo luogo, si evidenzia chiaramente un problema di carenza nell’offerta e di elevati costi per la fruizione dei servizi per la prima infanzia che riguarda tutti ma che condiziona soprattutto le madri sole.
E’ evidente, quindi, che non è tanto - o solo - la condizione di genitore unico in sé a rendere più vulnerabili economicamente e socialmente, quanto quella di “genitore unico donna”. Queste situazioni rendono più acceso il contrasto tra una cultura politica che pensa alla famiglia fondata sul matrimonio quale unica base della società e perciò sola degna di essere tutelata e un sistema di welfare poco attento a questi nuovi nuclei-base della società, anche per la mancanza di politiche attive dell’occupazione femminile e di misure per la conciliazione tra lavoro per il mercato e attività quotidiane, come pure per la scarsa efficacia e implementazione delle politiche di pari opportunità.
Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA ritiene che il tema delle madri sole con figli, necessiti di un riconoscimento ed un intervento pubblico, anche attraverso un efficace azione legislativa che si occupi direttamente del fenomeno e che si muova, in particolare, su due filoni principali: innanzitutto, sulla cronica carenza nell’offerta di servizi sociali pubblici per le madri sole e, insieme, gli elevati costi per la fruizione di servizi per la prima infanzia che riguardano tutti i bambini ma che condizionano la possibilità di utilizzo soprattutto per le madri sole; in secondo luogo, sulla carenza anche di informazioni sugli aiuti esistenti, che può nutrire, i pregiudizi di inefficienza nei confronti delle strutture di sostegno.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
17-06-2009
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Autovelox e auto “civetta”. Ecco come i comuni pur di “far cassa” continuano a tartassare i cittadini utilizzando metodi illegittimi e pericolosi per la sicurezza stradale. Due casi emblematici segnalatici da un cittadino a Gallipoli (Le) ed in provincia di Trapani. Intervengano i Prefetti |
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Nonostante i pareri del Ministero dei Trasporti, dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e le numerose sentenze su tutto il territorio nazionale e persino della Cassazione Penale alcuni comuni in barba alla legge e alle più elementari regole della correttezza e trasparenza dell’agire amministrativo sancite, peraltro, a livello costituzionale, proseguono nell’utilizzo di autovetture “civetta” abilmente nascoste sui cigli delle strade o addirittura truccate da macchine civili.
Le segnalazioni questa volta ci arrivano dal Comune di Gallipoli (Le) e dalla provincia di Trapani che possiamo verificare dalle foto scattate da un diligente automobilista salentino che per evitare un tamponamento sul luogo dov’era nascosta una pattuglia della Polizia Municipale di Gallipoli, era stato costretto a frenare energicamente e ad accostare sul ciglio della strada.
Riteniamo gravissimo il comportamento di questi enti che continuano a perseverare in questa odiosa prassi al solo scopo di “far cassa” e che sortisce l’effetto contrario rispetto al fine primario del controllo della velocità per la sicurezza stradale, costituendo, in realtà, una vera e propria insidia o trabocchetto per gli automobilisti.
Per questi motivi e per l’ennesima volta, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita le pubbliche amministrazioni che hanno utilizzato e che continuano a perseguire queste prassi illegittime ad adeguarsi alla legge e ad annullare in via di autotutela i verbali per infrazioni al Codice della Strada sin qui redatti e ai Prefetti ad intervenire una volta per tutte a sanzionare tali comportamenti illegittimi.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
15-06-2009
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Per Peppino BASILE |
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Da un anno ci manca Peppino Basile.
Manca ai suoi amici e parenti, ai suoi concittadini di Ugento che si sono organizzati in associazioni per difenderne la memoria, e a tutti noi dirigenti e militanti dell’Italia dei Valori, movimento al quale egli aderì in tempi non sospetti, quando IdV era un piccolo partito di opinione nato attorno ad Antonio Di Pietro. Sarebbe stato felice, Peppino, di vedere quanta strada abbiamo fatto, quanto consenso elettorale siamo riusciti ad ottenere, quali processi di trasformazione interna al partito sono in atto.
Ma Peppino manca soprattutto al Salento. Sia chi ne ha sempre apprezzato il rigore morale e l’energia con cui conduceva le sue battaglie per la legalità, sia chi invece si lasciava condizionare dai suoi modi bruschi e da un eloquio approssimativo ma efficace, tipico di chi “non aveva le scuole”, come diceva lui. A tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del nostro territorio, la difesa dell’ambiente e il ripristino di condizioni di legalità e trasparenza negli appalti pubblici: a tutti noi manca il consigliere Basile.
Qualunque sia il movente lo abbia strappato con inaudita violenza al nostro affetto, vogliamo con forza difendere la sua memoria e il suo lavoro; attendendo con fiducia che la Magistratura faccia il suo dovere e individui i responsabili.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
15-06-2009
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NOVITÀ NELLA VICENDA DEGLI AZIONISTI ALITALIA |
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Il componente del Dipartimento Tematico di Tutela del Consumatore dell’Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, comunica alcune novità nella vicenda degli azionisti Alitalia.
Nell’azione civile promossa dall’avv. Francesco Toto gli azionisti di minoranza intervenuti nel giudizio avviato innanzi al Tribunale di Lecce contro l’On.le Berlusconi, rappresentati e difesi dal prof. avv. Fernando Greco, dall’avv. Francesco Toto e dall’avv. Francesco D’Agata, hanno chiesto al giudice l’autorizzazione alla chiamata in causa del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come è noto nel marzo del 2009 l’avv. Francesco Toto, azionista di Alitalia, ha notificato un atto di citazione in giudizio innanzi al Tribunale di Lecce dell’On.le Berlusconi richiedendo il risarcimento del danno patrimoniale e biologico del convenuto in via extracontrattuale per illecita interferenza nell’altrui relazione commerciale. In particolare le esternazioni del Presidente del Consiglio orientate alla censura della convenienza economica del piano di acquisto proposto da Air France hanno dato vita ad una indebita interferenza nella relazione contrattuale in fieri tra Air France Klm ed Alitalia. Come sottolineava testualmente in data 14 febbraio 2008, Pierre Henri Gourgeon, Direttore Generale di AFK (Ilsole24Ore.com del 14.02.08) “se la posizione del prossimo Governo è favorevole ad un accordo con Air France Klm andremo avanti, in caso contrario ci fermeremo”.
A ciò si aggiungano le promesse del presidente.. Berlusconi, che in sostanza promise che CAI avrebbe risanato e rilanciato Alitalia. La promessa di un’alternativa più vantaggiosa rispetto a quella formulata da Air France ha ingenerato un affidamento nei destinatari delle sue dichiarazioni che senza loro colpa si sono determinati ad adottare comportamenti economici.
L’evoluzione della vicenda, ha dimostrato o che l’On. Berlusconi non solo non si e’ affatto adoperato affinché CAI realizzasse il fatto da lui promesso ma, ammesso che si sia a cio’ adoperato, non ha comunque ottenuto ciò che aveva più volte promesso, con gravissimo danno per i risparmiatori che avevano riposto affidamento nelle sue affermazioni. Con l’intervento spiegato nell’interesse degli azionisti di minoranza si sottolinea che le rassicurazioni prestate dallo Stato in ordine alla continuità aziendale di Alitalia ed al rinvenimento di imprenditori disponibili ad acquistare la partecipazione di controllo detenuta dal MEF in Alitalia, abbiano indotto nel tempo gli investitori ad acquistare sul mercato azioni ed obbligazioni Alitalia, confidando nell’impegno dello Stato italiano di evitare l’insolvenza della società.
Al contempo si rileva il danno per protrazione ingiustificata dell’attività di un’impresa in crisi irreversibile, subito dagli azionisti, i quali hanno investito i propri risparmi acquistando le azioni della compagnia di bandiera, sia il danno da affidamento incolpevole nelle dichiarazioni del MEF tese a rassicurare i creditori ed il mercato e quindi gli azionisti circa il mantenimento della continuità aziendale in Alitalia, patito da coloro che hanno acquistato sul mercato le azioni.
A ciò si aggiungano le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio nell’agosto del 2008 circa la necessità di non abbandonare i piccoli risparmiatori che in Alitalia avevano creduto investendo in titoli azionari della vecchia compagnia di bandiera.
A questo punto, la prima udienza, già fissata per il 15/12/2009 innanzi al Tribunale Civile di Lecce, potrebbe slittare qualora il giudice autorizzi gli azionisti di minoranza alla chiamata in causa del Ministero delle Finanze.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento
Tematico Nazionale
"Tutela del Consumatore" |
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Comunicato del
13-06-2009
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Stretta sul mobbing. Le testimonianze dei colleghi possono inchiodare il capo che, con le sue intemperanze, stressa a tal punto il dipendente da fargli venire la depressione e l'ansia, e che per questo rischia, oltre al carcere, di dover risarcire il sottoposto. Il componente del Dipartimento Tematico “tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala l’importante sentenza della Cassazione Penale in materia di mobbing |
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Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 23923 del 10 giugno 2009. La questione portata innanzi alla Giustizia, trae origine da una storia che ha visto condannare definitivamente un dirigente di un ufficio giudiziario della Liguria a risarcire gli stati ansiosi e depressivi provocati dal suo comportamento aggressivo nei confronti di una cancelliera. Al dirigente è stato contestato di aver offeso l'onore e il decoro dell'impiegata, pronunciando contro di lei espressioni come "è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile". Durante il processo i colleghi di lavoro avevano testimoniato che il dirigente aveva un "atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e prevaricazione". Questi comportamenti avevano provocato nella donna "uno stato ansioso depressivo, con tachicardia in stress emotivo", malattia che valse alla donna circa 20 giorni di riposo. Ad avviso dei giudici della Cassazione non c'è dubbio che si tratta di mobbing e al dirigente prepotente spiegano che la sua colpa consiste nel fatto di non aver azionato i "conseguenti poteri inibitori" per tenere a bada le sue intemperanze, una precauzione che ogni "uomo medio, dotato di comuni poteri percettivi e valutativi avrebbe dovuto fare per evitare le conseguenze dannose.
Il mobbing, la parola più inflazionata negli uffici italiani, ha trovato, in attesa di una legge, una tutela sul piano civilistico e su quello penalistico nei principi generali del nostro ordinamento: anche se non esiste un reato chiamato mobbing gli atteggiamenti prevaricatori tipici di questa fattispecie possono essere puniti con altri reati come le lesioni o addirittura i maltrattamenti in famiglia. Ma c'è sempre un problema: il mobbing è difficilissimo da provare. Questo caso giudiziario spiana però la strada per una dimostrazione delle prevaricazioni in ufficio che sia meno impossibile.
Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, impegnato in prima persona da anni nella lotta contro il mobbing sui luoghi di lavoro, esprime sincera soddisfazione per il riconoscimento da parte della Suprema Corte, di un principio importante che rafforza le tutele e le garanzie dei lavoratori contro le ingiustizie ed i soprusi sui luoghi di lavoro.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
13-06-2009
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Nel silenzio generale IDV della Provincia di Lecce aumenta di oltre il 60 % i consensi del 2004 |
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Nonostante un generalizzato silenzio, al di là dello straordinario risultato per le elezioni europee con ben 33.176 preferenze, l’Italia dei Valori della Provincia di Lecce è l’unico partito che aumenta i propri consensi rispetto alle amministrative del 2004 passando da 10.000 preferenze a 16.425 e quindi con un incremento di ben oltre il 60 %.
Il coordinamento provinciale non può quindi che esprimere soddisfazione per un risultato che premia la scelta di puntare concretamente sul cambiamento, sui giovani, su tante facce nuove, su persone che hanno un forte radicamento sul proprio territorio come espressione della società civile.
Un profondo rinnovamento della classe politica partito solo un anno fa con la nomina di un infratrentenne alla guida del partito e che ha portato alla presenza di IDV nella stragrande maggioranza dei 98 comuni della provincia.
Una campagna elettorale, quella di IDV fatta porta a porta, nei mercati e nelle piazze senza spreco di risorse finanziarie ma solo con l’entusiasmo di chi crede in un progetto di alternativa politica che è ben rappresentato dal motto del partito “dalla parte dei cittadini” e da una politica fatta di gesti concreti e non dalle ideologie tout court.
Non devono sorprendere, quindi, i risultati ottenuti in tutti i collegi della provincia, nessuno escluso, e fra questi ricordiamo Ugento dove IDV è il primo partito del centrosinistra con il primo degli eletti Gianfranco Coppola, Galatone con l’imprenditore Donato Filoni, Vernole con l’unico consigliere provinciale uscente il dott. Nando Pedaci, Gallipoli con l’avv. Tommaso Scigliuzzo sostenuto da IDV e dalla Lista civica federata “Noi Ci Siamo”, Carmiano, Lizzanello, Trepuzzi, Tricase, Martano e via discorrendo, così come a Lecce città dove in ben tre collegi sono stati candidati tre giovanissimi che hanno saputo reggere dignitosamente il confronto con assessori e consiglieri dell’amministrazione cittadina.
Quello per Italia dei Valori in provincia di Lecce, possiamo ritenerlo, senza alcuna remora, un voto davvero libero, sciolto da clientelismi e da qualsiasi legame o ricatto, pertanto, non possiamo che esprimere un grazie a tutti quei cittadini liberi che hanno voluto premiare IDV, e dedicare il risultato al compianto amico Peppino BASILE.
Nel contempo Italia dei Valori della Provincia di Lecce comunica che continuerà il forte impegno di tutti i candidati, degli iscritti e dei militanti a sostegno di Loredana CAPONE per il ballottaggio del 21 e 22 giugno e per il rilancio di un nuovo centrosinistra unito quale progetto da estendere in tutto il resto del Paese.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
10-06-2009
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Un uomo di valore e delle Istituzioni internazionali in Europa: Pino ARLACCHI al Parlamento Europeo con Italia dei Valori. Nel Salento, con il suo aiuto, pronti a lavorare per il riconoscimento del Barocco dell’area ionico-salentina quale Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO |
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E’ con grande soddisfazione che possiamo annunciare l’elezione al parlamento europeo dell’ex vicesegretario dell’ONU, il sociologo prof. Pino ARLACCHI, eletto con Italia dei Valori nella circoscrizione meridionale.
Con l’ausilio di questo grande uomo delle Istituzioni internazionali, siamo nuovamente pronti a ripartire per completare un progetto che il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, lo stesso Pino ARLACCHI e l’assessore Carlo MADARO avevano ideato e avviato: il riconoscimento del barocco dell’area ionico-salentina, sulla falsariga di quello della Val di Noto in Sicilia, quale Patrimonio culturale dell’Umanità dell’Unesco.
Da subito, quindi, saremo al lavoro per portare Lecce e tutto il Salento sotto i riflettori del Mondo.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore
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Comunicato del
05-06-2009
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AUMENTANO I CASI DI PRESUNTO MOBBING NELLA P.A. DECINE DI SEGNALAZIONI DOPO LA COSIDDETTA “CURA BRUNETTA” |
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Ancora non si conoscono i dati ufficiali ma quella che è stata a dir poco impropriamente definita “cura Brunetta” della Pubblica Amministrazione sta per rivelare i suoi risvolti più negativi in ambito lavorativo.
Tutti eravamo d’accordo sulla necessità di uno snellimento della macchina organizzativa dello Stato troppo burocraticizzata e ormai obsoleta, già avviato dai Governi precedenti ma i criteri a cui è stata improntata la nuova gestione con l’attuale Ministro Brunetta in virtù di alcune circolari ministeriali che avevano la presunzione di poter modificare un sistema precostituito in un “batter di ciglio”, si stanno mostrando a dir poco inefficaci se non addirittura dannose.
Il dato empirico fornitoci da alcune segnalazioni che ci sono giunte da impiegati statali, ci dice che il clima psicologico all’interno degli uffici è senz’altro cambiato in peius senza che ciò abbia prodotto, almeno a sentir dire da essi gli effetti benefici auspicati in termini di produttività ed efficienza.
Anzi, al contrario, alcuni degli addetti ai lavori che si sono rivolti, hanno definito questo timido tentativo di riforma quale una vera e propria repressione in atto paragonabile a “terrorismo psicologico” da parte del Ministro e via discorrendo che starebbe causando un generale clima di insoddisfazione, impotenza ed intolleranza all’interno della P.A, con il conseguente aumento di casi di vessazioni e angherie in una parola sola mobbing.
Per porre un argine a questa metamorfosi negativa del clima lavorativo all’interno della P.A. che evidentemente ha ricadute sfavorevoli non solo sui lavoratori ma anche sugli utenti e quindi sui cittadini il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritenendo che un ritorno al passato sarebbe ancor più negativo, propone la necessità di una controriforma che sia ben ponderata e che tenga al centro dell’attenzione la salute psicofisica e la crescita lavorativa del lavoratore, bilanciando questa necessità con i primari criteri di efficienza e produttività organizzativa della Pubblica Amministrazione.
Tutto ciò dimostra un’ insensibilità ai problemi reali dei cittadini che con lo stipendio non arrivano più alla fine del mese e delle famiglie che si arrangiano sempre più i quali anziché sentire un ministro della repubblica parlare di concrete soluzioni dei problemi reali della gente sentono ripetere continui attacchi nei confronti dei dipendenti pubblici.
In ogni caso, ritiene lo scrivente che sia necessario un aumento del monitoraggio del fenomeno del mobbing all’interno della P.A. che come è noto molto spesso rimane sommerso, rinnovando l’impegno personale costante già avviato con lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce ad esaminare e a trattare i casi che verranno prospettati.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
04-06-2009
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AUTOVELOX TAROCCATI. PRESI CON LE MANI NEL SACCO GLI ENTI LOCALI CHE ADOTTANO PRATICHE FRAUDOLENTE PER MOTIVI DI BILANCIO E NON PER SANZIONARE COMPORTAMENTI SCORRETTI DEGLI AUTOMOBILISTI? |
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Un’importante operazione della Guardia di Finanza di Sala Consilina (Sa) ha portato al sequestro, per dir la verità l’ennesimo, in ben 70 comuni, di autovelox che sarebbero stati taroccati e posti sul territorio al solo scopo di “far cassa”. Secondo l’inchiesta gli apparecchi di rilevazione della velocità sarebbero risultati non conformi alle prescrizioni tecnico-amministrative.
Sono anni ormai, che il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, si batte affinché sia ristabilita la legalità contro tutti quegli enti locali che utilizzano strumenti illeciti, come da tempo giurisprudenza consolidata ritiene, per rimpinguare i bilanci comunali che languono sempre più, attraverso le sanzioni amministrative elevate con apparecchiature elettroniche, una sorta di nuovo balzello che va a sostituire, ad esempio, altre imposte, tra cui l’ICI.
La sicurezza stradale, purtroppo, per alcuni poco avveduti amministratori locali e che riteniamo tra i fini primari degli Enti Locali viene posta in secondo piano rispetto alle esigenze finanziarie.
Da tempo, infatti, avevamo chiesto l’intervento dei Prefetti, i quali da autorità sovraordinate gerarchicamente avrebbero dovuto intervenire più fattivamente nel momento in cui i Giudici di Pace ed infine la Cassazione, rilevavano le illegittimità di questi strumenti ormai diffusi a macchia d’olio sul territorio.
Più volte avevamo sottolineato, infatti, la consolidata prassi da parte di alcuni Prefetti di rigettare i ricorsi amministrativi e confermare le sanzioni elevate dagli Enti Locali, nonostante riportassero le stesse motivazioni di diritto che poi venivano accolte dai Giudici di Pace e fatte proprie dalla Suprema Corte, con ciò ingolfando inutilmente le aule giudiziarie.
Ebbene, dopo l’ennesima inchiesta, il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene che sia giunta l’ora da parte delle Prefetture d’intervenire al fine di rimuovere tutti gli apparecchi illegittimi insistenti sul loro territorio ed ai Comuni di restituire quanto indebitamente già percepito con gli interessi legali e la restituzione dei punti della patente di guida e a provvedere ad annullare in autotutela le multe già elevate.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
02-06-2009
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Manifesti abusivi nelle città. L’Italia dei Valori chiede l’intervento dei Prefetti |
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Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA esprime una forte condanna nei confronti delle affissioni abusive che stanno deturpando le nostre città ed in particolare le Nostre periferie.
Il fatto è ancor più grave e preoccupante se si pensa che tra i candidati vi siano eletti ai Governi delle Città ed assessori comunali le cui immagini sono visibili dappertutto e quindi al di fuori degli spazi previsti in barba al pubblico decoro ed alle più elementari regole democratiche senza che si sia provveduto all’immediata copertura da parte degli addetti del Comune.
“Ogni volta è sempre la stessa storia. Non ci sono elezioni che tengono, comunali, provinciali, politiche, europee, quando c’è da fare propaganda elettorale le plance riservate alle affissioni di propaganda e quindi autorizzate dalla amministrazioni pubbliche, sono un optional. Ed ecco allora comparire dappertutto i classici 70x100, con la faccia di bronzo del candidato, incollati sulle colonnine dell’Enel, agli angoli dei muri a maggior interesse visivo per gli automobilisti (della serie “o mi vedi, o mi vedi”), sulle staccionate a ridosso del cantieri edili, sotto i ponti lungo le strade “.
Pertanto con la presente il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA chiede ai Prefetti di intervenire con la massima urgenza al fine di inibire e sanzionare tale odiosa prassi, informando la cittadinanza che il partito è impegnato a vigilare sul territorio nazionale per il controllo del regolare svolgimento di queste ultime fasi della campagna elettorale.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
27-05-2009
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PERICOLO AGLI INCROCI PER L’ERBA TROPPO ALTA |
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In questi giorni sono pervenute diverse segnalazioni di cittadini che hanno denunciato il grave pericolo dovuto all'erba molto alta sui margini delle strade in particolare nei pressi degli incroci delle strade comunali.
Da settimane gli utenti continuano a sollecitare l’intervento dell’amministrazione comunale per ‘disboscare’ almeno tutte le aree situate a ridosso di incroci stradali strategici e degli edifici scolastici, ma da settimane continuano a non ricevere alcuna risposta.
A causa delle abbondanti piogge dei mesi scorsi praticamente le strade sembrano una savana per le aiuole spartitraffico trasformate in piccoli boschi con rovi ed erba alti un metro, una vera barriera visiva anche per le auto delle vere trappole; l’erba ha coperto sia i cartelli stradali che i guard rail rendendo di fatto la visibilità degli incroci nulla, anzi sta diventando assente creando un serio pericolo per gli incidenti e per gli incendi.
Le condizioni di abbandono delle aree destinate a verde, lasciano desumere che lo sfalcio di quell’erba, la bonifica e la pulizia ordinaria degli spazi verdi dei quartieri non vengono effettuati da mesi se non addirittura dall’estate 2008 e che l’intero settore ambiente è diventato il fanalino di coda nelle priorità dell’amministrazione comunale.
Con la presente Pertanto il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA chiede con la massima urgenza agli enti preposti ad intervenire per ripulire tutti gli incroci stradali dall' erba alta onde evitare gravi incidenti ed altri inconvenienti più o meno gravi e indesiderati.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
25-05-2009
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Tutta l’Italia dei Valori condanna le minacce a Tommaso Scigliuzzo candidato al consiglio provinciale e referente cittadino IDV |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce tutta si stringe intorno all’amico e compagno di partito Tommaso SCIGLIUZZO, candidato al consiglio provinciale e referente di Italia dei Valori a Gallipoli, dopo le gravi minacce subite in occasione del comizio di sabato scorso.
Riteniamo, a tal uopo necessaria una ferma condanna da parte di tutte le forze politiche in questa campagna elettorale in cui la normale dialettica politica rischia di far posto ad episodi di violenza ed invitiamo le Forze dell’Ordine a non sottovalutare fatti del genere.
Non è infatti la prima volta che nel corso della campagna elettorale esponenti di Italia dei Valori, primo fra tutti il compianto Peppino Basile, abbiano subito minacce ed episodi di violenza sol perché hanno osato dire la Verità e toccare nervi scoperti delle Amministrazioni locali ponendosi quindi in antitesi alle logiche di certi sistemi precostituiti a livello cittadino.
Nonostante ciò, tutta l’Italia dei Valori nell’esprimere profonda solidarietà e vicinanza umana e politica nei confronti del proprio militante ed amico, ribadisce che non si farà mai intimidire e che proseguirà con maggior vigore ed entusiasmo le sue lotte al fianco dei cittadini per la trasparenza della Pubblica Amministrazione e per la Legalità.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
25-05-2009
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A Torre Chianca rifiuti abbandonati per strada e buche stradali profonde più di mezzo metro |
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Nei giorni scorsi sono pervenute diverse segnalazioni di cittadini che lamentano il cattivo senso civico di ignoti che nella marina di Torre Chianca del Comune di Lecce, hanno abbandonato rifiuti ingombranti per la strada, in particolare rifiuti domestici di ogni tipo presso i cui cumuli sono stati innescati incendi nel tentativo di eliminarli.
Una situazione che non solo arreca un evidente danno all’ immagine di una delle principali località turistiche del Comune di Lecce, ma anche all’ambiente ed alla salute pubblica. Tutto questo, perché oltre al persistere dello stato di permanente abbandono delle Nostre Marine, non esiste un’isola ecologica dove conferire i rifiuti ingombranti ed un servizio di raccolta domiciliare degli stessi non dimenticando che il territorio è sprovvisto di cassonetti per la raccolta dei rifiuti domestici.
A questo si aggiunge una giungla di buche e cartelli divelti.
Mentre Lecce si prepara ad accogliere il G8 rifacendo il look nel centro urbano a pochi chilometri nonostante l’imminente avvio della stagione estiva, nella marina di Torre Chianca permangono buche stradali alcune profonde più di mezzo metro con gravi pericoli per la sicurezza stradale e quindi dei cittadini.
Secondo il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, tutto ciò dimostra l’insensibilità e la noncuranza dell’amministrazione comunale leccese per le periferie e le Nostre marine.
Pertanto, intende segnalare la situazione alle autorità competenti al fine di ripristinare la pulizia nel paese e di individuare i potenziali responsabili provvedendo ad un’urgente bonifica del materiale disseminato lungo le vie che fiancheggiano la Marina soprattutto in vista dell'arrivo dell’estate con l'inevitabile aumento della temperatura e il proliferare degli insetti nonché urgenti interventi per la sistemazione del manto stradale.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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Comunicato del
20-05-2009
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DISSERVIZI POSTALI CHI PAGA E' SEMPRE IL CITTADINO. Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA recependo le proteste della cittadinanza denuncia disservizi nel recapito della posta |
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Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA recependo le proteste della cittadinanza, denuncia disservizi nel recapito della posta. La denuncia non riguarda un semplice disguido temporaneo, bensì un costante ritardo nella consegna della corrispondenza a famiglie ed imprese a causa dei tagli imposti agli uffici postali sul territorio che determinano sovraccarichi e giacenze.
Nel rione Castromediano, da oltre venti giorni il mancato recapito della corrispondenza da parte di Poste Italiane comporta enormi disagi ai cittadini.
Nonostante il grande impegno degli operatori sul territorio e degli impiegati presso gli sportelli gli uffici postali sono letteralmente avviati al collasso con gravissimi disagi per tutta la cittadinanza, che riceve lettere, avvisi, bollette e quant’altro con ritardi che possono creare problemi legali e rischi di perdita della corrispondenza nella confusione che si va creando. Una confusione ed intasamento che non potranno assolutamente essere smaltiti se non in tempi lunghi e con disagi sempre più estesi.
Di fronte ad un quadro così disastroso si rende urgente l’assunzione o l’invio, da parte della Direzione delle Poste, di personale (anche solo temporaneo ma in numero massiccio) che aiuti a smaltire la corrispondenza in eccesso che andrà ad aumentare inesorabilmente fino a dilatare i tempi di consegna della corrispondenza che già oggi porta nelle case bollette ed avvisi scaduti anche da tre settimane! Essendo un servizio che i contribuenti pagano non si riesce a capire per quale ragione il problema non dovrebbe essere affrontato e risolto in maniera decisa, evitando che il passare dei giorni produca danni sempre maggiori. La mancata consegna della corrispondenza comporta problemi. Infatti non è difficile immaginare cosa può comportare ad una bolletta dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, del telefono, una rata di un prestito o di mutuo che venga recapitata al cliente in ritardo, oltre alla scadenza prevista per il pagamento. A tal punto, l’utente vede addebitarsi gli interessi di mora per non aver rispettato la scadenza.
Tra le lettere ricevute ne segnalo una per tutte per sintetizzare meglio il disagio:
” Ti scrivo per comunicarti un disservizio davvero incredibile delle Poste leccesi.
Da più di tre settimane noi non riceviamo posta. E' sicuro che la posta non viene consegnata nella mia strada e in quelle vicine e credo che tale disservizio riguardi l'intero Rione Castromediano. Abbiamo contattato l'Ufficio Postale di Cavallino e (due settimane fa) ci hanno detto che il lunedì successivo (io ho chiamato di giovedì) il servizio si sarebbe normalizzato. Ad oggi ancora nulla. Richiamato oggi il suddetto Ufficio Postale, mi hanno detto che la posta del Rione viene ora smistata a Lecce dove una unica povera e sola postina sta proveddendo a gestirne la consegna. Mi comunicano il numero dell'Ufficio centrale a Lecce in cui mi dicono che il problema è stato risolto e che da due settimane la posta arriva regolarmente tranne nelle case dove non vi è la cassetta delle lettere o il nome sul campanello. Peccato che noi abbiamo entrambe le cose e che la posta comunque non arrivi.
Il fatto è che le poste sono sotto organico e a Cavallino non c'è un postino che possa consegnare la nostra posta.
Ritenendo che sia un atteggiamento inqualificabile non dare spiegazioni alla cosa e, soprattutto, che un servizio PRIVATO funzioni in questo modo, vorrei sapere in che modo possiamo agire per far valere i nostri diritti. Alla mia vicina che si è lamentata direttamente all'Ufficio Postale è stato anche detto che molta della posta da recapitare si è persa. Naturalmente senza che nessuno possa pretendere niente come risarcimento. Chi attendeva comunicazioni importanti non è a conoscenza di quando e se verranno recapitate. Il regolamento prevede che si possa fare un reclamo diretto alle Poste Italiane ma avendone fatti giuà altri, è certo che non risolveremmo nulla. Cosa possiamo fare? Io vorrei anche che se ne interessasse un giornalista e ho scritto al quotidiano. Puoi fornirmi ulteriori informazioni al riguardo? “.
Come può difendersi il consumatore in tali situazioni ? In caso di addebito di interessi di mora può ricorrere alla conciliazione ma non è sempre l’esito è favorevole, può richiedere l’addebito delle utenze sul conto corrente o in prossimità della scadenza telefonare ai call center delle società erogatrici e farsi comunicare gli estremi della bolletta (numero, data, importo, scadenza) e pagare a mezzo bollettino postale non premarcato oppure, richiedere al postino (che può rifiutarsi) di farsi apporre sulla busta una attestazione della data di consegna della bolletta al fine, di poter richiedere alla società erogatrice un differimento del pagamento e quindi la cancellazione degli interessi di mora. L’utente, comunque ha il diritto di conoscere le date d’invio e di arrivo della corrispondenza al fine di poter risalire al responsabile del disguido - posta o emittente della fattura.
In conclusione, trattandosi di una vera emergenza di carattere sociale, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA spera che i vertici della società Poste Italiane intervengano per risolvere questo delicato argomento che ha creato notevoli problemi agli utenti.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
19-05-2009
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CITTADINI PERSEGUITATI E PARCHEGGIATORI ABUSIVI: commette reato il parcheggiatore abusivo che, con atteggiamento intimidatorio, minaccia l’automobilista. Importante sentenza della Cassazione Penale
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Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA segnala un importante sentenza relativa ad un annoso e diffuso problema di microcriminalità.
Gli automobilisti non solo di Lecce, ma anche del resto del territorio nazionale, potranno tirare un sospiro di sollievo, poiché finalmente saranno perseguiti penalmente tutti quei parcheggiatori abusivi che con atteggiamento minaccioso pretendono denaro nelle aree adibite a libero parcheggio in cambio di un fantomatico “controllo” dell’autovettura, che in realtà corrisponde ad una sorta di “pizzo” in stile minimalista.
E’ da tempo che a tal uopo avevamo provveduto a comunicare le decine di segnalazioni pervenuteci da parte di cittadini “perseguitati” dai parcheggiatori abusivi che imperversano nelle strade del centro di Lecce (viale Marconi, viale dello stadio altezza del “Centrum”, piazza Libertini, ecc…), chiedendo un intervento delle Autorità di Pubblica Sicurezza, per poter riportare un po’ di tranquillità nella cittadinanza.
Non è raro, infatti, che al rifiuto di pagare la sosta dell’auto, questi soggetti siano soliti togliere i tappi dai copertoni (se la sosta è di breve durata) fino ad arrivare al taglio delle gomme se non ad atti di vero e proprio vandalismo.
Ora la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 20072/2009) ha stabilito che commette reato il parcheggiatore abusivo che, con atteggiamento intimidatorio, minaccia l’automobilista per farsi dare qualche euro. Nel caso di specie, gli Ermellini hanno osservato “che la richiesta avanzata dal (…) con atteggiamento intimidatorio, era mirata a conseguire l’ingiusto profitto di € 1,50 sicché,correttamente, il fatto è stato inquadrato nel reato di tentata estorsione, e, pertanto, correttamente sono state escluse le ipotesi meno gravi di cui agli art. 393 e 610 c.p.. (…)”.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
18-05-2009
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Presentata dal gruppo parlamentare di ITALIA DEI VALORI primo firmatario il senatore Pino CAFORIO la proposta di legge per la cancellazione d’ufficio ed in autotutela di tributi e sanzioni amministrative prescritte. Un grande passo secondo il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA per l’annullamento di 3.000.000 cartelle esattoriali |
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Il 28 aprile scorso segnalammo l’opportunità di una proposta di legge in materia di cartelle di pagamento notificate da parte degli agenti per la riscossione per tributi o sanzioni amministrative prescritti chiedendo la creazione di una normativa per l’annullamento d’ufficio.
Come avevamo comunicato, il fenomeno riguardante un numero esorbitante di cartelle esattoriali che secondo statistiche si aggirerebbe intorno ai 3 milioni, si riferiva alla circostanza che le società incaricate in ottemperanza ai loro uffici, provvedono comunque a procedere con la notifica degli atti di riscossione per tributi o sanzioni amministrative prescritti, comportando aggravi di spese per i cittadini costretti a ricorsi giurisdizionali e sovraccaricando gli stessi uffici giudiziari quando potrebbero evitarlo attraverso l’annullamento d’ufficio,.
Nella nostra proposta avevamo considerato la possibilità di dotare la P.A. di software avanzati che garantirebbero la notifica dei soli atti non scaduti.
Ebbene, dopo pochi giorni il gruppo in Senato di Italia dei Valori primo firmatario il senatore Pino CAFORIO, ha immediatamente raccolto la proposta e ha presentato il disegno di legge n. 1551 intitolato “Disposizioni per l'annullamento obbligatorio in autotutela delle cartelle esattoriali prescritte”.
Per queste ragioni, il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, esprime soddisfazione e apprezzamento per il risultato ottenuto dall’Italia dei Valori, confidando nel raggiungimento di un’ampia maggioranza parlamentare affinché la proposta diventi legge data la bontà dell’iniziativa in favore dei cittadini per una riduzione dei costi e del carico di lavoro delle società incaricate per la riscossione attraverso la cancellazione di un numero esorbitante di carte esattoriali che secondo i ben informati si aggirerebbe intorno ai 3 milioni.
Di seguito la proposta di legge n. 1551.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-05-2009
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Lavori per il G8 a Lecce. Non si danneggino ulteriormente i commercianti già in difficoltà per la crisi economica. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede un provvedimento governativo di defiscalizzazione proporzionato al periodo di chiusura al traffico del centro cittadino |
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E’ sotto gli occhi di tutti che i lavori in corso per il G8 a Lecce stiano arrecando serie difficoltà a tutta la cittadinanza non solo per la circolazione stradale ma soprattutto per i commercianti delle zone chiuse al traffico.
Non solo, quindi, la crisi economica che ha già messo a dura prova l’economia cittadina, ma anche una città bloccata dall’emergenza dei lavori in corso che stanno paralizzando per giornate intere e nelle ore di punta il traffico nel centro cittadino, che è anche il centro nevralgico del commercio e del terziario della città. E’ assurdo che occorra un evento internazionale per accorgersi che Lecce aveva bisogno d’interventi di (stra)ordinaria amministrazione, quando ormai da tempo avevamo segnalato l’emergenza di interventi ordinari per la sistemazione delle strade.
Per queste ragioni, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA dato lo stato di emergenza e necessità, chiede un provvedimento governativo di defiscalizzazione per tutti i commercianti delle zone chiuse al traffico proporzionato al periodo di chiusura del centro cittadino.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
04-05-2009
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Interrogazione a risposta in Commissione al Ministro dell’economia e delle Finanze Tremonti da parte dell’On.le Zazzera di Italia dei Valori sulla vicenda ALITALIA. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA e tutto il partito concretamente dalla parte dei piccoli azionisti e obbligazionisti ALITALIA truffati da un’operazione scandalosa |
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“E’ stata depositata dall’On.le Pierfelice Zazzera, segretario regionale pugliese di Italia dei Valori, un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro dell’Economia e delle Finanza Tremonti sulla oramai nota vicenda degli obbligazionisti ed azionisti Alitalia.
Nell’interrogazione si evidenzia come migliaia di piccoli risparmiatori della ex compagnia di bandiera, gravemente danneggiati alla gestione della vicenda Alitalia, nutrissero grandi speranze negli esiti dell’assemblea degli azionisti ed obbligazionisti prevista per il 20 aprile u.s.; al primo punto dell’ordine del giorno dell’assemblea vi era lo stato di avanzamento della procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia e valutazioni sulla possibilità di recupero del credito vantato nei confronti dell’emittente, al secondo punto invece, le iniziative in sede giudiziaria volte a tutelare i diritti degli obbligazionisti rispetto al mancato recupero del credito vantato nei confronti di Alitalia.
A ciò si aggiunga che il 28 agosto 2008 il Presidente del Consiglio aveva dichiarato “che non saranno abbandonati i piccoli risparmiatori che in Alitalia hanno creduto investendo in titoli azionari ed obbligazionari”; lo stesso Ministro Tremonti al Sole 24 ore del 27 agosto 2008 affermava che “il risparmio è un bene pubblico che deve essere tutelato ed i piccoli risparmiatori saranno tutelati”.
Nonostante le rassicuranti parole del Governo ai piccoli risparmiatori, il Ministero dell’Economia non si è presentato all’appuntamento del 22 aprile, tanto atteso da azionisti ed obbligazionisti; il dicastero, precisa Zazzera, è titolare del 62,54% dell’emissione degli “Alitalia bond” per una cifra pari a circa 470 milioni su un totale di 715 milioni; a causa dell’assenza del maggior azionista, l’assemblea non ha potuto raggiungere il quorum del 20%, andando deserta.
Il rischio per Zazzera è che azionisti ed obbligazionisti saranno ora costretti ad avviare un contenzioso al fine di recuperare i risparmi perduti; all’interrogante già risulta un primo atto di citazione in giudizio civile del Presidente Berlusconi da parte di alcuni azionisti di minoranza (ndr presso il Tribunale Civile di Lecce dal signor avv. Francesco TOTO difeso dal prof. avv. Fernando Greco dell’Università del Salento e dall’avv. Francesco D’AGATA, udienza fissata il 15 dicembre 2009); a tale atto si potrebbe aggiungere la citazione in giudizio del Ministro dell’Economia da parte degli obbligazionisti che avrebbero certamente preferito il rimborso dei bond all’85% - come prospettato da Air France - anziché del 30% lordo come invece previsto nella legge di conversione al decreto incentivi.
L’On.le Zazzera chiede dunque al Ministro Tremonti di conoscere quali siano state le ragioni dell’assenza del Ministero dell’Economia in occasione dell’assemblea degli azionisti ed obbligazionisti Alitalia del giorno 20 aprile u.s. e quali misure il Ministro interrogato intenda adottare al fine di consentire un accettabile ristoro delle perdite subite da obbligazionisti ed azionisti gravemente danneggiati dalla crisi della compagnia Alitalia.
A ciò si aggiunga il più recente comunicato del Presidente Berlusconi del 21 aprile 2009 che confermava l’impegno del 28 agosto 2008 precisando che “il Governo intende mantenere fermo il proprio impegno a favore dei risparmiatori che hanno investito in titoli della società Alitalia in Amministrazione Straordinari”.
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, intende dunque riportare l’attenzione su una delle operazioni più scandalose del panorama politico-economico internazionale degli ultimi anni, sottolineando l’impegno del partito a salvaguardia degli interessi di piccoli azionisti e obbligazionisti ALITALIA che oggi si ritrovano, di fatto, in mano “carta straccia” al posto di titoli legittimamente acquistati, in assenza di un intervento da parte del Governo.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
28-04-2009
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Troppe richieste di pagamento per tributi e proventi da sanzioni amministrative prescritte. Il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che ne permetta la cancellazione d’ufficio automatica |
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E’ da tempo cosa nota che molti cittadini, si sono visti notificare cartelle di pagamento da parte degli agenti per la riscossione, per tributi o sanzioni amministrative prescritti anche da lungo tempo.
Purtroppo sino ad oggi, le società incaricate hanno provveduto comunque a procedere con la notifica degli atti di riscossione, quando avrebbero potuto evitarlo, annullando d’ufficio gli atti ormai prescritti, ben prima della notifica degli stessi, comportando aggravi di spese per i cittadini costretti a ricorsi giurisdizionali e sovraccaricando gli stessi uffici giudiziari.
E’ certamente possibile con il grado di automazione raggiunto da alcune P.A e con software avanzati, garantire la notifica dei soli atti non scaduti. Ciò permetterebbe, peraltro, di sfoltire notevolmente gli uffici della riscossione da atti che possono essere oggetto di opposizione e da cui con tutta probabilità non verranno vantaggi dal punto di vista delle entrate e che quindi contribuiscono a rallentare l’attività di esazione di imposte e sanzioni.
Per queste ragioni il componente del dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene utile una proposta di legge che permetta la cancellazione d’ufficio automatica dei tributi e sanzioni amministrative prescritte e fa sapere che il coordinatore regionale di IDV Puglia ed il deputato on.le Pierfelice ZAZZERA, presenterà alla Camera una proposta di legge in tal senso, una normativa che tutelerà non solo la Pubblica amministrazione ma soprattutto i cittadini, costretti molto spesso a notevoli perdite di tempo e a costosi ricorsi tributari.
Di seguito la bozza di legge.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI |
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Comunicato del
24-04-2009
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Ipoteca iscritta dalla società di riscossione per importi inferiori ad € 8.000,00 : è assolutamente illegittima. Il componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli. Le società incaricate per la riscossione prendano atto: troppi cittadini afflitti |
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Non è raro il caso di cittadini che si sono visti notificare da parte delle società di riscossione di imposte, sanzioni amministrative e tributi, avvisi d’iscrizione di ipoteche per importi inferiori ad € 8.000,00, che come è noto costituiscono gli atti prodromici alla vendita di immobili di proprietà.
Un’importante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli, in materia di iscrizione ipotecaria su immobile ex art. 77 del D.P.R. 602/73, fa luce su quest’odiosa prassi.
In particolare, la Commissione, che ha rigettato l’appello proposto dalla Società di Riscossione, in primo luogo ha precisato quali sono le modalità ed i termini delle notifiche ex art. 26 D.P.R. 602/73, con particolare riferimento al caso di cui all’ex art. 60 D.P.R. 600/73 (affissione all’Albo Comunale), in secondo luogo ha ribadito, ancora una volta, che l’ipoteca ex art. 77 D.P.R 602/73, iscritta su un immobile per importo inferiore ad € 8.000,00 è assolutamente illegittima.
Il componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita dunque le società incaricate per la riscossione a prendere definitivamente atto della non esperibilità della procedura, anche perché il giusto e legittimo recupero dei crediti, non può avvenire in violazione della legge ed affliggendo i cittadini con strumenti di garanzia del credito non utilizzabili se non per importi superiori.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
21-04-2009
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ALITALIA: si aprono nuovi spiragli nella vicenda legata al rimborso/risarcimento delle obbligazioni della “vecchia” Alitalia
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“Le dichiarazioni odierne del Presidente del Consiglio confermano la fondatezza delle pretese risarcitorie dei piccoli azionisti che avevano rischiato il proprio capitale confidando ottimisticamente nel futuro di Alitalia”. Ad affermarlo sono il prof. avv. Fernando Greco, docente di Diritto dei Consumatori nell’Università del Salento, e l’avv. Francesco D’Agata che hanno avviato nell’interesse dell’avv. Francesco Toto e di altri piccoli azionisti la prima causa di risarcimento, presso il Tribunale di Lecce, per i danni conseguenti alla cessione della ex compagnia di bandiera. “Prendiamo atto con soddisfazione che il Presidente del Consiglio ha confermato l’impegno del Governo, anticipato già in data 28 agosto 2008, a non abbandonare i piccoli risparmiatori che in Alitalia avevano creduto investendo in titoli azionari della vecchia compagnia di bandiera”. “E’ fondamentale, a questo punto”, proseguono gli avvocati, “che le parti in causa siano coinvolte nella definizione dei programmi risarcitori allo studio del Governo”. L’apertura del Premier rappresenta sicuramente un segnale di grande attenzione per le esigenze di tutela del risparmio e dà forma alla consapevolezza delle Istituzioni che la gestione della vicenda Alitalia ha costituito una pagina grigia per l’economia italiana.
Soddisfazione è espressa anche da Giovanni D’Agata del Dipartimento Tematico Dei Consumatori dell’Italia dei Valori il quale auspica che alle dichiarazioni seguano i fatti e che finalmente i risparmiatori, disposti a fare la propria parte per archiviare la imbarazzante vicenda, possano avvertire efficacemente la vicinanza delle Istituzioni.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
20-04-2009
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Troppe polveri fini (PM10) nell’aria che respiriamo: I gas di scarico dei motori diesel nuocciono alla salute. Vietare nei centri urbani la circolazione di mezzi pesanti sprovvisti di filtro anti fuliggine: da subito le ordinanze sindacali
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La maggior parte della popolazione respira di continuo concentrazioni tossiche di polveri fini. La causa principale delle elevate immissioni di PM10 nelle città fortemente inquinate è il traffico. Gas di scarico non trattati dei motori diesel sono particolarmente pericolosi. Le polveri fini (PM10) che penetrano nei polmoni con un diametro inferiore a un millesimo di millimetro sono considerate componenti particolarmente tossiche dell’aria inquinata che respiriamo. Mentre la polvere grossolana è trattenuta dal naso, quella sospesa invisibile può penetrare nelle ramificazioni più fini dei polmoni. Le PM10 indeboliscono il sistema pulente delle vie respiratorie, producono localmente delle infiammazioni e sottopongono a continuo stress il sistema immunitario di gruppi particolarmente a rischio: bambini, malati, persone anziane. Persone sensibili come gli asmatici i cui bronchi si contraggono più velocemente a ogni possibile irritazione, avvertono una frequente mancanza di
respiro già in seguito a piccoli sforzi. Con un carico eccessivo di PM10, una persona inala a ogni respiro milioni di particelle di polveri fini. A questa continua sollecitazione reagiscono non solo i gruppi particolarmente a rischio, ma anche adulti sani. L’esposizione alle PM10 può portare a tosse, aumento delle infezioni alle vie respiratorie superiori e inferiori, bronchiti, casi di asma, raffreddore del fieno, malattie al sistema circolatorio cardiaco e tumori.
Con questo il componente del Dipartimento Tematico “tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala la necessità della riduzione delle sostanze inquinanti generate da motori diesel ed informa sulle possibilità tecniche di trattamento dei gasi di scarico.
I motori diesel sprovvisti di filtri per gas di scarico sono tra le più temibili fonti di emissione di questo impalpabile, quanto pericoloso pulviscolo. Nel corso degli ultimi anni si sono registrati grandi progressi nel trattamento dei gas di scarico prodotti da motori diesel. Per tutti i campi d’applicazione sono oggi a disposizione dei filtri per particolato efficaci, in grado di ridurre di oltre il 99% le emissioni delle polveri fini particolarmente pericolose. Ciò consente di migliorare sensibilmente e a costi sopportabili la prestazione ecologica del trasporto ed un filtro dura circa quanto la vita stessa del veicolo su cui è montato. I filtri antiparticolato installati in particolare sui motori diesel delle macchine da cantiere, sui camion e sugli autobus sono strumenti di sofisticata tecnologia. I gas di scarico vengono convogliati attraverso un filtro rivestito che trattiene le particelle nocive. I veicoli e le macchine possono essere adeguati anche dopo l'acquisto. È una necessità, avvertita soprattutto là dove le emissioni da motori diesel caricano eccessivamente l’ambiente con particelle di fuliggine pericolose, per esempio su strade incassate mal ventilate dove si concentrano asili nido, edifici scolastici e pubblici come nel caso di Lecce dove i genitori degli alunni di una scuola hanno ottenuto per questi motivi la chiusura della strada adiacente l’edificio scolastico.
Di conseguenza anche le polveri fini contenute nei gas di scarico generati dalla combustione di diesel devono essere ridotte massicciamente.
Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA al pericolo riconosciuto reagisce auspicando un inasprimento dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico chiedendo il divieto di circolazione nei centri urbani dei veicoli pesanti sprovvisti di FILTRI che causano, ogni anno, centinaia di morti premature con costi sanitari per milioni di euro.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
14-04-2009
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Siti inquinati: nel programma provinciale di IDV della Provincia di Lecce la proposta di creazione di un apposito catasto. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori una proposta da estendere a livello nazionale con un’apposita legislazione
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Il Nostro splendido Territorio non è immune dalla presenza di siti inquinati dovuti alle trascuratezze e carenze del passato e del presente, che oggettivamente costituiscono un rischio per l’ambiente e quindi per l’uomo.
L’insostenibilità della presenza di luoghi contaminati o a rischio contaminazione, ci obbliga ad un risanamento progressivo di tali aree secondo progetti a lungo termine che partano dalla individuazione dei siti secondo i lori specifici rischi per l’ambiente e per la salute per la loro successiva bonifica o semplicemente per l’identificabilità.
Il costituendo catasto avrà quindi il precipuo scopo di strumento d'informazione sull'inquinamento ambientale esistente e ad evitare che aree inquinate da rifiuti di vario genere siano trascurate e possano essere all'origine di minacce per l'ambiente, suddividendo a tal uopo tra i siti censiti quelli che non destano preoccupazione per l'ambiente e quelli che, invece, necessitano di un'ulteriore indagine, identificando eventuali minacce acute che richiedono provvedimenti immediati ed urgenti.
In secondo luogo, dovrà costituire il punto di partenza per un’opera di pianificazione di risanamento ambientale per le autorità preposte responsabili dell'ambiente.
La natura di registro accessibile a chiunque, non intende solo contribuire in generale alla trasparenza dei dati e a stabilire situazioni chiare, ma anche a ridurre l'incertezza oggi dominante nella progettazione, nel commercio dei terreni e nella concessione di crediti in relazione a siti inquinati.
Servirà, dunque ad informare gli interessati quali i titolari di siti, i promotori di progetti edili, i fiduciari immobiliari, le banche, le assicurazioni, i confinanti e comunque gli interessati. Questo permetterebbe una valutazione oggettiva dello stato di un terreno così che, i progetti di costruzione possano essere tempestivamente adeguati alla fattispecie evitando cattive sorprese che possono portare all'interruzione o al ritardo dei lavori.
L'iscrizione di un sito nel catasto non dovrà essere però necessariamente motivo d'allarme. Per molti siti è possibile determinare con una certa precisione i possibili "costi ambientali" dell'inquinamento e la registrazione non costituirebbe una sorta di “macchia indelebile”.
Premesso che, in virtù delle norme vigenti, dovranno essere iscritti nel catasto solo i siti per i quali sarà accertato che vi siano inquinanti, il pubblico registro sarà uno strumento dinamico, costantemente aggiornato alle nuove situazioni ed alla realtà esistente. Là dove le indagini rivelerebbero che un sito non è più inquinato o che le sostanze pericolose per l'ambiente sono state rimosse, l'iscrizione dell’area andrebbe subito stralciata. Inoltre, il catasto dovrà essere stabilmente aggiornato allo stato dei lavori d'indagine e di risanamento.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, la proposta programmatica a livello provinciale potrà essere estesa a livello nazionale con un’apposita legislazione.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
27-03-2009
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Troppi rifiuti speciali domestici in strada o conferiti nei cassonetti della raccolta indifferenziata. Secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori i comuni dovrebbero creare le “eco stazioni” nei quartieri |
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Una delle perduranti carenze in tema di raccolta dei rifiuti, riguarda la raccolta di quelli cosiddetti “speciali domestici” con specifico riferimento a televisori, pile e accumulatori esausti, lavatrici, frigoriferi ed elettrodomestici in genere, i quali, come è noto, sono di difficile smaltimento per i loro contenuti a base di sostanze nocive e persino di metalli pesanti.
In particolare dev’essere specificato che la colpa non è solo della noncuranza di alcuni cittadini, ma soprattutto dell’assenza, nella quasi generale totalità dei comuni, di appositi luoghi di conferimento o della difficile individuazione o individuabilità degli stessi, quando presenti.
Ecco perché, molto spesso, i cittadini sono costretti a gettare tali rifiuti all’interno o a margine dei contenitori per la raccolta indifferenziata od addirittura a depositarli nelle periferie e nelle campagne con conseguenze a dir poco gravi per l’ambiente e quindi per la salute.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori una semplice soluzione può essere individuata nella creazione a carico dei comuni di apposite isole ecologiche o “eco stazioni” di semplice individuazione all’interno dei nostri quartieri.
Giovanni D’AGATA
Componente dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela dei Consumatori”
ITALIA DEI VALORI
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Comunicato del
20-03-2009
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Sono state numerose le segnalazioni
dei cittadini che si lamentano che
manifesti indecorosi se non
addirittura pornografici, affissi
all'interno di alcune edicole ed in
altri esercizi commerciali nei
territori comunali sono esposte
anche alla vista dei minori. Secondo
Giovanni D’Agata componente del
Dipartimento Tematico “Tutela del
Consumatore” di Italia dei Valori,
occorre l’intervento dei sindaci in
virtù dei nuovi poteri conferiti in
tema di sicurezza e di vigilanza sul
decoro e il buon costume |
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Molti cittadini e rappresentanti di associazioni per la tutela dei minori, ci hanno segnalato un annoso problema, da molti sottovalutato: l’esposizione in edicole e locali commerciali di manifesti a contenuto pornografico alla vista di chiunque e quindi anche dei più piccoli.
Una questione per la quale alcuni interventi regolamentari, in passato, hanno tentato di porre rimedio, ma che, ad oggi, appare purtroppo irrisolta, ma di non difficile soluzione se si prendessero i provvedimenti necessari ed in particolar modo attraverso la corretta vigilanza da parte delle autorità addette.
Ci riferiamo in particolare ai nuovi poteri concessi ai sindaci che, seppur opinabili per quanto riguarda i temi della pubblica sicurezza, al contrario, nel caso di specie, potrebbero essere utilizzati in modo da poter consentire una verifica più strenua e pungente della normativa esistente consentendo e determinando le polizie locali a vigilare su quanto offenda il decoro pubblico ed il buon costume, sanzionando tutti i comportamenti a ciò contrari, a tutela dei cittadini ed in particolar modo dei bambini.
Per quanto esposto, Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, ritiene quindi opportuno l’intervento dei sindaci dei Nostri Comuni affinchè prendano gli opportuni provvedimenti in materia.
Giovanni D’AGATA |
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Comunicato del
13-03-2009
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Gli azionisti di minoranza di Alitalia Linee Aeree SpA, pesantemente danneggiati dalla operazione di cessione della ex Compagnia di Bandiera, hanno dato formale avvio all’azione legale. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, a cui gli azionisti si sono rivolti per la loro tutela, comunica che la prima udienza innanzi al Tribunale Civile di Lecce è fissata a luglio |
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L’avv. Francesco Toto, ha provveduto a notificare all’On. Silvio Berlusconi un atto di citazione in giudizio a comparire innanzi al Tribunale Civile di Lecce, al fine di ottenere la condanna al risarcimento del danno subito.
Per l’avv. Toto si configura la responsabilità ex art. 2043 c.c. (per la tutela in via extracontrattuale del diritto di credito) dell’On.le Berlusconi per illecita interferenza nell’altrui relazione commerciale. In particolare le esternazioni del Presidente Berlusconi orientate alla censura della convenienza economica del piano di acquisto proposto da Air France, hanno dato vita ad una indebita interferenza nella relazione contrattuale in fieri tra Air France Klm ed Alitalia.
Proprio nel momento decisivo e più delicato della trattativa per la cessione della compagnia di bandiera, le affermazioni dell’On.le Berlusconi portarono Air France-Klm a fare un passo indietro, malgrado Alitalia avesse ritenuto nel dicembre 2007 che la proposta non vincolante trasmessa da Air France-Klm offrisse alla società la soluzione appropriata per la salvaguardia del complessivo patrimonio dell’azienda. Ancora, nel piano proposto da Air France era prevista una OPS (offerta pubblica di scambio) che avrebbe salvaguardato le ragioni degli azionisti di minoranza.
Per di più alle esternazioni dell’On.le Berlusconi circa la maggiore vantaggiosità dell’operazione che avrebbe proposto la “Cordata di patrioti” non è seguito alcun riscontro atteso l’assoluto azzeramento delle minoranze azionarie e dei loro diritti.
Difendono l’avv. Toto il prof. avv. Fernando Greco, docente di “Diritto dei consumatori e del mercato” nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento e l’avv. Francesco D’Agata, del Foro di Lecce.
Lo smembramento di quella che dallo stesso On. Berlusconi è stata definita “bad company” ha procurato agli azionisti di minoranza un danno pari al totale azzeramento del capitale azionario, lasciando come unica ed estrema alternativa quella del ricorso alla Giustizia Civile Ordinaria al fine di ottenere la riparazione dei danni subìti.
La prima udienza, salvo differimenti, è fissata a luglio presso il Tribunale Civile di Lecce e chiunque riterrà di avere interesse a farlo potrà intervenire nel celebrando processo nei modi previsti dal vigente codice di procedura civile.
Giovanni D’AGATA |
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Comunicato del
03-03-2009
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Precisazione candidatura a Presidente della provincia di Lecce |
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L”Italia dei Valori ritiene necessario fornire alcune precisazioni in merito alla propria posizione sulla candidatura alla presidenza della Provincia di Lecce.
Italia dei Valori ha sin dall’inizio partecipato al tavolo della coalizione di centro sinistra con entusiasmo e spirito costruttivo, ponendo in primo piano l’importanza degli aspetti programmatici, rispetto all’indicazione delle candidature ed il valore e la rilevanza dell’unità dell’intera coalizione, nessuno escluso, chiedendo di individuare, fra più proposte, una figura realmente rappresentativa non solo delle forze politiche, ma anche delle nuove istanze che avanza la comunità del Nostro Salento.
La vice presidente Loredana Capone, unica soluzione avanzata dal senatore Pellegrino e condivisa dalla segreteria del P.D. al tavolo, è certamente una candidatura autorevole e di grande profilo, della quale il nostro partito ha preso atto, confermandone la stima ed il riconoscimento dell’importante ruolo e del lavoro svolto in questi anni. Il partito, nel contempo, ha anche richiesto l’introduzione di significativi elementi di discontinuità e di innovazione sul piano politico programmatico, soprattutto in tema di rilancio della questione morale latu sensu, e di precise istanze per la massima trasparenza e pubblicizzazione dell’attività amministrativa, per la non cumulabilità degli incarichi, per la tutela della salute e dell’ambiente, a cominciare da una moratoria per quanto riguarda la costruzione indiscriminata di centrali a biomasse sul territorio.
Italia dei Valori, in quanto forza emergente nel panorama politico nazionale e locale, con molte nuove adesioni anche nella nostra provincia, ha ritenuto opportuno sottoporre al tavolo del centro sinistra una riserva sulla proposta di candidatura, al fine di rendere più democratica possibile una scelta definitiva, che avverrà solo dopo la convocazione dell’assemblea provinciale, aperta come solito al mondo dei movimenti e delle associazioni, ed anche in virtù delle scelte politiche a livello regionale e nazionale, pur nel riconoscimento dell’importante lavoro svolto per il rilancio del centro sinistra in Provincia di Lecce, come esperienza da esportare nel resto del Paese.
Lecce, 3 marzo 2009
Distinti saluti.
Il responsabile provinciale
Francesco D’AGATA |
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Comunicato del
11-02-2009
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PALI TELEFONICI AVVELENATI: GIOVANNI D’AGATA (IDV) INVITA I CITTADINI A NON USARLI PER USO DOMESTICO |
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E’ notizia di oggi che le forze dell’ordine hanno sequestrato in provincia di Lecce delle traversine ferroviarie al creosoto riutilizzate, dopo l’impiego nelle ferrovie, come pali per le staccionate senza nessun trattamento di bonifica.
Lo stesso problema è causato dagli oltre 8 milioni di pali telefonici esistenti in Italia, realizzati in legno e trattati, per renderli duraturi, con creosoto o con sali di arsenico, cromo e rame.
Eppure nel 2003 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, il Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, il Presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera e l'operatore del settore, la società Stella, avevano firmato infatti un accordo di programma che disciplinava tutto il settore, dando regole certe, semplificando le procedure e consentendo un più agevole recupero in sicurezza dei pali telefonici che hanno ancora una funzionalità tecnica, nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria vigente. L'obiettivo dell'accordo era quello di rendere minima la produzione di rifiuti e ridurre lo smaltimento in discarica attraverso il recupero di materiali nella massima tutela dell'ambiente.
L'accordo prevedeva inoltre da parte di Telecom la sostituzione progressiva di tutti i pali impregnati con creosoto o con sali di arsenico, cromo e rame, con pali non contenenti sostanze pericolose per l'ambiente (150.000 il primo anno e successivamente 200.000 l'anno).
Come è noto i pali di legno in questione sono costituiti da materiale considerato rifiuto altamente pericoloso per il rischio dovuto all’esalazione di gas estremamente tossico derivante dall’eventuale combustione del legno.
Inoltre la sostanza contenuta, il creosoto, oltre ad essere altamente cancerogena è, altresì, pericolosa per la salute individuale anche solo tramite il contatto con la pelle o attraverso l’inalazione dei gas sprigionati a seguito dell’aumento della temperatura, oltre i 20 gradi.
In aggiunta è altresì dannosa per l’ambiente a causa del rischio di inquinamento del suolo e della falda acquifera presente in quel territorio.
A Lecce è nota la storia di due bambini nati malformati per l’inalazione da parte della madre del fumo da combustione del legno usato per il caminetto domestico.
Il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA invita la Telecom a rendere pubblico il programma di eliminazione dei pali in legno, dichiarando quanti pali ha fin qui sostituito e in che tempi, e comunicando le modalità di smaltimento.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
07-02-2009
Comunicato del
04-02-2009
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I cittadini di Lecce e del Salento hanno il diritto di far compiere tutte le indagini necessarie al fine di poter comprendere fino a qual punto la centrale HELIANTOS sia sicura e quale tipo di rischio la stessa comporti.
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede di valutare comparativamente il beneficio che il territorio salentino
può trarre da tale impianto |
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Le centrali per la produzione di energia elettrica sono di per sé degli impianti che costituiscono una alterazione dell’equilibrio del territorio e sono potenziali fonti di inquinamento e di danno ambientale. Qualsiasi centrale, anche la più “sicura”, che bruci un combustibile, ha insito il rischio che attraverso questo processo possa introdurre nell’aria elementi di inquinamento, come pure è concreto il pericolo che un guasto o un cattivo funzionamento della centrale o di un suo componente possa provocare un disastro ambientale.
Questi rischi devono essere attentamente valutati con la massima serenità dagli enti territorialmente preposti a tutelare il bene primario della salute dei cittadini e l’ambiente, senza forzature politiche e senza spade di Damocle di diffide. Se vi sono i presupposti perché venga intimata una diffida, chi a tali presupposti ha dato luogo deve assumersene le relative responsabilità: oggi i cittadini di Lecce e del Salento hanno il diritto di far compiere tutte le indagini necessarie al fine di poter comprendere fino a qual punto la centrale HELIANTOS sia sicura e quale tipo di rischio la stessa comporti; coloro i quali, a qualsiasi livello, rivestono responsabilità politiche, devono compiere questa indagine nella maniera più neutra possibile, abbandonando preconcetti e schieramenti.
Il rischio che deve essere valutato comparativamente con il beneficio che il territorio salentino può trarre da tale impianto, tenendo presente che:
- poiché è di moda l’energia alternativa, stiamo assistendo all’impianto indiscriminato sul territorio di centrali di produzione elettrica di ogni tipo, senza che vi sia stata una seria programmazione in ordine all’effettivo fabbisogno di energia ed in ordine alla possibilità di concreto utilizzo, con margini di guadagno, di tutta l’energia che si andrà a produrre;
- al momento non vi sono sul territorio colture i cui frutti possano esser destinati ad alimentare le centrali, per cui non vi è un interesse immediato a costruire centrali per consumare tali frutti;
- il Salento ha vocazione prettamente turistica ed agricola, ed entrambe tali attività potrebbero ricevere danno dall’impianto di centrali elettriche a biomasse sia per l’allarme che la loro presenza potrebbe creare tra i possibili turisti che per il rischio di inquinamento ambientale che potrebbe risolversi in un inquinamento del prodotto agricolo.
Le forze politiche devono avere il coraggio di affrontare il problema ponendo al primo posto l’interesse dei cittadini alla tutela della salute e dell’ambiente, e non compiendo battaglie di bandiera a favore di questo o quell’imprenditore.
LA SALUTE DEI CITTADINI VALE PIU’ DI QUALSIASI CENTRALE, quello del definitivo accantonamento del progetto.
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede agli Enti preposti di valutare il rischio comparativamente con il beneficio che il territorio salentino può trarre da tale impianto.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
28-01-2009
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante decisione della Cassazione: anche il diritto al lavoro delle casalinghe è meritevole di tutela e devono essere risarciti tutti i danni, compreso quello patrimoniale in caso di sinistro stradale |
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Anche il diritto al lavoro delle casalinghe è meritevole di tutela e devono essere risarciti tutti i danni, compreso quello patrimoniale in caso di sinistro stradale.
Una decisione importante, secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, la recente sentenza n. 1343 del 2009 della Corte di Cassazione, che restituisce dignità e riconosce l’importanza del lavoro di milioni di donne impegnate nelle faccende domestiche e nella cura della famiglia.
Nel caso di specie, una donna era stata investita ed aveva subito danni di natura permanente che le avevano ridotto la capacità di deambulazione, diminuendone così, la capacità di attendere alle ordinarie faccende domestiche.
Così la Corte ha stabilito che la perdita della funzione deambulativa è da considerarsi, ragionevolmente (ndr), anche quale perdita di chances patrimoniali.
I giudici di legittimità, accogliendo il ricorso, dopo che nei primi due gradi di giudizio la ricorrente si era vista respingere la domanda relativa al danno patrimoniale, hanno ribadito che "il danno non patrimoniale va risarcito non solo nei casi previsti dalla legge, ma anche nei casi di lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, specie se il danno è inerente alla perdita rilevante della capacità lavorativa per la riduzione funzionale della deambulazione". Nella parte motiva della sentenza la Corte osserva inoltre che "il principio che consente di risarcire un danno futuro ed incerto dev'essere individuato nel diritto delle vittime al risarcimento totale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro, che compete anche alla casalinga".
In conclusione i Supremi Giudici hanno riconosciuto che il totale risarcimento dei danni "conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro va accordato anche alla casalinga”.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
26-01-2009
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Anche a Lecce le botteghe artigiane in via d’estinzione, stritolate da imposte e tasse e dal caro affitti |
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Un fenomeno silenzioso, quasi strisciante.
Anche a Lecce le botteghe artigiane sono in via d’estinzione. In pochi mesi, per fare un esempio, nel capoluogo hanno chiuso i battenti diversi esercizi dei barbieri, anche quelli che resistevano da decenni.
Colpa della crisi globale, certamente, ma anche del caro – affitti e di un sistema bancario ormai chiuso e sempre meno flessibile.
Per non parlare poi del costo del lavoro, della difficoltà ad assumere apprendisti ed in genere personale e del proporzionale aumento della tassazione negli ultimi anni, sia centrale che degli enti locali, ma, soprattutto, di un sistema economico ultra- consumeristico che ha favorito la grande distribuzione e produzione, a discapito della piccola impresa, e che ha progressivamente allontanato la piccola produzione ed il piccolo commercio al di fuori dei centri urbani sino a quasi cancellarlo.
Una serie di concause che, dovrebbero essere arginate con interventi mirati del Governo centrale ma anche delle Amministrazioni locali che dovrebbero, in questo momento di grave crisi, detassare le attività di quegli artigiani che hanno scelto o che sceglieranno i centri urbani quale loro sede e che contribuiscono, in questo modo a ravvivare il tessuto economico e sociale dei Comuni spogliati dalle antiche tradizioni.
Per queste ragioni il componente nazionale del dipartimento tematico “Tutela Del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata che in primo luogo chiede interventi mirati ed urgenti del Governo a sostegno delle imprese artigiane, propone ai Comuni una generale riduzione o sospensione della tassazione locale nei confronti di quelle aziende che abbiano individuato nel centro urbano la sede della propria attività.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
24-01-2009
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SOS DEGRADO DEI QUARTIERI E PERICOLI PER LA SICUREZZA STRADALE : E’ NECESSARIA L'INTRODUZIONE DI MANUTENTORI DI QUARTIERE |
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Le copiose piogge degli ultimi mesi hanno riportato alla luce un problema annoso e difficilmente risolto dalle Amministrazioni locali: il degrado dei quartieri e delle vie cittadine non solo periferiche.
Si pone sempre più con evidenza l’emergenza della manutenzione stradale e delle soluzioni a lungo termine che possono essere adottate dai comuni, che non solo riguardano il decoro e l’arredo urbano ma soprattutto la sicurezza delle strade e quindi dei cittadini.
E’ pacifico che la creazione di servizi di manutenzione ordinaria, all’interno dei quartieri, possano servire come utile strumento di prevenzione al fine di evitare che piccole situazioni d’incuria o di deterioramento, possano sfociare in processi di decadimento dei centri urbani con conseguente aumento dei costi per la collettività non solo in termini economici ma anche in termini di sicurezza della viabilità automobilistica e pedonale.
Per queste ragioni, il componente nazionale del dipartimento tematico “Tutela Del Consumatore “ di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata propone l'introduzione di “manutentori di quartiere”, incaricati di effettuare l'insieme delle piccole opere di manutenzione e i piccoli interventi su strade, marciapiedi, giardini, mercati, parchi della città, ecc.
Siamo certi, infatti, non solo dei benefici in termini di decoro urbano e di sicurezza stradale, ma anche di riduzione di costi per la collettività, diminuendo in maniera sensibile l’utilizzo di interventi di natura straordinaria.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
24-01-2009
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PHOTORED ILLEGITTIMI? FINALMENTE E’ STATA FATTA GIUSTIZIA |
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A seguito della notizia riportata dalla stampa secondo cui il Giudice di Pace di Lecce Avv. Nicola Brunetti, avrebbe disposto una consulenza tecnica d’ufficio sul sistema di rilevazione delle infrazioni (photored) agli incroci semaforizzati sulle vie che collegano Lecce a Torre dell’Orso e considerata che la verifica avrebbe accertato la non totale conformità al D.M. di regolamentazione del sistema di rilevazione, il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” Giovanni D’AGATA invita gli enti preposti ad annullare le circa 50.000 multe fatte con le apparecchiature denominate “Photored” a tutti i cittadini tartassati ingiustamente restituendo anche i punti decurtati dalla patente di guida.
Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto come gli automobilisti passati con il giallo-lampo che diventava subito rosso sono stati ingiustamente perseguitati da quei Comuni che infliggono multe soltanto per fare cassa.
Per aver intasato le Prefetture e i Giudici di Pace di ricorsi presentati da cittadini esasperati da comportamenti spesso illegittimi messi in atto confidando sul fatto che l’80% degli automobilisti che rinunciano a presentare ricorso per non perdere tempo o per ignoranza delle norme e dei diritti il sottoscritto chiede quindi al Ministero dell’Interno “di istituire Commissioni provinciali con la partecipazione delle associazioni di consumatori per segnalare i comportamenti illegittimi dei Comuni al fine di prendere concreti provvedimenti dissuasivi”.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA |
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Comunicato del
16-01-2009
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Nulle le multe elevate dagli ausiliari del traffico a motorini sui marciapiedi |
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Sono nulle le contravvenzioni elevate dagli ausiliari del traffico ai motorini parcheggiati sui marciapiedi.
E quanto stablisce una sentenza della Cassazione (sentenza 551/2009) ricordando che i cd "vigilini" possono intervenire sulle violazioni al Codice della strada solo in "materia di sosta strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico ".
La corte ha così accolto il ricorso di un un motociclista che aveva contestato una contravvenzione inflittagli per aver parcheggiato il motorino sul marciapiedi di viale XII Giugno a Bologna ".
In primo grado il Giudice di Pace aveva ritenuto valido il verbale redatto dalla polizia municipale dopo la segnalazione dei 'vigilini' ed aveva quindi respinto il ricorso. Il motociclista si è però rivolto alla Suprema Corte che ha accolto il suo ricorso ricordando che "gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del Cds, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone dalla quale dipendono dove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano o in qualsiasi modo ostacolino o limitino". Al contrario, quando le violazioni consistono “in condotte diverse quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio o alla manovra in un'area in cessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti" come prevede l'art. 12 del Codice della strada "e non anche dagli ausiliari del traffico". Ora il Comune di Bologna dovrà rimborsare al motociclista tutte le spese processuali: 700 euro per il primo grado e 500 per il procedimento in Cassazione.
Il componente nazionale del dipartimento tematico “ Tutela Del Consumatore “ di IdV Giovanni D’Agata invita, quindi, le Prefetture e le Amministrazioni di tutto il territorio nazionale ad attenersi tempestivamente anche all’interpretazione adottata di recente dalla CORTE DI CASSAZIONE in tema di sosta e confermata dai Giudici di Pace, annullando in via di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati sino ad oggi e di provvedere ad effettuare l’accertamento delle infrazioni secondo i dettami della legge, onde evitare superflui sovraccarichi burocratici e giudiziari che danneggiano il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
12-01-2009
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La denuncia del Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA: i marciapiedi rotti sottolineano l'inciviltà e l'incuria. Tra i pedoni i più a rischio sui marciapiedi sono i bambini, anziani, disabili e donne in cinta. Occorre una normativa più puntuale che obblighi gli enti proprietari o gestori a mettere in sicurezza i marciapiedi |
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Oramai per passeggiare sui marciapiedi bisogna essere un esperto slalomista.
Tra buche onnipresenti, occupazioni abusive e ciclomotori perennemente parcheggiati o, addirittura, in movimento, i marciapiedi italiani ogni anno costituiscono la causa diretta di migliaia di incidenti che, puntualmente vengono denunciati agli enti o condomini ma il più delle volte mai risarciti. Alcuni marciapiedi sono talmente stretti che qualsiasi persona fa fatica a passare in particolare se con carrozzella per la presenza di lampioni posizionati proprio in mezzo al marciapiede. La situazione peggiora di giorno in giorno anche per la mancanza di idonei controlli. Particolarmente interessati dal fenomeno sono gli assi e le piazze principali ma la situazione è diffusa un poco dappertutto eppure rappresentano un biglietto da visita delle nostre città. Molte volte a impedire il transito alle carrozzine sono gli alberi dove le radici hanno rotto il cemento rendendo inutilizzabili i marciapiedi.
Siamo nel 2009, ed ancora oggi trascorsi oltre 60 anni dal disastro della seconda guerra mondiale ed una ricostruzione difficile, l’Italia continua ad essere caratterizzata da una delle sue annose vergogne: uno degli otto Paesi più industrializzati del pianeta, che rimane lo Stato dei marciapiedi dissestati. A questo punto per l'attuazione di provvedimenti tesi ad eliminare gli abusi denunciati e a garantire la viabilità pedonale occorre che gli enti istituiscano un'apposita squadra di vigili dedicata esclusivamente alla lotta contro questi fenomeni che possono mettere a repentaglio anche la salute dei passanti. Infatti, l’ente è tenuto ad osservare il principio del "neminem laedere", che impone di mantenere i marciapiedi in condizioni tali da non costituire per l’utente un’insidia o un trabocchetto.
La Mobilita' Sostenibile ha bisogno del Pedone; il Pedone ha bisogno dei Marciapiedi; i Marciapiedi hanno bisogno di essere liberi e puliti, più decorosi e funzionali per il cittadino.
L’esponente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA intende dunque farsi portavoce del disagio di numerosi cittadini che denunciano l'inciviltà e l'incuria che pare sia una scelta obbligata di alcune pubbliche amministrazioni, i cui bilanci vacillano per gestioni spesso non oculate, ma che non esimono un trattamento impari rispetto ad altri più “blasonati” quartieri.
Per queste ragioni, lo scrivente ritiene necessario un rigoroso intervento normativo in materia, che obblighi gli enti proprietari o gestori a mettere la manutenzione in agenda come priorità che deve essere puntuale e ripetuta ad intervalli regolari. Non si possono lasciare andare in malora le cose; sicuramente ci sentiremo più cittadini a pieno titolo, ed anche più sicuri, tutti.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-01-2009
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Mancata chiusura al traffico del centro cittadino di Lecce nei giorni festivi.
Il Componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori della Provincia di Lecce, segnala la contraddittoria segnaletica dei parcheggi a pagamento anche in quei giorni
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L’Italia dei Valori, ritiene sconcertante l’ostinazione dell’Amministrazione comunale di Lecce che ha deciso di non chiudere al traffico il centro cittadino, nonostante i ripetuti sforamenti che riguardano la presenza nell’aria di benzene, e quindi i pericoli che questo comporta per la salute dei cittadini.
Ma pensiamo che sia ancora più assurdo che il governo cittadino preferisca badare più ai propri conti economici che alla vivibilità della città che è scesa ulteriormente, secondo l’ultima classifica de ‘Il Sole 24 Ore’.
Infatti, il provvedimento che avrebbe dovuto risolvere il problema del traffico, il pagamento del grattino nei giorni festivi, non ha sortito gli effetti sperati, visti i ripetuti ingorghi e i risultati piuttosto allarmanti rilevati dalle centraline atmosferiche, ed ha sicuramente rappresentato un’ulteriore piccola tassa per i cittadini già vessati dalla crisi economica.
Peraltro, va specificato che l’ordinanza con la quale è stato esteso il pagamento dei parcheggi anche nei giorni festivi non è stata seguita da un’adeguata pubblicità della stessa anche a livello della segnaletica stradale, tanto da evidenziarsi un palese un vizio di forma nella scelta di apporre solo dei semplici adesivi sui simboli rappresentanti i giorni feriali.
Tale scelta avrebbe potuto portare più di un conducente a sbagliare in totale buona fede, visto che nella zona sita nei pressi del Cinema S. Lucia, esiste ancora oggi una doppia segnaletica.
Al di là dell’evidente confusione ingenerata negli automobilisti, secondo il Componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori della Provincia di Lecce, sussistono assai probabili profili d’illegittimità dell’eventuali sanzioni elevate dagli ausiliari del traffico.
D’altronde, secondo Maurizio PARISI, dell’Italia dei Valori cittadina, siamo abituati a provvedimenti adottati a seguito di improvvisazione, invece che da uno studio e un’analisi capaci di realizzare un ‘piano traffico’ degno di questo nome, che possa risolvere in maniera adeguata un problema che assilla la città e che non è mai stato affrontato seriamente, da circa 12 anni di Amministrazione di Centro-destra.
L’Italia dei Valori si augura che il 2009 possa essere l’anno, così come detto dall’Assessore Ripa, per l’elaborazione di un nuovo “piano traffico”, e noi auspichiamo che possa essere elaborato con il contributo degli esperti, e di tutti i cittadini.
Italia dei Valori di Lecce Il Componente del
Dipartimento Tematico
Nazionale
Maurizio PARISI “Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
02-01-2009
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La nuova frontiera delle scommesse clandestine: le gare in moto.
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di “Italia dei Valori”, Giovanni D’AGATA, chiede più controlli e una nuova campagna di sensibilizzazione sui rischi e le pene conseguenti ai reati previsti dal Codice della Strada
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Nei giorni scorsi, alcuni automobilisti leccesi ci hanno segnalato che sulla strada provinciale 367, nel leccese, strada rettilinea e poco trafficata, alcune motociclette sfrecciavano a velocità impressionanti, non curanti della presenza sulla carreggiata di altri veicoli.
Il percorso prescelto partirebbe dall’uscita per Soleto sino a quella per San Donato, ed alle gare parteciperebbero anche motociclisti provenienti anche da altre province pugliesi, tutti dotati di moto truccate capaci di raggiungere i 300 km/h ed oltre, con targhe camuffate o addirittura senza, per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Ciò che colpisce è che alcuni tratti di strada, anche nel resto d’Italia, siano ormai noti per la frequentazione da parte di centauri, proprio per lo svolgimento di competizioni “on the road” allo scopo di scommettere sul loro esito.
Sono evidenti, quindi, agli occhi di tutti, i rischi per l’incolumità degli automobilisti che percorrono i tratti di strada prescelti da pochi scalmanati, incuranti non solo delle più elementari regole della sicurezza stradale, ma anche delle norme inserite nel Codice della Strada e che prevedono severissime conseguenze, anche di natura penale, per gli organizzatori e gli esecutori di gare fra veicoli.
Per queste ragioni e per la preoccupante sottovalutazione del fenomeno da parte delle Autorità, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di “Italia dei Valori”, Giovanni D’AGATA, chiede un inasprimento dei controlli e una nuova campagna di sensibilizzazione sui rischi e le pene conseguenti ai reati previsti dal Codice della Strada.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
22-12-2008
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Una nuova norma scandalo del Governo. Introdotto il contributo unificato di 103,30 Euro per tutte le cause di lavoro, prima gratuite. Questa volta colpiti lavoratori, pensionati ed invalidi. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA chiede l’immediata cancellazione della norma |
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Con un emendamento che era passato inosservato ai più, in particolare l’articolo 26 del disegno di legge in materia di lavori usuranti collegato alla Finanziaria, il Governo ha introdotto una norma che cancella con un colpo di spugna la gratuità del processo del lavoro.
Una norma che colpisce quasi esclusivamente i lavoratori, i pensionati e gli invalidi, che dovranno pagare oltre 100 euro per poter agire in giudizio per la tutela dei propri diritti.
Tutto ciò mentre il Governo decanta interventi in favore delle fasce più deboli ed in un momento di profonda crisi economica.
Tale norma, attualmente all’esame del Senato, “prevede che per le cause di lavoro venga introdotto il contributo unificato di 103,30 euro”. Come è a tutti noto, infatti, fino alla data in cui si scrive le controversie di lavoro e previdenziali erano tutte gratuite, proprio per permettere ai lavoratori di adire le vie legali in caso di torti subiti sul posto di lavoro. Analogamente, per tutte le questioni in materia di previdenza.
Per queste ragioni, lo scrivente componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede, quindi, di cancellare questa odiosa nuova tassa in un momento di grande crisi economica, triste regalo di natale per le categorie più deboli.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
19-12-2008
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Importante sentenza in materia di illegittimo trattamento dei dati personali in conseguenza dell’illegittima segnalazione alla centrale dei cattivi pagatori. Condannato istituto bancario.
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede agli istituti finanziari di usare più cautele nelle segnalazioni.
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza in materia di trattamento illegittimo di dati personali. E’ stato, infatti, condannato, un primario istituto bancario per aver illegittimamente segnalato ad una Centrale Rischi, il nominativo di un cittadino per il mancato pagamento di alcune rate relative ad un finanziamento, nonostante la banca avesse riconosciuto la completa estraneità dell’attore alla vicenda.
Proviamo qui di seguito a sintetizzare i fatti di causa. L’istituto in questione una volta appurata l’estraneità del cittadino per il mancato pagamento non provvedeva alla cancellazione del nominativo dell’attore, causandogli diversi disagi, tanto che numerose richieste di finanziamento presso altri istituti bancari gli venivano negate, in quanto segnalato quale “cattivo pagatore”.
Il soggetto interessato, difeso dagli avv. Andrea Lisi e Manuela Selam (Studio Legale Lisi), citava in giudizio la banca per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e morale patito. Provato in giudizio che la segnalazione era avvenuta a causa di un errore di persona, la banca è stata condannata per violazione degli artt. 2043 e 2050 c.c., perché tale condotta costituisce un fatto illecito che obbliga colui che lo ha commesso al risarcimento del danno. Anche in relazione all’illecito trattamento dei dati personali sono emersi dei profili di illegittimità quali: il trattamento era avvenuto senza il consenso dell’interessato, i dati trattati non erano esatti e non erano stati prontamente aggiornati e, in generale, era stato violato il principio di correttezza.
Ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 196/2003 (che richiama espressamente l’art. 2050 c.c.), inoltre, l’onere probatorio circa l’illegittimità del trattamento è stato ritenuto assolto sia perché ai sensi della su indicata normativa esso viene posto a carico dell’istituto di credito, configurandosi una sorta di responsabilità oggettiva a suo carico, sia perché lo stesso istituto non ha dimostrato alcun fatto interruttivo del nesso di causalità tra la propria condotta e il danno arrecato all’attore. Oltre a ciò, era assente anche la dimostrazione di aver adottato tutte le “misure di sicurezza idonee” ad evitare il danno.
La banca è stata così condannata, per violazione del danno non patrimoniale, al pagamento di una somma pari ad euro 12.000,00 in favore dell’attore.
Il caso in questione, che è stato risolto positivamente per il cittadino, è uno dei tanti verificatisi in Italia. E’ evidente, quindi, secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che la decisione in questione dovrà persuadere gli istituti finanziari ad usare più cautele nelle segnalazioni, perché in molti casi sono caduti nella rete delle Centrali dei Rischi, cittadini incolpevoli.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
15-12-2008
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La recente notizia dei maiali “alla diossina” riporta in auge la necessità della creazione di un’Autorità Nazionale per la Sicurezza Alimentare. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA chiede che sia posta anche nell’agenda dell’attuale Governo |
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Dopo il caso dei maiali alla diossina portato alla ribalta delle recenti cronache europee ed italiane, non può più attendersi la formale creazione di un’Agenzia per la Sicurezza Alimentare Nazionale.
Com’era stata definita nel progetto originario, l’Agenzia in questione, doveva servire da interfaccia con l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (che ha già sede in Parma), avere un carattere di imparzialità, indipendenza ed eccellenza scientifica, come garante della salute dei cittadini e degli indirizzi di qualità delle filiere, nonché essere un sostegno straordinario non solo allo sviluppo del nuovo modello agro-alimentare italiano di qualità, ma anche agli strumenti di garanzia della salute pubblica.
Oltre a svolgere compiti quali il coordinamento degli interventi di analisi e di valutazione del rischio, la promozione della produzione di alimenti a contenuto nutrizionale favorevole alla salute, la formulazione di pareri scientifici e l'esercizio di attività informativa e divulgativa, l'Agenzia nazionale doveva svolgere attività di assistenza, tutela e informazione ai cittadini nel settore della sicurezza alimentare; di consulenza sui disegni e le proposte di legge in materia di sicurezza alimentare; di ricerca su specifici settori connessi all'alimentazione e potenzialmente rischiosi per la salute umana; di coordinamento dei vari organismi competenti sul territorio nazionale per l'esame scientifico dei diversi argomenti di interesse per il settore della sicurezza alimentare.
Il Governo precedente, nel Consiglio dei Ministri del 27 luglio 2007, aveva avuto il merito di individuare le linee d’indirizzo per la realizzazione di una così importante Autority Nazionale identificando nella città di Foggia la località nella quale sarebbe stata costituita la sede.
Caduto Prodi, pare che la stessa sia caduta nel dimenticatoio, nonostante gli appelli che provenivano da più parti dal mondo ambientalista, consumerista e delle filiere della produzione agro-alimentare e le questioni di rilevanza nazionale in materia di sicurezza alimentare, non da ultimo il già ricordato caso dei maiali alla diossina.
Per queste ragioni, lo scrivente componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene che non possa esserne più differita la creazione e sollecita l’attuale Governo alla definitiva attuazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
09-12-2008
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L’uso della bicicletta disincentivato anche dai troppi furti e dalla facilità con cui le stesse vengano rimesse sul “mercato” anche tramite la rete. Il Componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA propone la creazione di una Anagrafe Nazionale delle biciclette |
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Secondo numerose statistiche il fenomeno del furto delle biciclette è in costante aumento tra i reati contro il patrimonio: si discute di una media giornaliera di circa 2,7 in ogni città. La questione più eclatante è che nella gran parte dei casi, tali furti non vengano denunciati per svariate ragioni, e tra le principali, va segnalata l’impossibilità per il cittadino di offrire validi elementi di identificazione della bicicletta. Peraltro, le denunce rese innanzi alle Autorità di Pubblica Sicurezza pur così numerose, descrivono solo una parte del fenomeno che per percezione comune, è molto più diffuso perché in gran parte sommerso.
Ebbene, ogni giorno tanti cittadini che hanno scelto questi veicoli come mezzi di locomozione, patiscono questo danno, che ne dissuade tanti altri che potrebbero utilizzarli per i loro spostamenti quotidiani.
Va detto però, che così come da una parte sono indiscutibili i benefici individuali e collettivi legati alla diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto, dall’altra è evidente la difficoltà a porre efficaci iniziative di contrasto al fenomeno dell’aumento dei “ladri di biciclette”.
Secondo il Componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, data la facilità con la quale i velocipedi vengono rimessi in commercio, anche per la costante diffusione dell’ “e-commerce”, ossia della vendita on-line di beni anche usati, si rende sempre più necessaria la creazione di un’”Anagrafe Nazionale” delle biciclette sul modello dei Pubblici Registri Automobilistici.
Lo scrivente, ritiene, infatti, che attraverso la punzonatura sul telaio di un apposito codice alfanumerico e la registrazione in una banca dati nazionale, potrebbe costituire un primo semplice deterrente per porre un argine al fenomeno.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
02-12-2008
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Duro colpo del Governo alla
normativa fiscale per ottenere lo
sgravio del 55% per le
riqualificazioni energetiche degli
edifici e che stava in termini di
risparmi energetici e riduzione
delle emissioni. Il componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore” di Italia
dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, chiede
la cancellazione in sede di
conversione delle nuove norme
inserite nella manovra cosiddetta
anticrisi approvata con Decreto
Legge n. 185 in data 28/11/2008 |
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La manovra cosiddetta “anticrisi” approvata con Decreto Legge n.185 in data 28/11/2008, porta un’altra novità, in negativo, che sino ad ora era passata inosservata. Dalla data di emanazione del citato decreto, infatti, sarà molto più difficile per chi voglia accedere agli sgravi fiscali pari al 55% relativi agli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici per il 2008-2009-2010.
Ancora una volta, di fatto, il Governo attuale effettua tagli in settori che avevano portato concreti benefici in termini di risparmi energetici e riduzione delle emissioni, in quanto il provvedimento approvato solo 2 anni or sono, aveva permesso a più di 200 mila, tra aziende e privati, di fare qualcosa nel concreto, per risparmiare energia e rispettare gli impegni siglati con il Protocollo di Kyoto.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, unendosi al coro di dissenso di Associazioni ed Enti contro questo assurdo provvedimento, ne chiede la cancellazione immediata o da parte del Parlamento in sede di conversione.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del 01-12-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala una importante decisione in materia di risparmio e responsabilità solidale tra società di intermediazione finanziaria e promotore, per i danni arrecati al risparmiatore, compreso il danno morale, per la sottrazione del capitale investito al cliente
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Una sentenza importantissima quella della seconda sezione civile del Tribunale di Lecce. Lo ritiene il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che lo considera un duro colpo alle società intermediazione finanziaria, molto spesso considerate dall’opinione pubblica, immuni da qualsivoglia responsabilità nei rapporti coi clienti-risparmiatori.
In una vicenda relativa alla illegittima appropriazione di denaro dai clienti da parte di un promotore finanziario, i giudici leccesi hanno riconosciuto la responsabilità solidale della società di intermediazione finanziaria condannandola a restituire al risparmiatore il capitale sottratto dal promotore al cliente, maggiorato dagli interessi legali.
L’ulteriore fattispecie innovativa della decisione è anche la condanna della società a risarcire al risparmiatore il danno morale.
Come ha tenuto a sottolineare l’avv. Fernando Greco, docente di “Diritto del Consumatore” dell’Università del Salento, e difensore del risparmiatore, la decisione del Tribunale di Lecce, accogliendo in pieno le tesi del cliente ha applicato un orientamento fatto oramai proprio dalla giurisprudenza della Cassazione, in ordine alla responsabilità della Società di intermediazione mobiliare per fatto illecito del promotore finanziario. I giudici di Lecce mettono in rilievo che la società di intermediazione mobiliare è responsabile in solido per i danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, in tutte le ipotesi in cui il comportamento del promotore rientri nel quadro delle attività funzionali all’esercizio delle incombenze in cui è investito.
Come già precisato i Giudici hanno peraltro riconosciuto il risarcimento del danno morale in ragione della rilevanza astrattamente penalistica della condotta del promotore che, fraudolentemente, ha distratto i risparmi del cliente.
Nella vicenda decisa dai giudici, nota alla cronache salentine, il promotore finanziario si era appropriato delle somme derivanti da un disinvestimento effettuato dal cliente.
Come ha specificato l’avv. Fernando Greco, la decisione rappresenta un importante punto di riferimento poiché stabilisce inequivocabilmente che l’intermediario finanziario debba rispondere per il fatto del promotore poiché viene ad imputarsi alla società intermediaria, nell’interesse della quale l’attività viene svolta dal promotore, il costo del rischio della attività medesima e quindi dell’illecito del promotore. Il rischio, infatti, non può cadere sul risparmiatore ma su chi sceglie il collaboratore, se ne avvale o organizza, lo controlla, posto che l’investitore è indotto a confidare nella professionalità e competenza dei soggetti qualificati. In questa direzione, del resto, si è evoluto il quadro normativo di riferimento e la legislazione settoriale.
Il Tribunale esclude poi qualsiasi ipotesi di concorso di colpa del danneggiato ogni qual volta ci sia una precisa volontà del danneggiante di procurare un danno al cliente mediante artifizi e raggiri.
Il Componente del Dipartimento Tematico
Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D'AGATA
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Comunicato del
25-11-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala una importante decisione in materia di risparmio e responsabilità solidale tra società di intermediazione finanziaria e promotore, per i danni arrecati al risparmiatore, compreso il danno morale, per la sottrazione del capitale investito al cliente
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Una sentenza importantissima quella della seconda sezione civile del Tribunale di Lecce. Lo ritiene il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che lo considera un duro colpo alle società intermediazione finanziaria, molto spesso considerate dall’opinione pubblica, immuni da qualsivoglia responsabilità nei rapporti coi clienti-risparmiatori.
In una vicenda relativa alla illegittima appropriazione di denaro dai clienti da parte di un promotore finanziario, i giudici leccesi hanno riconosciuto la responsabilità solidale della società di intermediazione finanziaria condannandola a restituire al risparmiatore il capitale sottratto dal promotore al cliente, maggiorato dagli interessi legali.
L’ulteriore fattispecie innovativa della decisione è anche la condanna della società a risarcire al risparmiatore il danno morale.
Come ha tenuto a sottolineare l’avv. Fernando Greco, docente di “Diritto del Consumatore” dell’Università del Salento, e difensore del risparmiatore, la decisione del Tribunale di Lecce, accogliendo in pieno le tesi del cliente ha applicato un orientamento fatto oramai proprio dalla giurisprudenza della Cassazione, in ordine alla responsabilità della Società di intermediazione mobiliare per fatto illecito del promotore finanziario. I giudici di Lecce mettono in rilievo che la società di intermediazione mobiliare è responsabile in solido per i danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, in tutte le ipotesi in cui il comportamento del promotore rientri nel quadro delle attività funzionali all’esercizio delle incombenze in cui è investito.
Come già precisato i Giudici hanno peraltro riconosciuto il risarcimento del danno morale in ragione della rilevanza astrattamente penalistica della condotta del promotore che, fraudolentemente, ha distratto i risparmi del cliente.
Nella vicenda decisa dai giudici, nota alla cronache salentine, il promotore finanziario si era appropriato delle somme derivanti da un disinvestimento effettuato dal cliente.
Come ha specificato l’avv. Fernando Greco, la decisione rappresenta un importante punto di riferimento poiché stabilisce inequivocabilmente che l’intermediario finanziario debba rispondere per il fatto del promotore poiché viene ad imputarsi alla società intermediaria, nell’interesse della quale l’attività viene svolta dal promotore, il costo del rischio della attività medesima e quindi dell’illecito del promotore. Il rischio, infatti, non può cadere sul risparmiatore ma su chi sceglie il collaboratore, se ne avvale o organizza, lo controlla, posto che l’investitore è indotto a confidare nella professionalità e competenza dei soggetti qualificati. In questa direzione, del resto, si è evoluto il quadro normativo di riferimento e la legislazione settoriale.
Il Tribunale esclude poi qualsiasi ipotesi di concorso di colpa del danneggiato ogni qual volta ci sia una precisa volontà del danneggiante di procurare un danno al cliente mediante artifizi e raggiri.
Il Componente del Dipartimento Tematico
Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D'AGATA |
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Comunicato del
25-11-2008
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Doccia fredda per i pescatori di Leuca |
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Oggi martedì 25 novembre Italia Dei Valori si unisce al coro di protesta dei pescatori, degli operatori portuali della Darsena di Leuca e delle loro famiglie che denunciano una grave violazione dei diritti civili da loro subita. 200 di loro saranno espropriati dal proprio luogo di lavoro che da sempre è stata la fonte di sostentamento. La societa’ aggiudicatrice della concessione demaniale marittima dell’area portuale rilasciata dalla Regione Puglia con scadenza cinquantennale, ha avviato le operazioni di rimozione delle strutture utilizzate dai precedenti concessionari, nel frattempo sfrattati.
Una vera doccia fredda per i pescatori di Leuca che dovranno fare le valigie insieme alle loro famiglie e lasciar spazio ai panfili dei milionari.
Italia Dei Valori interviene affianco i pescatori per prevenire che intere famiglie siano costrette a restare senza fonti di sostentamento perché ritiene che lo sviluppo turistico si possa coniugare con le attività tradizionali dei pescatori. Tutto questo è inaccettabile. Lottare al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie significa rivendicare i diritti basilari per una vita dignitosa per tutti. Il senatore salentino Pino Caforio preannuncia una interrogazione parlamentare in merito alla questione.
Il Componente del Dipartimento Tematico
Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
24-11-2008
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Importante principio sancito dalla sentenza n. 519/09/08 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce in materia di ICI di sicuro interesse per quei cittadini abitanti in Comuni che, per le annualità oggetto di accertamento, non avevano ancora approvato i valori venali di riferimento delle aree fabbricabili |
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Nella sentenza che segue i giudici tributari leccesi hanno dichiarato nulli e privi di effetti giuridici alcuni avvisi di accertamento notificati ad un contribuente di Nardò proprietario di un terreno edificabile in per gli anni 2001 – 2002 – 2003 nonostante la tabella contenente i valori venali di riferimento fosse stata approvata dal Comune solo nel 2006.
Lo rende noto il dott. Luigi Muci, amministratore di Professional Services, una società di servizi legali con sede in Lecce (www.professional-services.it – segreteria@professional-services.it - tel. 0832/347242 – 3347458128) che si occupa, fra l’altro, di consulenza e difesa dei cittadini e che ha promosso il ricorso.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, conclude che applicare il tributo “ora per allora” è, un’operazione scorretta ed illegittima, posto che i pagamenti retroattivi si pongono in palese violazione del principio di irretroattività e dello Statuto del contribuente.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
20-11-2008
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GIORNATA DELLA LEGALITA’: SABATO 22 NOVEMBRE 2008 ANTONIO DI PIETRO IN PROVINCIA DI LECCE |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce comunica a tutta la cittadinanza salentina e ai media, che in occasione della campagna referendaria contro il “Lodo Alfano” denominata “FIRMA E FERMALI” il Presidente nazionale del Partito On. Antonio DI PIETRO, sarà in Provincia di Lecce per la “Giornata della Legalità”.
Di seguito gli appuntamenti in provincia con Antonio DI PIETRO:
- Gallipoli: ore 9,00, presso la sede della Biblioteca Comunale "ex Chiesa di Sant'Angelo";
- ore 9.30 Gazebo in piazza della Cattedrale;
- Ugento, ore 10 piazza Colosso ed a seguire inaugurazione nuovo Circolo IDV “Peppino BASILE”;
- Lecce, ore 12, Piazza Mazzini.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D'AGATA
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Comunicato del
17-11-2008
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Importante decisione in materia previdenziale della Corte dei Conti di Bari: tutti i pensionati fino alla data del 31/12/1994, avranno diritto a percepire l’indennità integrativa speciale per intero, nonché gli arretrati dei cinque anni precedenti alla domanda |
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Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, di Italia dei Valori, segnala a tutta la cittadinanza ed in particolare a tutti coloro che si sono pensionati fino alla data del 31/12/1994, un’importantissima decisione della CORTE DEI CONTI di Bari che conformemente ad altre Sezioni Giurisdizionali Regionali, ha riconosciuto il diritto di quest’ultimi di percepire l’INDENNITA’ INTEGRATIVA SPECIALE PER INTERO, per come già percepita in servizio e non nella percentuale ridotta agli anni di lavoro prestato.
Lo stesso diritto può essere fatto valere anche dagli eredi o da chi ha diritto di percepire la pensione di reversibilità purchè si attivino entro cinque anni dalla morte dell’originario titolare.
Coloro che decideranno di attivarsi in sede giudiziale si troveranno a percepire un consistente aumento medio di € 200-400 sull’attuale e pensione, oltre al pagamento degli arretrati dei cinque anni precedenti al ricorso amministrativo, con gli accessori ex lege all’effettivo soddisfo.
Gli interessati potranno rivolgersi al sottoscritto che provvederà a fornire tutte le delucidazioni in ordine alla documentazione che occorre approntare per introdurre il giudizio davanti alla Corte dei Conti per la Puglia. La stessa documentazione sarà esaminata e valutata in via assolutamente gratuita da un esperto e consulente in materia.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
15-11-2008
Comunicato del
14-11-2008
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Inaugurazione della sede del Circolo Cittadino dell'Italia dei Valori a Gallipoli |
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Prosegue il radicamento dell'Italia dei Valori sul territorio gallipolino.
Dopo la recente nomina di Tommaso SCIGLIUZZO (Consigliere Comunale per la Lista Civica "NOI CI SIAMO!") a referente cittadino del nostro partito, domani sabato 15 Novembre, alle ore 18.00, è indetta una
CONFERENZA STAMPA
per la presentazione ed inaugurazione della sede del Circolo Cittadino dell'Italia dei Valori a Gallipoli presso i locali di via R. D'Angiò n.12.
Saranno presenti all'evento il Sen. Prof. Felice BELISARIO (Capogruppo IDV al Senato), il
Sen. Dott. Giuseppe CAFORIO (Componente IDV Commissione Difesa al Senato),
l'On. Dott. Pierfelice ZAZZERA (Coordinatore IDV Regione Puglia) e l'Avv. Francesco D'AGATA (Coordinatore IDV Provincia di Lecce).
Il movimento e l’associazione culturale "NOI CI SIAMO!" che hanno espresso l'omonima Lista Civica, in occasione delle recenti elezioni comunali, con lusinghieri ed inaspettati risultati di consenso elettorale proseguono un percorso politico di crescita che da ora li vedrà federati, in piena autonomia, con il Partito dell'Italia dei Valori.
Riconosco che tantissimo lavoro è stato già compiuto a Gallipoli da Tommaso SCIGLIUZZO e dai suoi numerosi sostenitori e sono convinto che tantissimo ancora ne rimanga da fare.
Per questo motivo, auguro al neonato Circolo Cittadino di Gallipoli dell'Italia dei Valori "NOI CI SIAMO!" i miei più fervidi auspici e confermo il supporto pieno e totale del Partito alle iniziative che saranno intraprese da Tommaso SCIGLIUZZO e dall'Associazione "NOI CI SIAMO!" nell'interesse esclusivo della città di Gallipoli, delle sue formazioni sociali ed economiche e quindi in piena linea con gli ideali espressi dall’ ITALIA DEI VALORI.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D'AGATA
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Comunicato del
13-11-2008
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Il componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sostiene l’azione civile dei piccoli azionisti ALITALIA nei confronti dell’on. Silvio Berlusconi, del Governo, del Ministero delle Finanze, del Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza |
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Ricevo ed inoltro la nota di un piccolo azionista ALITALIA, rimasto con un “pugno di mosche” in mano dopo il piano soprannominato beneauguratamente “Fenice” che avrebbe dovuto salvare la nostra compagnia di bandiera dal tracollo:
“Carissimo Gianni,
con la presente intendo dare concreto seguito al cordiale colloquio dei giorni scorsi.
Siamo cittadini italiani e, come tali, azionisti, per il tramite del Ministero delle Finanze, di Alitalia SpA.
Alcuni di noi sono peraltro detentori, a titolo privato, di congruo numero di medesime azioni acquistate prima che il titolo in questione fosse sospeso dalle contrattazioni di Borsa Italiana.
Desidero sottoporre all’attenzione Tua e di chi ci legge per conoscenza alcune semplici circostanze di fatto che ripercorrono nel suo complesso la “vicenda Alitalia” e che conducono alle conclusioni che traggo a piè di pagina.
Naturalmente mi guardero’ bene dall’esprimere meri pareri ideologici o congetture prive di riscontro.
In campagna elettorale, segnatamente a cavallo tra i mesi di gennaio ed aprile 2008, seguivo le trattative per la cessione del pacchetto di maggioranza dei titoli della nostra Compagnia di Bandiera da parte dello Stato.
Rammento che Airfrance KLM rimase, alla fine di marzo, l’unica grande compagnia a dichiararsi, tramite l’A.D. Cirill Spinetta, concretamente e legittimamente candidata all’acquisto.
L’esauriente interesse mediatico del periodo rese di pubblico dominio l’offerta vincolante depositata presso i Ministeri Italiani competenti unitamente al relativo progetto di rilancio della Compagnia nazionale.
Ferma e chiara, quanto necessaria, risultava la proposta dei Francesi ed i sindacati, ricordo perfettamente, erano pronti a sottoscrivere con benestare l’intesa raggiunta dopo le consuete trattative.
I Francesi avrebbero acquistato l’intero pacchetto azionario detenuto dallo Stato Italiano accollandosi, con effetto immediato, tutte le passivita’ della Compagnia ceduta, con impegno sia a pagare in ricapitalizzazione oltre un miliardo in contanti, sia a rilanciarla, nonché con impegno a non cederla per un certo periodo di tempo ecc..
Ad ogni buon conto il testo integrale ed ufficiale del contratto (la proposta d’acquisto vincolante) e’ reso accessibile a chiunque abbia interesse a leggerlo ed in esso e’ chiaro ogni dettaglio.
All’esito della trattativa sindacale si era addivenuti pure a concordare il numero e le modalità di gestione degli esuberi: circa 2.500.
Era cosa fatta. A quel punto pero’ il premier “in pectore”, Silvio Berlusconi, dichiarava a chiare lettere, in numerose trasmissioni televisive e su testate giornalistiche, la propria assoluta contrarieta’ alla cessione di Alitalia ad Airfrance KLM.
Definiva la relativa offerta “una svendita”, “offensiva” ed “incongrua”.
A difesa dell’italianita’, da mantenere a tutti costi (e non e’ dato capire perche’, visto che si e’ ormai tutti in Comunita’ Europea ed in era di globalizzazione, ove banche, compagnie aeree e imprese si fondono con altrettante banche, compagnie ed imprese estere per divenire piu’ grandi e competitive) adduceva il formarsi di una “cordata” di imprenditori italiani disposti e pronti tutti ad acquistare la Compagnia italiana a migliori condizioni. Ne prevedeva inoltre il “rilancio” sul mercato addirittura, ove necessario, con impegno personale e diretto dei suoi figli.
Spinetta dal canto suo chiedeva, quale ultima condizione “sine qua non” alla sottoscrizione, il “nulla osta” del nascente governo alla transazione in atto ma, viste e sentite la dure critiche del signor Berlusconi, dichiarava pubblicamente di doversi ritirare. (fine marzo 2008)
Intanto, su pressante e pubblica richiesta del neopremier, il titolo Alitalia era comunque stato sospeso dalle contrattazioni di Borsa Italiana gia’ il 6 marzo 2008, per evitare (egli disse) eccessive e dannose speculazioni in corso di trattativa di vendita.
Di fatto impediva cosi’ che, chiunque avesse acquistato dette azioni, se ne liberasse poi una volta apprese le reali intenzioni del nuovo capo di Governo, ormai ben note a tutti.
Mai – dico “mai” - fino al giorno prima delle elezioni politiche di aprile 2008 si era parlato o sentito parlare da chicchessia di “bad company e di new company”. Al contrario si trattava di cedere il pacchetto azionario di maggioranza detenuto dallo Stato Italiano (ovvero noi cittadini italiani) ad altra grande e solida compagnia di trasporto aereo che si impegnasse, in varia maniera ed a determinate condizioni, al salvataggio di Alitalia ed al suo rilancio.
Immediatamente dopo la proclamazione ufficiale della vittoria elettorale, (non un giorno prima d’avere avuto la certezza dell’esito) apprendiamo, in occasione di una delle varie conferenze stampa tenute in diretta televisiva, che il Presidente del Consiglio aveva, per cosi’ dire, “partorito” il famoso PIANO FENICE.
Detto piano e’ stato ricorrentemente definito e continua a definirsi ancora oggi: “di salvataggio” e “rilancio” della Compagnia di Bandiera.
Di fatto però è vero esattamente il contrario.
Desideriamo sapere esattamente cosa e’ stato “salvato” e cosa e’ stato “rilanciato”. Ovviamente in senso retorico poiche’ e noto che nulla si sia salvato di Alitalia, dipendenti compresi.
Le uniche cose certe sono un sentimento di tristezza ed uno di sconcerto che pervadono chiunque abbia un minimo spirito d’osservazione ed un certo interesse alla materia.
Le azioni Alitalia, proprieta’ di noi tutti cittadini italiani ma detenute dallo Stato, non hanno, da allora, quotazione di mercato.
Il loro valore e’ pari a zero.
Delle obbligazioni? Stessa sorte.
Eppure la promessa e l’impegno “contrattuale” assunti con gli Italiani da Silvio Berlusconi prima delle elezioni erano chiare ed inequivocabili: “Mi impegno – disse – anche personalmente con la mia famiglia, a salvare Alitalia dal fallimento, a rilanciarla ed a fare in modo che divenga una grande compagnia di bandiera, fra le piu’ grandi d’Europa” (se la memoria m’inganna sono disponibili vari video tv). “Cederla ad Airfrance e’ come svenderla.
Le condizioni offerte dai francesi sono irricevibili”,
“Vi e’ già una cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistarla”.
Molti tra noi cittadini italiani, confidando nell’impegno assunto dal Cavaliere in campagna elettorale, si recarono in banca ad acquistare azioni Alitalia.
Altri, prima che ne decretasse la sospensione da Borsa Italiana con il consenso della CONSOB, se ne guardarono bene dal venderle.
Eppure le aspettative di guadagno e di rilancio di Alitalia di noi cittadini erano logiche, oltre che oneste e legittime. O no?!
Egli aveva escluso la possibilità di una liquidazione coatta della Compagnia di bandiera, il suo commissariamento, ed ancor più il suo fallimento.
Perche’ se ci avesse avvertito prima, non solo non lo avremmo votato, ma non avremmo acquistato azioni Alitalia o, quanto meno, ci saremmo affrettati a vendere quelle già in nostro possesso.
Oggi ritengo, come molti tra noi, di essere stato truffato.
L’allora candidato premier infatti artificiosamente e falsamente ha indotto dapprima noi comuni cittadini a confidare in lui ed a votare per lui, quindi ci ha persuasi ad acquistare capitale azionario Alitalia con promessa al pubblico utente che essa sarebbe sopravvissuta, anzi sarebbe stata rilanciata sul mercato del trasporto aereo con un preventivo, immediato e previsto aumento di capitale di 1 mld e mezzo di euro.
Oggi riscontro, da parte di Berlusconi Silvio prima, e dal Capo del Governo in carica poi, assoluta incoerenza, falsita’ di promesse al pubblico, malafede e scorrettezza nell’adempimento degli obblighi da esse scaturenti nonche’ raggiro di noi tutti, elettori, utenti, azionisti ed obbligazionisti AZA.
Intendo sottoporre a Te, all’Illustrissimo On. Di Pietro ed agli altri amici chi mi leggono per conoscenza, la problematica esposta in narrativa.
E’ mia intenzione procedere, con azione giudiziaria civile diretta alla richiesta di ristoro di ogni danno da noi tutti patito, contro la persona dell’On. Silvio Berlusconi, il Ministero delle Finanze ed il Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza.
Mi auguro che l’iniziativa possa riscuotere il consenso dell’On. Antonio Di Pietro ed ottenerne il Suo patrocinio legale e politico, anche a mezzo di un eventuale intervento adesivo.
Con Affetto e Cordialità Ti Ringrazio e Ti Saluto.
Francesco”.
Per le ragioni esposte dall’azionista ALITALIA, e perché sia fatta luce, chiarezza e giusitizia su questa torbida vicenda della storia economica italiana, il componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sostiene l’azione civile dei piccoli azionisti ALITALIA nei confronti dell’on. Silvio Berlusconi, del Governo, del Ministero delle Finanze, del Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
10-11-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, propone l’introduzione della cauzione sui vuoti delle bottiglie per evitarne l’abbandono |
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E’di attuale rilevanza la questione dell’abbandono delle bottiglie nei luoghi pubblici e nelle strade. I vuoti sia in plastica che in vetro “regnano” purtroppo spesso incontrastati: in determinati luoghi ( stadi di calcio, luoghi dove si svolgono eventi, lungo le strade) accumulandosi perché abbandonati dagli assuntori nonostante gli sforzi degli operatori ecologici formando veri e propri strati di bottiglie soprattutto al termine di eventi in particolare quegli sportivi dopo le partite di calcio. Assieme alle bottiglie, ovunque rilevantissimo il numero (superiore a quello delle stesse bottiglie) dei tappi delle bottiglie in plastica. Tanto anche il vetro raccolto: le bottiglie abbandonate sono presenti un po’ ovunque, e, spesso rotte - costituiscono un pericolo non trascurabile per la sicurezza stradale in particolare per i motociclisti. Poiché l’argomento attiene la salute pubblica oltrechè il pubblico decoro delle nostre strade e dell’ambiente circostante, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, interviene proponendo una possibile soluzione preventiva, complementare alla necessaria intensificazione della raccolta dei rifiuti: l’introduzione generalizzata della cauzione sui vuoti delle bottiglie. Nella quasi totale assenza di un’adeguata politica di raccolta differenziata nel nostro territorio – seppur sempre più necessaria - questa vecchia prassi limiterebbe drasticamente l’abbandono di contenitori (sia in vetro che in plastica) nell’ambiente, favorendo, al contrario, il loro riutilizzo. In molti paesi europei (Germania, Austria, Olanda, Danimarca, Austria ed altri ancora), cauzioni di 15- 20 centesimi di euro sui vuoti consentono la restituzione di oltre il 90% dei contenitori venduti (una percentuale che nessuna raccolta differenziata riesce a raggiungere); in Italia la cauzione è quasi scomparsa e anche per questo le bottiglie contribuiscono a degradare i nostri ameni paesaggi costituendo un vero e proprio pericolo anche per la sicurezza stradale.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-11-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza in tema di TUTOR ed illegittimità della rilevazione (una delle prime in Italia). |
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Le multe elevate agli automobilisti con gli apparecchi “TUTOR” con annessa decurtazione dei punti sulla patente, sono tutte annullabili, poiché “ non è applicabile con mezzi diversi da un autovelox la riduzione del 5% come previsto dall’ ex D.M. 29.10,97. Infatti, non può ritenersi apparecchiatura "autovelox" il Tutor, in quanto questo strumento di accertamento violazioni di "eccesso di velocità" per media di velocità percorsa tra due postazioni. Siccome non è dato sapere quale tolleranza va applicata al Tutor, il verbale è annullabile. In difetto di precisazione normativa (estensione del sistema Tutor nell'articolo 142, comma 6°, del Codice della strada), o non può essere applicata riduzione alcuna oppure applicata la riduzione "'progressiva" del 5%, l 0% e 15% (comma 3 dell'articolo 345 del dispositivo di attuazione del Codice della strada).
La verbalizzazione era stata eretta in seguito a lettura dei dati provenienti da un'apparecchiatura Tutor presente su un tratto di autostrada, nella specie la Milano-Napoli, perché la velocità media del veicolo è risultata superiore il limite di velocità di km 130\h.
E’ quanto sancito dalla sentenza del Giudice di Pace di Viterbo n. 3641 del 15 ottobre 2008 che ha stabilito la nullità della multa e, quindi, l’annullamento della decurtazione dei punti e la non debenza della sanzione pecuniaria.
Ancora una volta il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, interviene chiedendo alle P.A. di riconoscere il diritto del cittadino - utente della strada – alla certezza della violazione contestata e all’osservanza della corretta procedura nell’emissione del verbale annullando in via di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati sino ad oggi e di provvedere ad effettuare le rilevazioni secondo i dettami della legge, onde evitare superflui sovraccarichi burocratici e giudiziari che danneggiano il cittadino e la pubblica amministrazione..
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
03-11-2008
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Un emendamento al cosiddetto “pacchetto sicurezza”, che propone l’abrogazione del comma 5 del T.U. sull’immigrazione, potrà obbligare le strutture sanitarie alla segnalazione degli immigrati irregolari giunti presso di esse per essere sottoposti a cure mediche. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede l’immediata cancellazione di quest’assurdo emendamento che oltre ad essere immorale creerebbe gravissimi problemi di tutela della salute ed igiene pubblica perché favorirebbe la “clandestinità sanitaria” |
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Un emendamento al cosiddetto “pacchetto sicurezza” presentato da cinque senatori leghisti in commissione congiunta Giustizia ed Affari Costituzionali del Senato contiene tra le varie proposte quella di abrogazione dell’art. 5 del T.U. sull’immigrazione (D. lgs 286 del 1998).
Tale norma, che nell’impianto attuale prevede che l’accesso alle strutture sanitarie da parte dell’immigrato irregolare non può comportare alcun obbligo di segnalazione alle Autorità, oltre ad essere una conquista giuridica in materia di tutela dei diritti di soggetti più deboli e borderline, non contrastante, peraltro, con alcun principio deontologico della professione medica, è informata principalmente ad esigenze di tutela della collettività nel pieno rispetto dell’art. 32 della costituzione, e quindi rispondente ad esigenze di salute ed igiene pubblica.
Invero, la cura dell’immigrato anche irregolare, permette di ridurre i rischi di diffusione delle epidemie, specie se si pensa che oggi, si assiste ad un aumento di malattie infettive quali l’AIDS ed ad una recrudescenza di antiche patologie quali la tubercolosi o la lebbra, assai diffuse nei paesi in via di sviluppo, fonte dei maggiori flussi migratori verso l’Italia.
Al di là delle evidenti ragioni etiche derivanti dal diritto di cura degli ammalati, secondo molti operatori sanitari, la soppressione della norma in oggetto, con il conseguente rischio per lo straniero non in regola con il permesso di soggiorno che potrebbe preferire di non essere sottoposto a cure piuttosto che esporsi alla segnalazione all’autorità, comporterebbe la pericolosa espansione di una sorta di “clandestinità sanitaria”, con conseguenti gravissime ripercussioni sulla salute ed igiene pubblica di tutta la cittadinanza.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, sostiene e ritiene opportuno un immediato ritiro di quest’assurdo ed incivile emendamento.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
01-11-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza in tema di PHOTORED.
La Cassazione bacchetta il Comune di Cavallino per la collocazione dell’apparecchiatura e per le modalità delle rilevazioni fotografiche semaforiche condannandolo alla refusione delle spese e confermando la sentenza del Giudice di Pace di Lecce |
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“In tema di violazioni al codice della strada, con riferimento al rilevamento automatico delle infrazioni a mezzo di apparecchiature, ai sensi del comma 1-ter dell'articolo 201 cod. strada - introdotto dall'articolo 4 del d.l. 27 giugno 2003 n. 151 conv. nella legge 1 agosto 2003 n. 214 - , le amministrazioni comunali, che di dette apparecchiature si servono, hanno l'obbligo di rispettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, necessarie a garantirne l'esatto funzionamento e, in particolare, quelle, contenute nell'articolo 2 del d.m. 1130 del 2004, relative alla collocazione dell'apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotografiche. (Nella fattispecie, relativa alla contestazione dell'attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di pace secondo cui l'omologazione non era condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento dell'apparecchiatura di rilevamento in assenza di organi di polizia) “.
Ancora una volta il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede alle P.A. di farla finita con questi strumenti che servono solo per fare cassa annullando in via di autotutela i verbali sino ad oggi elevati, perché riteniamo che la sicurezza stradale possa essere perseguita con più efficaci strumenti quale la messa in sicurezza delle strade nonché con campagne educative più persuasive specie nei confronti dei giovani.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
01-11-2008
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Prc – Sinistra Europea e Italia dei Valori insieme anche a Nardò |
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Prc – Sinistra Europea e Italia dei Valori insieme anche a Nardo’ nella raccolta delle firme contro il lodo Alfano: un primo concreto e doveroso atto d’ opposizione plurale e democratica alle destre di governo.
Domenica 2 novembre, dalle 17.00 alle 21.00, in Via Grassi,
gazebo congiunto PRC – IDV per la raccolta firme necessarie per promuovere un referendum popolare contro l’ imposizione del governo Berlusconi di una legge anticostituzionale (art. 3 “la Legge è uguale per tutti”) e che rappresenta, per la società civile, un insopportabile lesione allo Stato di diritto.
Interverranno alla manifestazione il Consigliere regionale PRC Sinistra Europea prof. Piero Manni, il responsabile referendario dott. Salvatore De Mitri, il responsabile provinciale Italia dei Valori Lecce, Avv. Francesco D’Agata, l’assessore provinciale, Avv. Carlo Madaro.
I cittadini sono invitati a firmare la loro opposizione.
Il responsabile provinciale Il responsabile provinciale
per il referendum
Avv. Francesco D’AGATA
Dott. Salvatore DE MITRI |
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Comunicato del
29-10-2008
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Anche il Ministero dei Trasporti interviene in materia di autovelox con autovettura “civetta” privata, sostenendo l’illegittimità delle infrazioni elevate con tale metodo. Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, commenta: “meglio tardi che mai” ed invita le P.A. ad adeguarsi e ad annullare i verbali già redatti |
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“Meglio tardi che mai!”, è questo il commento del componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, alla notizia che anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia intervenuto in merito alla dibattuta questione degli autovelox a bordo di autovetture “civetta” appartenenti a società private, oggetto, peraltro, di una perdurante querelle nel Comune di Lecce.
Il ministero, infatti, con il parere 25/9/2008 prot. n. 75730, ha espressamente censurato l’utilizzo di tale metodo per il rilevamento mediante autovelox delle infrazioni al Codice della strada per violazione degli articoli che riguardano la velocità, anche se le autovetture in questione siano debitamente presegnalate.
La motivazione adottata dal parere in questione, nel riferirsi ad alcune decisioni giurisprudenziali che avevano sostenuto l’illegittimità di queste postazioni di controllo, ritenendole dei veri e propri trabocchetti, è centrata sulla carenza da parte dell’automobilista della mancata “percezione visiva” della presenza della postazione di controllo e, pertanto, sull’inadeguatezza relativamente al requisito della “visibilità” richiesto come “condicio sine qua non”, ai fini della validità della procedura di accertamento disciplinata dal Codice della Strada.
Per questi motivi e per l’ennesima volta, dopo le numerose sentenze dei Giudici di Pace in materia, il componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita le pubbliche amministrazioni che hanno perseverato in queste prassi illegittime ad adeguarsi a quanto autorevolmente e persuasivamente sostenuto dal Ministero dei Trasporti e ad annullare in via di autotutela i verbali per infrazioni al Codice della Strada sin qui redatti.
Di seguito il testo della circolare.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
Servizio autovelox con postazione temporanea presieduta da un organo accertatore utilizzando una vettura civetta privata
Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 25/9/2008 prot.75730
CC (Lecco cintura)
In via preliminare si fa presente che le circolari richiamate nella richiesta in oggetto non sono state emanate dal Ministero scrivente, bensì dal Ministero dell’Interno, pertanto per una più corretta interpretazione ed applicazione delle stesse si consiglia di interpellare direttamente il medesimo Ministero.
Per quanto di conoscenza e competenza in materia da parte di questo Ufficio, con riferimento alla richiesta di parere in oggetto, si premette quanto segue.
L’art. 3 c. 1, lett. b), del DL n. 117/2007, convertito con L n. 160/2007, ha previsto che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle vigenti norme regolamentari.
Le modalità di impiego sono state stabilite con Decreto 15.08.2007 del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell'Interno; in particolare la segnalazione può essere effettuata con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, ovvero con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli, ai sensi dell’art. 1 c. 1 lett. a) e c).
In occasione di espletamento dell’attività di accertamento ai sensi dell’art. 142, con postazione temporanea presieduta da un organo accertatore utilizzando una vettura civetta privata, anche se debitamente presegnalata, tale attività potrebbe essere riconosciuta illegittima dagli Organi giurisdizionali competenti, in quanto i medesimi Organi potrebbero riconoscere alla parte ricorrente la mancata “ percezione visiva” della presenza della postazione di controllo” e, pertanto, di non soddisfare totalmente il requisito della “ visibilità” richiesto come “condicio sine qua non”, ai fini della validità della procedura di accertamento disciplinata dalla legge sopra citata. (Fonte PiemmeNews)
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Comunicato del
26-10-2008
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ALITALIA E IL SUO LIMBO GIURIDICO: MIGLIAIA DI CAUSE INSTAURATE DAI CONSUMATORI NELL’INCERTEZZA. IL GOVERNO CHIARISCA |
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Il recente commissariamento della Nostra Compagnia Aerea di bandiera, al di là delle questioni di opportunità e di scelte politiche, dei suoi debiti, dello scorporo in bad a good company, delle perdite dei piccoli azionisti, ci pone un problema che sta caratterizzando quotidianamente le aule dei Tribunali e dei Giudice di Pace italiani nonché le scelte di migliaia di consumatori che avevano intenzione di tutelare i propri diritti o quelli che sentivano lesi.
Infatti, con l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria la maggior parte dei Tribunali o Uffici del Giudice di Pace, ha ritenuto ordinare de plano l’interruzione dei processi, in applicazione della disciplina di cui alla Legge Marzano e successive modifiche, così facultando i consumatori a riassumere i giudizi già instaurati ed interrotti nei confronti dell’impresa in persona del commissario pro-tempore.
Al contrario, altre decisioni e ci riferiamo in particolare alla recentissima ordinanza del Giudice di Pace di Palermo, di seguito allegata, hanno rigettato l’istanza d’interruzione della causa, ritenendo necessaria la continuazione della causa, in quanto non intervenuta un’espressa dichiarazione di fallimento, ma soltanto l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria.
E’ chiaro, che orientamenti così diversi in capo a diversi Tribunali, in un momento di totale incertezza per le sorti di ALITALIA, stanno creando un obiettivo sconcerto tra i consumatori e contribuiscono ad amplificare le perplessità sulle soluzioni adottate.
Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, ritiene necessario, sin da subito, un chiarimento in materia da parte del Governo, per dipanare almeno qualche ombra in questa triste vicenda che coinvolge il Nostro Paese e la Nostra cara Compagnia di bandiera.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
20-10-2008
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Il prof. Pino ARLACCHI nel comitato “PRO PEPPINO – BASILE” |
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Dopo l’incontro avvenuto ad Ugento, in occasione della serata di legalità dal tema “EDUCHIAMO ALLA LEGALITA’” e dopo aver valutato la serietà, l’impegno ed il lavoro svolto fino ad ora dai rappresentanti del “Comitato Pro-Basile”, è con immenso onore che comunichiamo che il sociologo Pino Arlacchi, già vice-segretario dell’Onu in qualità di direttore dell'UNDCCP (ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine), ha aderito allo stesso comitato, dando così il suo prezioso contributo specialistico ed esperienziale, al fine di proseguire i lavori già iniziati ed allo scopo di contribuire all’individuazione dei responsabili e del movente che hanno determinato l’uccisione di Peppino Basile.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
13-10-2008
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Naturopatia. Una sentenza del Tribunale di Martina Franca: la professione di naturopata non è in contrasto con la professione di medico. Il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, dichiara: occorre, comunque colmare il vuoto normativo in materia |
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Il principio sancito è chiaro: la professione di naturopata non è in contrasto con la professione di medico. A deciderlo sono stati, nei giorni scorsi, i giudici del tribunale penale di Martina Franca.
La sentenza nasce da un processo nei confronti di un dottore naturopata con studio in Martina Franca, difeso dall’avvocato leccese Carlo Madaro. Nei mesi scorsi, i Carabinieri hanno sequestrato lo studio di questi e lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica che lo aveva rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione medica.
La naturopatia è una pratica di medicina complementare, con cui viene gestita la salute di un paziente principalmente stimolando la capacità innata del corpo di autoguarigione o di ritorno all'equilibrio che è denominato dalle scienze mediche omeostasi.
Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: dai massaggi, all’idroterapia, dall’aromaterapia alla somministrazione di erbe con proprietà antivirali e antibatteriche come l’aglio. Nulla o poco a che vedere quindi con le medicine chimiche tradizionali.
Il tribunale penale di Martina Franca ha sottolineato la distinzione fra medici e naturopati e ha fatto decadere l’accusa nei confronti del naturopata, abilitando giuridicamente, per la prima volta in Italia, i naturopati alla professione.
La decisione conferma, quindi, un vuoto normativo che dev’essere necessariamente colmato da una disciplina in materia, data la circostanza che la naturopatia è una pratica che negli ultimi anni ha convinto sempre più cittadini. Si stima, infatti, che nel Nostro Paese ben 7milioni di persone si curano con questi metodi.
Il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, dichiara: “alla luce della citata sentenza occorre un immediato intervento normativo in materia che disciplini organicamente la professione di naturopata e le pratiche naturopatiche, anche a tutela delle prerogative della professione medica ”.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
09-10-2008
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Crisi finanziaria mondiale: sono anni che il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori denuncia la carenza di controlli nei mercati finanziari e assicurativi. I controlli devono riguardare ogni prodotto e verifiche puntuali delle gestione tecniche di banche, assicurazioni ed intermediari.
E’ giunto il momento di una concreta revisione degli organismi di vigilanza |
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La crisi finanziaria mondiale, appare ormai agli occhi di tutti, esperti e profani, come la cronaca di un disastro annunciato. I segnali venivano non solo dalle crisi d’oltremare (Enron, Worldcom, ecc.) ma anche dalle nostrane crisi finanziarie, Parmalat, Cirio, ecc., e dall’eccessive tendenze liberiste di un’economia in mano alle regole del mercato e del profitto a tutti i costi, con le Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia, ISVAP, CONSOB ed ANTITRUST) che sono state spesso percepite da parte della pubblica opinione come dei semplici notai dei bilanci e dei prodotti e servizi forniti dalle multinazionali finanziarie di ogni settore.
Richiamo, a conforto della mia tesi quanto recentemente sostenuto dal prof. Avv. Fernando Greco, docente di Diritto Civile e titolare della cattedra di Diritto dei Consumatori presso l’Università del Salento, in merito alle regole che disciplinano la trasparenza e gli obblighi d’informazione degli intermediatori finanziari e l’attuale catastrofe finanziaria. Secondo questi, l’attenzione andrebbe focalizzata intorno alle “regole comportamentali degli operatori finanziari e riapre ferite non ancora rimarginate che hanno fortemente scosso la fiducia dei risparmiatori. Dopo i noti scandali finanziari che hanno coinvolto migliaia di risparmiatori ancora una volta si riapre la discussione circa l’operato degli intermediari finanziari nei confronti dei consumatori-risparmiatori. Bisognerà approfondire se in questo caso i risparmiatori siano stati effettivamente informati del rischio dell’operazione, se l’informazione sia stata data con chiarezza e precisione o se, ancora una volta, dovrà registrarsi un operato “spregiudicato” di qualche operatore professionale.
I richiami all’informazione ed alla trasparenza nella normativa in materia – giova ricordarlo – non costituiscono mere evocazioni etiche, ma danno corpo a vere e proprie norme di diritto positivo”.
Ma il sottoscritto, però si permette di fare un ulteriore passaggio.
Noi risparmiatori - consumatori, ci chiederemo, dunque, una volta che dovesse essere appurata una carenza nell’ottemperamento dei citati obblighi d’informazione e trasparenza da parte degli intermediari finanziari, dov’erano le Autority, e non si parla in tal senso, solo di quelle nazionali, ma il discorso dovrebbe riguardare, senza possibilità di esclusione, anche più in generale i Governi e l’intera UE, come istituzione.
La carenza di etica dimostrata dai comportamenti di alcuni operatori finanziari, deve necessariamente comportare, al fine del recupero della fiducia dei consumatori, l’ampliamento del raggio d’azione dei controlli a tutti i settori economico – finanziari, non solo a partire dagli operatori dell’intermediazione finanziaria, ma anche nei confronti di banche ed assicurazioni.
Una delle prove tangibili della necessità di una riforma delle Autorità di Vigilanza, che mi ha riguardato personalmente, ci giunge non da lontano, ma dalla città dalla quale scrivo, Lecce, in particolare, quando, con un esposto del settembre 2004, presentato dall’allora consigliere provinciale delegato allo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, Carlo Madaro, denunciammo all’Antitrust un probabile cartello delle compagnie assicurative volto all’aumento - mantenimento di tariffe r.c.auto a livelli esorbitanti, riguardante alcune preoccupanti distorsioni del mercato assicurativo e in particolare relative a manipolazioni dei dati all’interno di alcuni uffici sinistri. Emblematico è che di questa vicenda, non ci risulti alcun seguito.
E’ evidente, quindi, che urge una riforma delle Autority, tale da garantire un ampliamento dei poteri da una parte, anche in via preventiva e dall’altra una più capillare rete di controlli ad ogni livello, affinché sia assicurata l’affidabilità di ogni singolo prodotto finanziario, bancario o assicurativo, nonché verificata con controlli esterni e puntuali la gestione tecnica di tutti gli operatori finanziari ed in particolare banche, assicurazioni e società d’intermediazione.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-10-2008
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Morte sul lavoro, il cordoglio dell’Italia dei Valori e del responsabile provinciale Francesco D’AGATA per la morte dell’ operaio nell’oleificio di Maglie |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce ed il responsabile provinciale Francesco D’AGATA, esprimono tutto il proprio cordoglio per la morte di Sergio CARIDDI avvenuta ieri in un oleificio di Maglie (Le).
“Le morti sul lavoro – commenta il responsabile provinciale, Francesco D’AGATA – rappresentano una delle più grandi barbarie del nostro tempo e come tali devono essere fermate.
Voglio esprimere il mio personale cordoglio e quello di Italia dei Valori tutta alla famiglia, agli amici ed ai compagni di lavoro dell’operaio morto ieri a Maglie augurando una pronta guarigione per il collega ferito.
L’Italia dei Valori non rimane certamente inerte davanti a questa ennesima tragedia, ma anzi intensifica la propria azione di denuncia, prevenzione ed educazione al lavoro sicuro ritenendo necessaria la costituzione urgente di un Osservatorio permanente per individuare misure sempre più adeguate per la prevenzione degli infortuni e delle morti sul lavoro che indagherà anche sulle cause non immediatamente visibili che possono determinarli.
La battaglia che tutti assieme siamo chiamati a combattere è certamente tra le più difficili, ma rappresenta una questione di civiltà alla quale non è possibile rinunciare.”
Garantire la prestazione del lavoro in condizioni di sicurezza, del resto, è un principio etico che non può ammettere deroghe.
Il responsabile provinciale
Avv. Francesco D’AGATA
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Comunicato del
04-10-2008
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La TAV in Umbria non penalizzi i migliaia di pendolari. |
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Se il progetto attuale delle linee ferroviarie ad ALTA VELOCITA’ (TAV) che passeranno dall’Umbria dovesse rimanere così come’è, migliaia di pendolari del Centro-Italia (lavoratori e studenti) che ogni giorno si spostano con direzione Roma e ritorno, verrebbero “dirottati” sulla vecchia linea Orte - Roma, già occupata da treni merci e metropolitani, con un aggravio dei tempi di percorrenza che potrebbe arrivare sino a 90 minuti tra andata e ritorno.
Secondo il sottoscritto Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, prima che si porti a compimento questa grave iniziativa il Governo ha l’obbligo d’intervenire per salvaguardare i diritti di migliaia di cittadini, altrimenti pregiudicato da politiche che potrebbero apparire a tutela dei diritti di pochi.
Pertanto, il sottoscritto ritenendo imprescindibile un momento di confronto e di conoscenza delle reale problematiche tra cittadini (pendolari) e politici, sostiene l’iniziativa di sabato 11 ottobre organizzata dal “Comitato dei Pendolari Ternani” alle ore 10:00, presso l'Aula Consiliare del Palazzo della Provincia in via della Stazione, 1 – Terni.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
01-10-2008
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Basta vessare i cittadini con gli autovelox a Lecce. La (finta) battaglia per la sicurezza stradale dell’amministrazione comunale leccese si è tradotta in iniziative che servono solo a “far cassa”.
L’IDV plaude all’iniziativa del consigliere di maggioranza, Vittorio SOLERO, contro il posizionamento degli autovelox-trabocchetto all’ingresso di Lecce |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce ed il componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, da quando l’amministrazione comunale leccese ha deciso di posizionare in città gli apparati elettronici di rilevazione della velocità, con il dichiarato scopo di migliorare la sicurezza stradale, hanno da sempre sostenuto che l’utilizzo di tali mezzi, oltreché presentare profili d’illegittimità latente, è da considerarsi un vero e proprio abuso, in quanto nuovo strumento “per far cassa” che crea, di fatto, una sorta di nuova tassazione parallela, specie nel momento in cui ai Comuni venivano sottratti i principali introiti attraverso la progressiva abrogazione dell’ICI, la principale delle entrate comunali.
Non ci sorprende, dunque che in questi giorni, il consigliere ed esponente della maggioranza in Comune, Vittorio SOLERO, sia giunto pubblicamente alle stesse conclusioni, in una battaglia che lo vede faccia a faccia contro alcuni rappresentati della sua stessa parte politica, nell’indubbio intento della difesa dei diritti dei cittadini, che non solo ci trova d’accordo, ma che sosteniamo.
In temi come questi, e nella scelta politica non difficile, fra necessità di cassa, sicurezza stradale e diritti degli automobilisti-cittadini, risulta positivo l’intervento di un autorevole voce della parte che governa la città e che interviene a sostegno dei diritti di quest’ultimi e dei principi di buon andamento e corretta amministrazione cui dovrebbero uniformarsi ogni ente pubblico.
L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce ed il componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, quindi, ancora una volta, invitano l’amministrazione comunale leccese a fare un passo indietro, non solo annullando in via d’autotutela i verbali contestati e restituendo le patenti di guida, ma evitando di utilizzare ulteriormente gli apparecchi di rilevazione elettronica delle infrazioni, percorrendo altre vie, alla ricerca della migliore sicurezza stradale e del corretto svolgimento dell’agire amministrativo.
Il responsabile provinciale
Francesco D’AGATA
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Comunicato del
29-09-2008
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Nel silenzio dei media continua in rete la petizione di solidarietà a Dante DE ANGELIS licenziato da FS per aver evidenziato l’insicurezza dei treni. La battaglia sulla sicurezza dei treni non è un fatto che può essere taciuto |
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Lo scorso ferragosto è stato segnato da un triste episodio in materia dei diritti dei lavoratori e dei consumatori: il signor Dante DE ANGELIS, macchinista e delegato per la sicurezza delle Ferrovie dello Stato, veniva licenziato in tronco per aver dichiarato la preoccupazione e contrarietà relativamente a gravi problemi avvenuti sugli Etr (Eurostar).
Da quella data è partita una petizione che nel silenzio dei media e con la sola forza della rete è stata in grado di raccogliere oltre 1628 firme, alla quale hanno aderito semplici lavoratori, Rls, segretari sindacali, consiglieri comunali, provinciali e regionali, imprenditori, giornalisti, forze dell'ordine, assessori provinciali, comunali e Regionali, deputati, senatori, Franca Rame e il Premio Nobel Dario Fo, associazioni, ecc.
Secondo il sottoscritto componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, dobbiamo continuare a tenere alto il problema della sicurezza dei treni che ci riguarda tutti, sostenendo il reintegro nel posto di lavoro di DE ANGELIS, come esempio di lotta civile in favore del diritto di libera critica ed espressione nel solo interesse della collettività e dei cittadini.
Di seguito il testo della petizione e le firme raccolte.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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No alla privatizzazione dell’acqua. La recente normativa in materia di liberalizzazioni dei pubblici servizi locali comprende l’affidamento ai privati della gestione delle risorse idriche. Va raccolto l’appello di padre Alex Zanotelli. Urge una legge che vieti la privatizzazione |
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Il recente Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 - convertito in Legge 6 agosto 2008, n. 133, all’art 23bis, nella parte relativa alle liberalizzazioni in tema di servizi pubblici locali a rilevanza economica ha di fatto reso possibile una generale privatizzazione da parte degli enti locali, ed in particolare dei comuni, di tutti i servizi pubblici, compreso quelli relativi alla gestione idrica.
Il rischio diretto è evidentemente quello di una privatizzazione generalizzata dell’acqua, attraverso l’affidamento a società private, che quindi sono soggette all’economia di mercato ed alla logica del profitto, con tutte le conseguenze del caso in materia di liberalizzazione delle tariffe e dei rischi delle crisi d’impresa.
Ulteriore circostanza eclatante, sta nel fatto che tale provvedimento sarebbe passato quasi inosservato, se Padre Alex Zanotelli, che da anni si batte per il “diritto all’acqua”, non avesse lanciato l’allarme.
L’Italia, soprattutto in alcune regioni del sud, è un paese a risorse idriche limitate anche in virtù della popolazione residente, ed una generale liberalizzazione in materia ci sembra a dir poco assurda, tenuto conto che sono evidenti i rischi inerenti alla compromissione di un sacrosanto diritto della persona, quale quello all’acqua.
Il principio regolatore della materia, dovrebbe, infatti, partire da un presupposto imprescindibile: “l’acqua è un bene di tutti”. Ma come fonte esauribile ed in esaurimento, la sua erogazione dev’essere governata, e la soluzione di affidarne la gestione alla mercè dell’economia di mercato ci sembra un rimedio a dir poco sbagliato.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, anche in riferimento ai continui appelli di padre Alex Zanotelli sul diritto all’acqua da parte di tutti, s’impegnerà presso i vertici del partito affinchè sia presentata una proposta di legge che vieti l’affidamento dei servizi idrici locali a società private.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
23-09-2008
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Solidarietà di IDV al consigliere comunale del PD di Melissano Stefano Giuseppe Scarcella. Episodi inquietanti che ricordano le minacce di morte al consigliere Basile. Non si deve abbassare la guardia in Provincia. |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce esprime solidarietà al consigliere comunale del PD di Melissano, Stefano Giuseppe Scarcella alla luce degli inquietanti episodi che l’hanno visto vittima.
Minacce e vicende analoghe a quelle a suo tempo subite dal compianto consigliere di IDV Peppino Basile e che furono sottovalutate da tutta la comunità ugentina.
L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce, che si dichiara profondamente preoccupata per l’escalation di episodi di delinquenza e criminalità anche nei confronti di esponenti politici, invita tutte le forze democratiche, le forze di Polizia e gli inquirenti a non minimizzare nulla, affinchè sia fatta immediatamente luce su episodi che turbano il sereno svolgimento della vita democratica e politica e che costituiscono l’ennesimo evento di un clima troppo spesso avvelenato ed esasperato.
L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce invita, quindi, tutte le forze democratiche, il mondo associazionistico e la società civile di Melissano e del Salento tutto a stringersi intorno al consigliere Scarcella per garantire un messaggio di libertà di opinione e riscoprire un clima che consenta di fare liberamente politica in ogni Comune, in ogni frazione, in ogni angolo del territorio e rilancia l’idea di una grande manifestazione per la legalità e la libertà di espressione ed opinione.
Il responsabile provinciale
Francesco D’AGATA
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Comunicato del
22-09-2008
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Positivi i 5 anni di Presidenza - Pellegrino. Ma si rilanci il tavolo dell’alleanza delle forze democratiche e riformiste della Provincia di Lecce su programmi ed eventuali candidati. L’IDV sta elaborando un programma che sottoporrà all’attenzione della coalizione |
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L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce ribadisce il proprio convincimento positivo sull’esperienza dei 5 anni di Governo del senatore Pellegrino alla Provincia, capace di unire le forze democratiche e riformiste, in un univoco progetto per lo sviluppo del Salento.
L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce ritiene che la scelta del Partito Democratico della Provincia di Lecce sia senz’altro una scelta autorevole che ci trova sostanzialmente favorevoli, ma è una scelta maturata nell’ambito del solo PD, senza il coinvolgimento ufficiale della coalizione e senza discutere preventivamente dei programmi e del progetto politico per la prossima legislatura.
L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce che conferma la forte appartenenza all’area di centro-sinistra ritiene però che sia necessario rilanciare nell’immediato un tavolo della coalizione per decidere il nuovo progetto politico per il Salento partendo prima dai programmi e poi dalle candidature.
Tant’è che l’IDV si sta accingendo ad elaborare un proprio programma che sottoporrà all’attenzione di tutta la coalizione.
Il sottoscritto responsabile provinciale è convinto che attraverso un confronto basato su principi paritari si possa giungere in breve tempo a soluzioni condivise ed unitarie.
Il responsabile provinciale
Francesco D’AGATA
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Comunicato del
20-09-2008
Comunicato del
16-09-2008
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Esposto - denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce del componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA. I costi a carico degli automobilisti per la notifica delle multe e per gli oneri accessori sono a dir poco esorbitanti. Fino a 60,00 €uro di oneri accessori per un verbale notificato. L’on. Pierfelice ZAZZERA, depositerà in Parlamento una proposta di legge che pone un tetto massimo |
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Da tempo abbiamo ricevuto segnalazione dell’aumento di un fenomeno in costante espansione relativo al cosiddetto “business” degli oneri accessori delle spese di notifica e di visura dei verbali di accertamento di infrazioni al Codice della Strada, coinciso con la tristemente nota prassi delle multe a raffica con l’ausilio di società appaltatrici.
Un vero e proprio business, dunque, se si pensa che tra spese di notifica, spedizione, visure, stampa ed altri oneri per un verbale di 36,00 €uro si arrivano a richiedere fino ad ulteriori 60,00 €uro, e tutte a carico degli utenti della strada, in virtù delle prescrizioni di legge.
Spese accessorie di difficile interpretazione, anche perché nella gran parte dei casi non vengono riportate analiticamente tutte le voci, destando non pochi sospetti tra i cittadini multati.
Ciò che emerge con lampante evidenza dalla nostra analisi, è che i costi richiesti variano da Comando a Comando di Polizia Municipale, mentre i tariffari postali e quelli degli atti giudiziari sono fissati per l’intero territorio nazionale.
A tali prassi, a dir poco illegittime, ma senz’altro poco trasparenti dev’essere data immediata chiarezza anche perché a livello nazionale la normativa appare carente in virtù dell’assenza di direttive univoche che stabiliscano, quantomeno, un tetto massimo per gli oneri accessori.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA nella giornata odierna ha depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un esposto-denuncia, affinché sia verificata la sussistenza di eventuali reati e col precipuo scopo che sia restituita trasparenza e correttezza dell’agire amministrativo degli Enti Locali anche nella fase di notifica delle sanzioni amministrative.
L’on. Piefelice ZAZZERA, di IDV, intanto, sta provvedendo a depositare in Parlamento, una proposta di legge che obbligherà le P.A. ad un tetto massimo dei costi accessori.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
10-09-2008
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Le frazioni d’Italia spesso dimenticate dalle società energetiche e telefoniche. Spesso si addebita la colpa del mancato recapito delle bollette alle Poste Italiane, ma a volte la colpa è nella mancata spedizione delle fatture. La denuncia di un cittadino di Acaya Fraz. Di vernole (Le) è emblematica. Il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA ritiene opportuno garantire la certezza della consegna delle bollette |
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Le istituzioni ricordano le frazioni ed i borghi rurali sono in occasione di sagre, feste contadine o in costume.
Per il resto dell’anno, questi piccoli centri, sembra siano dimenticati ai loro destini e gli abitanti declassati a cittadini e consumatori di serie “B”.
La prova è data dai continui ritardi nella ricezione di bollette relative alla fornitura di energia elettrica, che spesso creano dei disagi enormi alle famiglie che decidono di vivere nella pacifica tranquillità e che sono spesso costretti a pagare decine di euro in più di mora per ritardi a loro non addebitabili e perché “colpevoli” di abitare al di fuori dei centri urbani.
Il signor Antonio FASIELLO di Acaya – Frazione di Vernole in Provincia di Lecce, presidente dell’A.N.A.F.R.I. (Associazione Nazionale delle Frazioni d’Italia) che da anni si batte per restituire dignità non solo alla frazione in cui risiede, ma a tutte quelle del resto del Nostro Paese, ha avviato una personale battaglia con ENEL, che da diverso tempo pare non recapiti le bollette energetiche o che ritardi notevolmente la loro spedizione.
La questione a dir poco risibile è che vi sia uno scarica-barili tra Poste Italiane ed Enel, che ha come uniche vittime i consumatori residenti nelle Frazioni d’Italia, costrette a subire i danni dei ritardi.
Pertanto, ritiene lo scrivente Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV,
che debba essere garantita
la certezza della consegna
delle bollette e fatture
energetiche o la prova
dell’avvenuta consegna al
fine di non far ricadere le
carenze organizzative delle
società energetiche o delle
Poste Italiane sui
consumatori.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-09-2008
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La denuncia del Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA: la nuova frontiera delle truffe il “furto d’identità” per ottenere prestiti e finanziamenti è in crescita esponenziale. Più controlli nella contrattazione e nella raccolta dei dati personali da parte degli intermediari e delle finanziarie. Utile un intervento della Banca d’Italia in materia |
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Carte d’identità, cud e buste paga. Un mare di documenti tutti falsi o rubati ad ignari cittadini. L’obiettivo è di ottenere finanziamenti e prestiti, i quali, ovviamente, non saranno mai rimborsati, con la possibilità, inoltre, che le persone cui effettivamente corrispondevano i falsi nomi utilizzati, vengano iscritte nelle banche dati elettroniche delle insolvenze, con l’ovvia conseguenza di vedersi respinti dal sistema bancario nazionale, senza alcuna colpa.
La denuncia del Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, dopo la segnalazione di alcuni cittadini che si sono visti negare finanziamenti, per essere risultati, all’improvviso debitori insolventi.
Numeri ufficiali in Italia non sono reperibili, ma il fenomeno appare in una crescita così esponenziale che ci lascia pensare che dietro a queste frodi vi siano delle vere e proprie associazioni a delinquere, difficilissime da scovare, perché di norma le vittime si accorgono della truffa molto tempo dopo, a volte anche dopo anni ed i “ladri d'identità”, in pratica, non lasciano alcuna traccia e, se catturati, se la cavano con pene relativamente basse.
La facilità con cui alcuni truffatori riescano ad ottenere prestiti cosiddetti “al consumo” sulle spalle d’ignari cittadini è a dir poco sorprendente, pertanto, appare opportuno l’ampliamento dei controlli nella raccolta dei dati personali in fase di contrattazione da parte degli intermediari e degli operatori del credito.
Sarebbe utile, quindi, per contrastare nell’immediato il fenomeno, un intervento della Banca d’Italia che disciplini più rigorosamente la raccolta dei dati necessari per il perfezionamento dei contratti di finanziamento e prestito e persuada maggiormente gli operatori, in un’ottica di sensibilizzazione sulla necessità di sicurezza delle transazioni e dei dati raccolti.
Di seguito una denuncia di una cittadina frodata.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
29-08-2008
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La denuncia del Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA: troppe buche sulle strade italiane.
Occorre una normativa più puntuale che obblighi gli enti proprietari o gestori a mettere in sicurezza le strade, specie dei centri urbani e quelle ad alto volume di traffico |
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Siamo nel 2008, ed ancora oggi trascorsi oltre 60 anni dal disastro della seconda guerra mondiale ed una ricostruzione difficile, l’Italia continua ad essere caratterizzata da una delle sue annose vergogne: uno degli otto Paesi più industrializzati del pianeta, che rimane lo Stato delle strade groviera delle buche e delle voragini.
Ciò che unisce il Nord al Sud d’Italia è la stessa risalente questione: buche, asfalto sconnesso e avvallamenti nascosti sulle nostre strade ogni anno costituiscono la causa diretta di migliaia di incidenti che, puntualmente vengono denunciati agli enti proprietari delle strade, ma il più delle volte mai risarciti.
La denuncia del Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, è sull'inciviltà e sull'incuria che pare sia una scelta obbligata di alcune pubbliche amministrazioni, i cui bilanci vacillano per gestioni spesso non oculate, ma che non esime tratti di strade gestite dai privati.
La questione dimenticata, è che molto spesso si sottovaluta che il problema della sicurezza stradale, non riguarda solo la corretta educazione stradale ed il rispetto della normativa da parte degli automobilisti, ma concerne in misura paritaria anche la prevenzione da parte degli enti gestori o proprietari delle strade, troppo spesso impegnati in un’ottica d’emergenza che li obbliga a fare da tappabuchi piuttosto che a pianificare delle opere di ristrutturazione e messa in sicurezza delle nostre strade.
Per queste ragioni, lo scrivente ritiene necessario un rigoroso intervento normativo in materia, che obblighi gli enti proprietari o gestori a mettere in sicurezza le strade, specie dei centri urbani e quelle ad alto volume di traffico e l’istituzione di un organismo di controllo che verifichi da una parte il corretto utilizzo dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte delle P.A., che ai sensi dell’art. 208 del Codice della Strada devono essere utilizzati con esclusive finalità preventive e di educazione stradale, e dall’altra il puntuale adempimento degli obblighi contrattuali dei gestori in tema di miglioramento della rete stradale.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
22-08-2008
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Contro l’alcolismo e le stragi del “sabato sera” la proposta del componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, che chiede l’introduzione di etichette personalizzate sui contenitori di alcolici (birra, alcoolici come liquori, bevande con basi alcooliche) come "filo-prevenzione” con slogan chiari al fine di promuovere la tutela della vita e avvertire sulle conseguenze dannose, come è stato imposto per i pacchetti di sigarette o di tabacco |
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L’alcolismo non è più solo la conseguenza di un "vizio", ma oggigiorno va considerato come una "piaga sociale mondiale", che causa ogni anno nel mondo milioni di vittime. E’ un dato statistico ormai certo, infatti, che al di là delle patologie conseguenti all’abuso di alcol, gran parte delle giovani vittime degli incidenti stradali più gravi hanno perso la vita perché il conducente aveva bevuto qualche drink.
Nasce la necessità, quindi, d’intervenire per porre un freno con campagne educative e preventive, anche perché l’inasprimento delle pene in materia di Codice della Strada per chi assume alcol prima di mettersi alla guida, pare non abbia dato i risultati sperati, tant’è che in questi giorni il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteoli, ha proposto un’ulteriore giro di vite.
Ritiene lo scrivente, che non è sufficiente un’ulteriore stretta ed inasprimento delle pene, ma è necessario, sin da subito avviare campagne di sensibilizzazione e misure atte a "scoraggiare" questa "pratica dannosa" e dai costi sociali impressionanti.
La prima e di semplice realizzazione dovrebbe essere quella d’introdurre per legge l’obbligo di etichettatura sui contenitori di alcolici di appositi slogan come "filo-prevenzione” contro l’abuso di alcol (birra, alcoolici come liquori, bevande con basi alcooliche) sulla falsariga di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette o di tabacco, al fine di promuovere la tutela della vita e avvertire sulle conseguenze dannose, nonché informare sulle pene che spettano a chi trasgredisce il codice della strada avendo bevuto prima di mettersi alla guida.
Tale iniziativa potrebbe essere un altro passo in avanti nell’azione contro l’abuso delle bevande alcoliche e per prevenire le stragi di giovani del sabato sera. L’obiettivo principale è quello del rispetto del diritto di chi non assume bevande alcoliche di non essere sottoposto a rischio per il comportamento di chi al contrario consuma alcol.
Il sottoscritto propone già questa etichetta: “MISURA QUANDO BEVI - NON BERTI LA VITA”.
Il Componente del
Dipartimento
Tematico Nazionale
“Tutela
del Consumatore”
Giovanni
D’AGATA |
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Comunicato del
19-08-2008
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Le gomme da masticare (chewing-gum) imbrattano le pavimentazioni dei centri storici. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV, Giovanni D’AGATA, chiede l’introduzione di una tassa a carico delle ditte produttrici per la pulizia delle strade |
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La gomma da masticare, nota in Italia anche con il termine anglosassone “chewing-gum” o “gomma americana” non è altro che un impasto gommoso che si ottiene dal caucciù mescolato a zucchero e ad aromatizzanti.
La sua composizione fa sì che si attacchi ai pavimenti, si scurisce sino ad annerirsi a causa degli agenti atmosferici e del passaggio di pedoni e veicoli, ed è quindi conseguenza di antiestetiche macchie scure e di difficile eliminazione che imbrattano le lastre di pietra delle pavimentazioni dei nostri centri storici e delle città d’arte. Per non parlare, poi, di quelle che vengono attaccate volontariamente e frettolosamente sotto i tavoli di qualche ufficio pubblico o sotto le panche delle chiese.
Al di là della circostanza che il gettare o meno a terra la gomma da masticare, o incollarla sotto un tavolo, si tratti di una questione di educazione civica della cittadinanza, le soluzioni al problema della pulizia delle strade sono ben poche e spesso risibili e tra queste l’introduzione del divieto di vendita o di sanzioni amministrative in determinati luoghi così come a Singapore, città-stato campione nella campo della pulizia e della riduzione e riciclo dei rifiuti, dove, a partire dal 1992, addirittura ne fu vietato il commercio. Così come fa sorridere l’idea di pubblicizzare il divieto di gettare a terra il rifiuto masticato con appositi cartelloni ed in determinate aree dei centri storici.
Non rimane che garantire più proficue campagne di sensibilizzazione ed infine una più accurata pulizia delle strade, i cui interventi di bonifica dalle odiose macchie createsi a causa delle gomme incollate sono assai costosi ed a carico dei comuni e quindi dei cittadini.
La risposta più logica alla questione è stata data dal Governo Irlandese che nel 2003 minacciando l’introduzione di una vera e propria ecotassa del 10% a carico delle società produttrici di chewing-gum, il cui ricavato sarebbe stato utilizzato per la pulizia delle strade, dopo un tira e molla durato circa un anno con alcune multinazionali, le ha di fatto costrette ad investire un milione di euro in un programma di ricerca per inventare una gomma più facile da pulire e altri 6 milioni di euro per finanziare una campagna di sensibilizzazione contro l'immondizia.
Pertanto, sull’esempio dell’Irlanda e per la salvaguardia e la pulizia dei centri storici e delle città d’arte del Bel Paese, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede, quindi, l’introduzione di una tassa a carico delle ditte produttrici i cui proventi dovrebbero essere interamente destinati per la pulizia delle strade da questi antiestetici rifiuti.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
17-08-2008
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SOLIDARIETA' A DANTE DE ANGELIS LICENZIATO PER AVER EVIDENZIATO I GRAVI PROBLEMI AVVENUTI SUGLI EUROSTAR |
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Nell'esprimere la solidarietà a Dante DE ANGELIS, macchinista e delegato per la sicurezza, il lavoratore licenziato dalle FS, dichiaro la preoccupazione e contrarietà nei confronti del clima d’intimidazione e vera e propria vendetta, comune peraltro a molte altre realtà, creatosi contro un lavoratore che non ha fatto nulla di più del proprio dovere che invece di girarsi dall'altra parte ha evidenziato i gravi problemi avvenuti sugli Etr.
È assurdo che le Ferrovie e la sua dirigenza anziché preoccuparsi delle condizioni in cui viaggiano i nostri treni e quindi della tutela dei cittadini-viaggiatori, si mettano a perseguitare il dipendente anziché premiarlo, unitamente ai lavoratori che si occupano di sicurezza.
E' stato chiaro che il licenziamento di De Angelis, pur colpendo duramente un singolo lavoratore che ha posto al servizio della collettività la propria esperienza, e' un colpo che Trenitalia vorrebbe infierire a tutti i ferrovieri ed i macchinisti che si battono per la sicurezza.
Quanto accaduto è di una gravità inaudita poiché nel licenziare un delegato per la sicurezza nei luoghi di lavoro nel pieno svolgimento del proprio mandato, vengono colpiti ed intimiditi tutti gli altri lavoratori.
La consapevolezza generale dei motivi che sono alla base del licenziamento ed il fatto che non si può buttare per strada il futuro e la vita di una persona semplicemente perché ha espresso liberamente alcuni giudizi e critiche nell’interesse della collettività, spiega il mio coinvolgimento e la mia solidarieta' verso la vicenda di De Angelis.
Secondo me Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, abbiamo tutti il dovere di rispondere in modo adeguato a questa sfida, richiedendo il reintegro immediato di Dante De Angelis.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
05-08-2008
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Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il Radon è la causa principale del tumore polmonare, dopo il fumo. Esiste solo una normativa per gli edifici pubblici.
Il componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore, Giovanni D’AGATA. chiede a Governo e Regioni un intervento in materia per gli edifici privati e più controlli per quelli pubblici
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Pare ormai, che da anni, l’opinione pubblica italiana abbia dimenticato gli effetti distruttivi per la salute umana del radon.
Come è noto, infatti, il radon è un gas radioattivo naturale inodore e incolore prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio presente nel terreno e che poi si diffonde nell’aria presente nel sottosuolo che è in costante scambio con l’aria dell’atmosfera.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha stimato che, dopo il fumo, il radon è la causa principale del tumore polmonare. In ambienti aperti la concentrazione del gas non raggiunge quasi mai livelli pericolosi, mentre nei luoghi chiusi (abitazioni, scuole, ambienti di lavoro, ecc.) può raggiungere concentrazioni elevate potenzialmente dannose per la salute.
Alcune statistiche circa le morti connesse al radon, parlano di cifre impressionanti e secondo talune sarebbe la causa diretta per oltre 20.000 decessi nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia.
E’ noto da tempo che interventi di risanamento, possano ridurre notevolmente l’impatto della presenza di tale gas all’interno degli edifici. Lo stesso dicasi, per le strutture di nuova costruzione, per le quali si stanno diffondendo tecniche che, in linea di principio, si basano sulla ventilazione ed aspirazione naturale o forzata dell’aria del suolo e sono diversificate in funzione della tipologia costruttiva e delle caratteristiche geologiche del terreno, consentendo una riduzione pressoché totale della concentrazioni di radon.
In Italia non c'è ancora una normativa per quanto riguarda il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. Si può fare riferimento ai valori raccomandati dalla Comunità Europea di 200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle già esistenti.
Una normativa invece esiste per gli ambienti di lavoro (Decreto legislativo n° 241, del 26/05/2000) che fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m3.
E’ necessario, secondo il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, anche per ridurre i costi sociali connessi all’aumento delle neoplasie polmonari ed in considerazione delle molteplici concause, tra queste centrali ad idrocarburi o a carbone, centri industriali altamente inquinanti, nascita di nuovi termovalorizzatori, che Governo e Regioni, ciascuno nell’ambito di propria competenza, intervengano immediatamente a sanare questo vuoto normativo al fine di favorire interventi di risanamento dei vecchi edifici statuendo nuovi obblighi per quelli di nuova costruzione, nonché più controlli e verifiche del rispetto della normativa esistente, su quelli pubblici.
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
29-07-2008
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Importante ordinanza prefettizia in tema di autovelox: il Prefetto di Lecce accoglie il ricorso di un automobilista “beccato” a 7 km/h in più rispetto al limite di 90.
Il superamento irrisorio del limite imposto, se rilevato con il solo ausilio degli strumenti elettronici non integra una condotta colposa del conducente.
Per il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di IDV, Giovanni D’AGATA, si tratta di un primo passo della P.A. contro quei Comuni che “fanno cassa” con gli autovelox |
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E’ stato accolto il ricorso predisposto dallo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce per un automobilista leccese, al quale era stata contestata un’infrazione al Cds per presunto eccesso di velocità, rilevata dalla P.M. del Comune di Scorrano con apparecchiatura autovelox.
Ma la novità è rappresentata da una presa d’atto della Prefettura di Lecce, che rilevato il superamento di soli 7 Km/h del limite imposto e pari a 90 km/h, ha deciso di annullare il ricorso.
L’ordinanza di archiviazione del verbale, destinata a fare scuola, prende spunto da alcune considerazioni logico-giuridiche inoppugnabili e che si erano affermate nelle aule dei Giudice di Pace, ed in particolare dalla carenza di colpa nella condotta dell’automobilista sorpreso a superare il limite di una frazione irrisoria.
Secondo la Prefettura, infatti, poiché si tratta di accertamento effettuato solo con l’ausilio di un’apparecchiatura elettronica, e considerato il superamento del limite, poco al di sopra di quello imposto, l’automobilista non è in grado, anche usando la normale diligenza richiesta per la condotta di guida, di verificare l’esatto rispetto del limite, perché condizionato inevitabilmente ad alcuni parametri empirici esterni, - a titolo esemplificativo l’esatta caratura del tachigrafo, il pedale dell’acceleratore ecc., - che impediscono la verifica simultanea e certa della velocità effettiva, senza che tutto ciò comporti un aumento dei pericoli per la sicurezza stradale e tenuto conto della presumibile volontà del conducente di attenersi alle prescrizioni del codice della strada in tema di velocità.
Giova precisare, quindi, che si tratta del primo caso noto in materia, anche perché tale decisione avviene al di fuori delle aule del Giudice di Pace e della copiosa giurisprudenza in materia di autovelox.
Secondo il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di IDV, Giovanni D’AGATA, “si tratta di un primo passo degli organi sovraordinati gerarchicamente, nei confronti di quei Comuni che utilizzano le rilevazioni elettroniche per “far cassa”, per il riavvicinamento della P.A. alle esigenze dei cittadini ed alle logiche giuridiche, con la speranza che le altre Prefetture seguano l’esempio per i casi analoghi”.
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Comunicato del
23-07-2008
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Targa clonata per non pagare le multe ed i pedaggi autostradali: esplosione del fenomeno: decine di cittadini frodati. Ma molti non sono a conoscenza delle gravose conseguenze penali |
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Il componente del Dipartimento Nazionale Tutela del Consumatore di IDV, Giovanni D’AGATA ha ricevuto alcune segnalazioni di cittadini che si sono visti notificare sanzioni amministrative o richieste di pagamento del pedaggio autostradale, per presunte violazioni effettuate in luoghi ove le proprie autovetture non sono mai transitate.
Molto spesso si può trattare di un errore degli agenti verbalizzanti o delle società esercenti i servizi autostradali, ma in un notevole numero di casi, si è potuto riscontrare la sussistenza di un fenomeno nostrano: la furbata della clonazione o alterazione delle targhe.
La frequenza con la quale il fenomeno si ripete in determinati territori dello Stato, in particolare Campania, Lazio, Lombardia e Calabria, c’inducono a ritenere che alcuni automobilisti si sono ingegnati modificando artatamente finanche una sola cifra della propria targa, quasi dimenticando che l’alterazione della stessa integra la fattispecie del reato di “falsità materiale commessa in certificati o autorizzazioni amministrative” di cui al combinato disposto degli artt. 100, comma XIV del Cds, e 477- 482 del codice penale.
Tant’è che di recente, segnaliamo il caso di un’automobilista salentino che si è visto notificare un avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p., da parte della Procura della Repubblica di Lecce per aver utilizzato la propria autovettura con la prima cifra della targa alterata.
Pertanto, giova ribadire un concetto imprescindibile affinché s’informi chi non è a conoscenza della gravità di simili contraffazioni: l’eccessivo ricorso da parte degli enti locali ed in particolare di alcuni comuni alle multe “per far cassa” e ripianare i propri bilanci, non può assolutamente costituire una minima giustificazione all’utilizzo di targhe clonate al fine di rimanere indenni dalle conseguenze colpose della propria guida, perché l’epilogo di tutto ciò, oltre a costituire un danno per gli automobilisti onesti, espone ad effetti ben più gravosi ed in particolare alla condanna penale, i disonesti.
Lecce, 23 luglio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
25-06-2008
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Scioglimento consiglio comunale di Copertino |
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L’”ITALIA DEI VALORI” della Provincia di Lecce prende atto dello scioglimento del Consiglio Comunale di Copertino determinato dalla decisiva assenza di quattro consiglieri della maggioranza che hanno deciso di non partecipare alla seduta per l’approvazione del bilancio comunale congiuntamente a quelli dell’opposizione.
L’”ITALIA DEI VALORI” che ha da sempre sostenuto ed appoggiato il lavoro del sindaco Marcucci e della sua giunta, lodandone l’operato sino ad oggi svolto, non comprende le ragioni di un simile atteggiamento anche in considerazione della circostanza di aver registrato l’adesione di un consigliere già eletto nelle liste dei DS solo nel corso dell’attuale “legislatura” comunale e che ha deciso di non partecipare ai lavori consiliari.
Il partito, quindi, nonostante questo increscioso ed inusitato evento, prosegue l’impegno politico sul territorio del Comune di Copertino per il proprio rafforzamento ed in linea di continuità con il lavoro egregiamente svolto dal prof. Lucio Maiorano e dai militanti copertinesi.
Lecce, 25 giugno 2008
Il responsabile provinciale
Francesco D’AGATA
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Comunicato del
08-06-2008
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Conferenza stampa |
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L’”ITALIA DEI VALORI” della Provincia di Lecce, che ha tenuto una conferenza stampa presso la Sede provinciale di Viale Lo Re n.22, vuole ripartire dall’entusiasmo e dalla competenza di un giovane. L’avv. Francesco D’AGATA di 29 anni è stato infatti nominato Responsabile Provinciale del partito nella provincia salentina.
All’avv. D’AGATA sono giunti gli auguri e il sostegno del sen. Giuseppe Caforio e del Coordinatore Regionale l’on. Pierfelice Zazzera, presenti alla conferenza stampa.
“Il nostro obiettivo – ha detto il neo Responsabile Provinciale D’Agata – è quello di strutturare il partito sul territorio e prepararci ad affrontare l’imminente appuntamento elettorale provinciale, consapevoli di essere oggi un grande partito vicino alle problematiche dei cittadini”.
Nel corso della conferenza stampa è stato ribadito che l’ITALIA DEI VALORI, l’unica vera opposizione in Parlamento, vuole rappresentare la novità, vuole essere polo di aggregazione, vuole essere al fianco dei cittadini.
L’ITALIA DEI VALORI della provincia di Lecce conferma inoltre la propria appartenenza all’area liberale-riformista individuando nel PD l’interlocutore privilegiato per il rilancio della coalizione e dell’azione politica sul territorio.
In vista delle prossime elezioni provinciali nel corso della conferenza stampa è stato evidenziato che l’ITALIA DEI VALORI ritiene prematuro parlare di candidature alla presidenza della Provincia così come è prematuro parlare di una riconferma del sen. Pellegrino. Ogni futura decisione peraltro non può che passare da un momento di condivisione e di collegialità nella coalizione.
E’ opportuno invece avviare una seria e profonda discussione su quale progetto politico intendiamo costruire, come allargare la base di consenso della coalizione, come recuperare il rapporto di fiducia tra politica e cittadini.
Il centrosinistra deve uscire dal palazzo e dai salotti, e deve ritornare a fare politica in mezzo alla strada e nelle piazze stando dalla parte dei cittadini.
Lecce, 08 giugno 2008
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Comunicato del
05-06-2008
Comunicato del
26-04-2008
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Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita i Comuni ad adottare ordinanze per vietare l’accattonaggio con animali |
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Nei nostri comuni e non solo nelle grandi città non è raro imbattersi in mendicanti che utilizzano gli animali, generalmente cani, il più delle volte cuccioli, ma anche scimmie, gatti ed altri piccole bestioline al fine di ingenerare nei passanti sentimenti di pietà durante la pratica dell’accattonaggio, della raccolta di elemosine od altre utilità, facendo leva sulla sensibilità dei cittadini.
Nella stragrande maggioranza dei casi, gli animali impiegati per questo tipo di attività sono cuccioli o femmine in avanzato stato di gravidanza e proprio per queste loro caratteristiche inteneriscono i passanti suscitando pietà ed inducendo ad elargire l’elemosina.
Non contestiamo che questi animali siano spesso trattati con affetto, ma non può essere messo in dubbio che non di rado essi siano dei veri e propri “strumenti” di accattonaggio, utilizzati unicamente al fine di far aumentare le donazioni e che comunque possano risultare custoditi in condizioni non consone al benessere degli animali e contrarie alla tutela della salute pubblica ed alla profilassi delle malattie infettive.
Ma v’è di più, pare che siano stati riscontrati casi in cui le bestiole presentavano evidenti segni di denutrizione o erano state narcotizzate con potenti tranquillanti, sonniferi ed addirittura alcolici.
Tale assurdo fenomeno è in costante aumento, anche perché scarseggiano i controlli e gli stessi strumenti normativi per permetterli, da parte delle Autorità addette alla vigilanza.
A tal fine, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno che anche ai fini dell’igiene pubblica, oltrechè per ovvie ragioni morali, i Comuni adottino ordinanze e delibere per mettere al bando questo cinico utilizzo degli animali che prevede l’esposizione al pubblico degli stessi al fine di trarne profitto, vietando e sanzionando l’esibizione di animali durante la pratica dell’accattonaggio.
Lecce, 26 aprile 2008
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
19-04-2008
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FUNZIONI DEGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO: LIMITI |
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Il Giudice di Pace di Lecce, su ricorso predisposto dallo “Sportello dei Diritti” la cui delega è stata assegnata all’Assessore al Mediterraneo Carlo Madaro, ha sentenziato l’annullamento di un’ordinanza d’ingiunzione prefettizia di rigetto di un ricorso avverso una multa emessa a seguito di rilevazione effettuata dagli ausiliari del traffico in materia di funzioni degli operatori degli ausiliari del traffico, di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta. La sentenza emessa di seguito allegata, ha accolto il ricorso di una cittadina leccese stabilendo la nullità della multa.
“Le funzioni degli ausiliari del traffico, di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta, conferite con la legge del 15 maggio 1997 n. 127, art. 17, comma 132 e articolo 68 della 23.12.1999 n. 488, sono limitate alle aree oggetto di concessione e agli spazi necessari alle manovre dei veicoli ivi parcheggiati, e pertanto non può essere elevata da detti dipendenti contravvenzione per divieto di sosta nelle corsie riservate al trasporto pubblico, potendo tale funzione essere delegata solo al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, come previsto dal successivo comma 133 nelle forme previste dagli artt. 22 e 25 della legge 8 giugno 1990 n. 142.
La rilevazione della violazione compiuta dagli ausiliari del traffico, in quanto operata da un soggetto assolutamente non legittimato, inficia alla radice la legittimità dell’accertamento “.
Si invitano, quindi, le Prefetture e le Amministrazioni di tutto il territorio nazionale ad attenersi tempestivamente anche all’interpretazione adottata di recente dalla CORTE DI CASSAZIONE in tema di sosta e confermata dai Giudici di Pace, annullando in via di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati sino ad oggi e di provvedere ad effettuare l’accertamento delle infrazioni secondo i dettami della legge, onde evitare superflui sovraccarichi burocratici e giudiziari che danneggiano il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione.
Lecce, 19 aprile 2008
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
25-02-2008
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A tutti gli amici dello “Sportello dei Diritti” – “Servizi Immigrazione Salento” della Provincia di Lecce |
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"Italia dei Valori” fin dai tempi della sua nascita, ha cercato d’incarnare l’ideale della “Politica del Fare”, in contrapposizione alle morenti ideologie. Un’idea nata circa dieci anni or sono e che alla fine ha avuto ragione, data l’improvvisa semplificazione del quadro politico in atto, fra sparizione di simboli politici storici e costituzione di nuovi partiti che hanno abbandonato i vecchi vessilli.
Uno dei primi obiettivi della “Politica del Fare” di “Italia dei Valori” è stato quello di ricucire il rapporto ormai logorato tra i cittadini, la politica e le Istituzioni.
Per queste ragioni, “Italia dei Valori” in Provincia di Lecce nelle persone dell’assessore Carlo MADARO, del signor Giovanni D’AGATA, dell’avv. Francesco D’AGATA e della signora Rosalba BOVE ha ispirato la creazione, prima in tutto il Nostro Paese, di due uffici: lo “Sportello dei Diritti” e il “Servizi Immigrazione Salento”, proprio per ricostruire quel ponte crollato fra la cittadinanza e la cosiddetta “Casta” politica ed istituzionale, al solo fine di tutelare i diritti di tutti i cittadini, italiani e non.
Nella sede di viale Marche di Lecce, al n. 17, è iniziata così una continua processione della più variegata umanità che entra sosta ed esce, alla ricerca delle soluzioni ai più disparati problemi (spesso gravissimi!) che la pubblica amministrazione normalmente non riesce o non può dare. E tutto questo, ad un costo quasi pari a zero per le casse dell’Ente!
L’idea dell’assessorato è rappresentata da un tentativo di fornire delle risposte concrete e possibilmente rapide ai problemi che lo stesso apparato burocratico dello Stato, ci pone quotidianamente innanzi, evitando comunque un’inutile duplicazione di servizi, o un’antistorica burocratizzazione in periodo di deregulation.
L’ampio significato della parola “diritti” ha permesso di intervenire anche relativamente a tutte quelle situazioni nelle quali il cittadino è utente-consumatore-lavoratore rispetto a soggetti di diritto privato: gli uffici in questo modo rappresentano dei contenitori aperti alla tutela di tutte le lesioni della sfera personale dei cittadini e dei piccoli imprenditori.
Fin dalla creazione non è stata sottovalutata l’importanza della diffusione delle iniziative; così, tutti i progetti, i casi più eclatanti, le numerose denunce di disservizi, i problemi di malasanità, hanno trovato spazio sui media e su numerosi siti o blog di internet, attraverso un’attività di comunicazione degna dei più organizzati uffici stampa.
I due servizi nati contemporaneamente sono già attivi da circa due anni, e rappresentano una attività pionieristica nella pubblica amministrazione non trovando eguali nella nostra nazione.
“SERVIZI IMMIGRAZIONE SALENTO” ha iniziato la sua attività nel gennaio 2005 su progetto ideato dall’attuale coordinatrice sig.ra Rosalba Bove, nei locali attrezzati dall’Amministrazione Provinciale per far fronte alle esigenze degli immigrati e dei cittadini italiani interessati al fenomeno data la carenza di servizi adeguati che tengano conto del fatto che la presenza di cittadini provenienti da ogni dove del mondo, delle loro famiglie e dei loro figli spesso nati in Italia, sta modificando ed ha già modificato la conformazione socio-culturale della provincia di Lecce.
II progetto SERVIZI IMMIGRAZIONE SALENTO mira, a valorizzare e coordinare risorse e competenze già esistenti sul territorio nell’ottica di un’offerta integrata di servizi che, partendo dallo studio dei mutamenti in atto salvaguardi le specificità culturali di ciascun soggetto interessato.
Inoltre l’Amministrazione nell’ambito di una politica volta all’erogazione di servizi resi ai cittadini ed ai giovani ha attivato nei locali di Viale Marche un sistema informativo (totem) che consente tra l’altro una libera e gratuita navigazione nella rete INTERNET e l’autoconsultazione immediata di alcuni servizi istituzionali con possibilità di stampare in tempo reale la documentazione richiesta.
Lo “SPORTELLO DEI DIRITTI” è uno spazio creato per l’attività di consulenza o d’intervento in tutte quelle situazioni in cui il cittadino si senta leso in un suo fondamentale diritto e non trovi una risposta adeguata o tempestiva alla sua esigenza di giustizia.
Lo SPORTELLO che attualmente è ospitato nei locali accanto al SERVIZI IMMIGRAZIONE SALENTO, è un luogo di ascolto nel quale alcuni operatori volontari, esperti in legge e collaboratori dell’Assessore, mettono a disposizione a titolo di volontariato, parte del loro tempo e delle loro competenze per raccogliere le lamentele di cittadini esausti o, a volte, perfino disperati.
E’ nato così, per esempio, all’interno dello SPORTELLO un “COMITATO PER GLI AUTOMIBILISTI LECCESI”, che ha come finalità il ripristino della legalità in tutte quelle situazioni in cui il cittadino nella sua veste di automobilista sia stato multato “ingiustificatamente” ed illegittimamente.
Ed allora, come è ormai noto a gran parte della cittadinanza salentina, lo staff dell’Assessore ha messo in atto una vera e propria battaglia mediatico-giurisprudenziale nei confronti di tutte quelle amministrazione pubbliche, in particolare alcuni comuni, che pur di far cassa sono disposte ad emettere sanzioni amministrative anche a dispetto dei normali iter logico-giuridici previsti dalla legge e dai regolamenti. Gli addetti al servizio, quindi, predispongono dei ricorsi amministrativi e prefettizi, fino a presenziare alle udienze innanzi al Giudice di Pace competente: la novità che tutto è effettuato a titolo gratuito. C’è infine da dire che fino ad oggi, le istanze preposte sono state nella gran parte dei casi accolte e le sentenze, spesso innovative, pubblicate dalla stampa.
Sempre sulla scia della tutela dei diritti lesi, uno spazio importante è dedicato ad una delle problematiche particolarmente care all’ex giudice: la “malasanità”. In questi casi è lo stesso Assessore a raccogliere le testimonianze e a consigliare chi ha a che fare con queste gravissime questioni.
Così, non si potevano dimenticare i problemi sul luogo di lavoro, in particolare il mobbing, o l’antiracket e l’usura in una terra come la nostra dove i soggetti colpiti non si contano, tanto grande è il numero degli interessati. In questi casi, lo SPORTELLO è un vero e proprio “Centro di ascolto” nel quale gli addetti indirizzano i cittadini, nel più totale rispetto della privacy, verso il percorso più idoneo da seguire per il ripristino dei propri interessi lesi.
Va sottolineato, infine, che molte delle iniziative sono state intraprese in collaborazione con il mondo associativo, ed in particolare le associazioni dei consumatori, ed altre realtà che hanno spesso trovato ospitalità all’interno dello SPORTELLO, e fra queste ricordiamo il WWF, “DONNE EUROPEE – FEDERCASALINGHE”, l’ “Associazione contro la cultura socio-mafiosa”, l’Università del Salento.
Insomma, un pout-pourry di situazioni, in quello che abbiamo definito un contenitore perennemente aperto alle esigenze di tutti, cittadini e non, due uffici che guardano a quella che dovrebbe essere un’amministrazione vicina alla gente proiettata verso il futuro e realmente indirizzata ai principi costituzionali del buon andamento e della corretta amministrazione ed al di fuori dei giochi politici.
Ma per queste ragioni, ed al fine di poter proseguire negli impegni intrapresi e per continuare quelle battaglie in favore della cittadinanza abbiamo bisogno del concreto sostegno di tutti quegli amici che hanno potuto toccar con mano i servizi offerti dallo “Sportello” per la prossima tornata elettorale del 13 e 14 aprile per le elezioni di Camera e Senato, al fine di rafforzare sul Nostro Territorio un partito che ha fatto la scelta di stare vicino alla gente.
Italia dei Valori
della Provincia di Lecce
Sede Provinciale
“Itala dei Valori” di Lecce – viale Lo Re 22, 73100 LECCE
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Comunicato del
25-02-2008
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Realizzata la prima “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente” della Provincia di Lecce, su iniziativa del componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA |
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La tutela dei diritti del consumatore – utente sta assumendo un ruolo sempre più centrale oltre che in ambito nazionale anche nell’attività degli Enti locali, anche se non sempre è seguita da politiche attive volte all’attuazione ed informazione delle nuove garanzie stabilite dalle leggi.
Per queste ragioni il componente Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA aveva proposto, in collaborazione con il Prof. Avv. Ferndando GRECO docente della Cattedra di “Diritto dei Consumatori”, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento, la realizzazione – prima tra tutti gli Enti Locali italiani - di una “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente”.
La proposta è stata immediatamente recepita dalla Provincia di Lecce e dall’assessorato alla “Tutela dei Diritti e Cittadinanza Attiva” e per lo “Sportello dei Diritti” nella persona dell’assessore Carlo MADARO, che ha sostenuto ed incentivato l’iniziativa.
Non possiamo dunque esimerci dall’esprimere la più ampia soddisfazione per un progetto che favorisce una maggiore conoscenza e conoscibilità dei diritti dei consumatori ed utenti alla luce delle nuove garanzie e tutele legislative, nonché dei servizi offerti e delle politiche avviate dall’Ente Provincia relativamente alle tematiche consumeristiche.
La “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente” è scaricabile in formato .pdf ed è allegata alla presente.
Lecce, 25 febbraio 2008
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
10-02-2008
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PHOTORED: Multe da annullare se non ci sono agenti in loco e se non vi è un’apposita autorizzazione prefettizia all’installazione dell’apparecchiatura di rilevazione. La circolare n. 369 del 17/01/08 del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali - chiarisce i dubbi. Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori,Giovanni D’AGATA, sottolinea il duro colpo a tutti quegli Enti Locali che tentano di far cassa con le multe a raffica |
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La battaglia contro tutti quegli enti locali che tentano di far cassa elevando multe a raffica con strumenti di rilevazione elettronica segna un’importante vittoria da parte di tutte quelle associazioni e soggetti che si sono battuti a suon di ricorsi e battaglie legali e mediatiche contro questa iniqua e poco trasparente prassi amministrativa.
E’ datata infatti 17 gennaio 2008 la circolare n. 369 del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali - che cerca di dirimere i dubbi su tutti quegli impianti di rilevazione elettronica posti sugli attraversamenti semaforici senza alcuna autorizzazione da parte dell’Autorità Prefettizia e senza agenti in loco a vigilare.
Secondo la circolare, che risponde ad evidenti ragioni di trasparenza dell’agire amministrativo, ove non vi siano agenti in loco che contestino nell’immediatezza l’avvenuta infrazione, l’installazione degli apparecchi di rilevazione elettronica degli attraversamenti semaforici, dev’essere preventivamente autorizzata dall’Autorità Prefettizia.
In poche parole il Prefetto competente per territorio dovrebbe emettere un apposito decreto nel quale individuare le strade e le intersezioni semaforiche ove posizionare gli strumenti elettronici, come già avveniva per gli autovelox; in caso contrario, le infrazione elevate sono tutte annullabili.
Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, alla luce di questa interpretazione data dal Ministero dell’Interno, invita tutti gli Enti Locali che utilizzano illegittimamente gli strumenti di rilevazione elettronica di cui sopra, a regolarizzare la propria posizione ed annullare tutti i verbali già emessi al fine di evitare che ancora una volta si amplifichi un contenzioso già notoriamente abnorme in virtù delle numerose decisioni dei Giudici di Pace e della Corte di Cassazione.
Di seguito la circolare del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali n. 369 del 17/01/08.
Lecce, 10 febbraio 2008
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
30-01-2008
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Basta con il business delle multe a raffica. Per l’automobilista multato fino a 50,00 €uro di oneri accessorie per un verbale notificato. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA chiede l’intervento della Corte dei Conti |
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Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce nel quale da anni è nato un Comitato spontaneo degli “Automobilisti Illegittimamente Multati”, nella sua costante attività tesa a riequilibrare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini-utenti della strada, ha verificato a seguito delle numerose segnalazioni giunte, che c’è stato un aumento vertigionoso dei costi accessori relativi alla notifica dei verbali al Codice della Strada, coinciso con la tristemente nota prassi della multe a raffica con l’ausilio di società appaltatrici.
Un vero e proprio business se si pensa che tra spese di notifica, di spedizione, visure, stampa ed altri oneri per un verbale di 70,00 €uro si arrivano a richiedere fino ad ulteriori 30,00 €uro, e tutte a carico degli utenti della strada, in virtù delle prescrizioni di legge.
Spese accessorie di difficile interpretazione, anche perché nella gran parte dei casi non vengono riportate analiticamente tutte le voci, destando non pochi sospetti tra i cittadini multati.
Ciò che emerge con lampante evidenza dall’analisi avviata dallo “Sportello dei Diritti” è che la spesa varia da Comando a Comando di Polizia Municipale e se i famigerati strumenti di rilevazione elettronici siano usati dalle Polizie Municipali direttamente o affidati in gestione a società appaltatrici, od ancora se la postalizzazione venga affidata a società terze.
A tali prassi, a dir poco illegittime, ma senz’altro poco trasparenti dev’essere data immediata chiarezza anche perché a livello nazionale la normativa appare carente in virtù dell’assenza di direttive univoche che stabiliscano, quantomeno, un tetto massimo per gli oneri accessori.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA chiede l’intervento della Corte dei Conti, affinché ci sia un maggiore controllo e una verifica della correttezza e della trasparenza dell’agire amministrativo degli Enti Locali anche nella fase di notifica delle sanzioni amministrative.
Lecce, 30 gennaio 2008
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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Comunicato del
13-01-2008
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La lotta all’emergenza rifiuti, può iniziare con la riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad avviare un programma in tal senso, sulla scia di numerosi Paesi industrializzati |
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Nelle immagini televisive che provengono da Napoli sull’”emergenza rifiuti” ciò che più colpisce l’occhio del telespettatore è l’enorme quantità di sacchetti e contenitori di plastica ammassati, quasi a coprire e celare gli altri tipi di rifiuti.
Per non parlare della facilità con cui questi prodotti derivati da idrocarburi prendano fuoco e siano tra le maggiori e pericolose fonti di diossina e micro-particelle inquinanti.
Quindi, ci pare opportuno al fine di perseguire politiche volte ad una progressiva riduzione delle fonti d’inquinamento che sia giunto il momento di sostituire sacchetti e contenitori plastici, altamente inquinanti perché di difficile smaltimento, con sacchetti e contenitori biodegradabili o riciclabili.
In molti paesi industrializzati e fra questi in particolare sono da segnalare i casi emblematici dell’Australia e della tanto criticata Cina sono state avviate politiche di progressiva riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica.
Anche in Unione Europea, seppur carente di un’univoca disciplina comunitaria in materia, vi sono stati importanti interventi dei singoli Paesi tesi ad una riduzione dell’utilizzo di sacchetti e contenitori in plastica e fra questi vi sono da segnalare quelli d’Irlanda, che addirittura dal 2002 ha reso obbligatorio il pagamento delle buste da parte dei consumatori e di Francia e Germania che dovrebbero vietarne l’utilizzo a partire dall’ormai non lontano 2010.
L’Italia, invece, appare in netto ritardo, anche se la finanziaria dello scorso anno aveva introdotto una normativa che prevedeva la possibilità di sostituire le buste di plastica con altre di materiali biodegradabili di origine nazionale a partire dal 2010.
Per queste ragioni nell’ottica ambientalista perseguita da Italia dei Valori, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad adottare misure più rigorose e decisive finalizzate alla definitiva messa al bando di sacchetti e contenitori plastici.
Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
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